Emilia Romagna. Il restauro dei ‘preziosi’ monumenti paleocristiani e bizantini. Un patrimonio Unesco.

Emilia Romagna. Il restauro dei ‘preziosi’ monumenti paleocristiani e bizantini. Un patrimonio Unesco.
Ravenna mosaici bizantini

RESTAURI DEI MONUMENTI PALEOCRISTIANI E BIZANTINI RAVENNA. Giovedì 16 gennaio, alle ore 17, nella prestigiosa sede della sala del Refettorio del Museo Nazionale di Ravenna verrà presentato il libro Restauri dei monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna patrimonio dell’Umanità, a cura di Antonella Ranaldi e Paola Novara, Ravenna 2013.

I valori di unicità ed eccezionalità, alla base del prestigioso riconoscimento Unesco, degli otto monumenti di Ravenna Patrimonio dell’Umanità hanno come condizione la conservazione e la sopravvivenza degli elementi connotativi l’arte paleocristiana e bizantina, in cui acquista importanza il mosaico, identificativo di Ravenna. Colpisce nei monumenti di Ravenna del V e VI secolo l’interezza dell’architettura e della decorazione, rapportata alla vetustà. Il libro ne ripercorre i restauri che si sono succeduti, in particolare nel corso dell’Ottocento e del Novecento, fornendo gli strumenti critici, analitici e documentari per capire e divulgare le condizioni che fanno dei monumenti Unesco un patrimonio di inestimabile ricchezza non solo per la storia passata ma anche per quella più recente della tutela fino ai nostri giorni. Introducono: il sindaco Fabrizio Matteucci, la soprintendente Antonella Ranaldi, mons. Guido Marchetti ( arcidiocesi di Ravenna-Cervia), Maria Grazia Marini, dirigente Servizio turismo e Attività culturali del comune di Ravenna e direttore del MAR.

 LA PRESENTAZIONE. Il libro è presentato da Clementina Rizzardi Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Seguiranno gli interventi dei curatori e autori Antonella Ranaldi, Paola Novara, Linda Kniffitz.
Hanno inoltre partecipato al libro Emilio Roberto Agostinelli, Maria Carmela Maiuri, Luciano Marni, Cetty Muscolino, Valter Piazza. Il libro è stato promosso dal Comune, dall’Arcidiocesi, dalla Soprintendenza, dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna e finanziato con i fondi della legge 77/1996 del Ministero per i Beni e le Attività culturali e il Turismo, per la valorizzazione dei monumenti Unesco.

 

 

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