Notizie ( non solo) di sport. La Juve c’è, la Roma pure. Mentre sul volto del Diavolo torna il sorriso.

Notizie ( non solo) di sport. La Juve c’è, la Roma pure. Mentre sul volto del Diavolo torna il sorriso.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Carlitos Tevez e l’università del calcio in Italia. Il signor Blatter, il ( malvagio) svissserotto che ama l’Italia riamato, si ricandida al trono Fifa. Pelè e Maradona: chi il più grande? Clarence, Barbara, e il Milan del futuro. Juve, corazzata tra le corazzate o solo un vascello in mare aperto? Temi, tanti, e tutti appassionanti. Vediamoli uno alla volta.

TEVEZ E L’ UNIVERSITA’. Che l’Italia proponesse il campionato più difficile lo si sapeva e non da oggi. Un tedesco di qualche stagione  fa diceva che il nostro era una sorta di campionato mondiale per club, dove ad emergere era solo e soltanto il più forte. Forte nel senso antico, di coriaceo, furbo, attento, il tutto mixato per offrire un cocktail sconosciuto altrove.
Da noi il pallone non s’è propagato perchè si amava vedere giovinastri in camicia bianca, con tanto di cravatta e scarpe lustre, contendersi cavallerescamente una sfera di cuoio su un campo verde. Da noi il pallone s’è insinuato nella quotidianità perchè quella quotidianità ha saputo interpretarla  nel modo, a volte, più realistico, contraddittorio  e duro possibile. E poco romantico.

Da noi, insomma, bisogna vincere. Come negli storici pali. Tanto che  nove ( o anche dieci ) undicesimi della squadra sono indottrinati ( salvo qualche rara eccezione) a non far passare l’avversario. Costi quel che costi. Per loro vale il motto ‘ primo , non prenderle’. Di qui quello che è sempre conseguito, nel bene e nel male,  e che ha reso le nostre squadre sempre piuttosto toste da battere.
Di qui anche il loro essere,  in tanti casi, e in epoche diverse,  vere e proprie università del pallone, dove per emergere occorrevano ( e occorrono) attributi certi e acume collaudato. Tevez, potendo fare raffronti, ha cominciato ad accorgersene. Di persona.

LO SVISSSEROTTO CHE AMA L’ITALIA RIAMATO. Non ha voluto neppure presiedere alla consegna della Coppa del Mondo 20o6, in Germania, forse perchè siamo andati a rompere le uova a qualcuno a lui più simpatico. Appena può qualcosa in lode del Belpaese sbotta qualche apprezzamento da innamorato autentico.
Ultimamente, probabilmente a sua insaputa, ha permesso che ( grazie ad un sorteggio improvvisato su un ranking Fifa preso a caso) spedissero il buon  Prandelli e i suoi nel cuore della foresta amazzonica. Con tre clienti nel girone giusti giusti per farci le scarpe.
E comunque, anche se come Ercole alla ricerca del Vello d’oro, dovessimo superare tutte fatiche imposte, con tutti quei trasferimenti da fare arriveremo ( comunque ) cotti agli eventuali ottavi. E questo causerebbe dolore, certo, allo svissserotto che ama l’Italia riamato. L’Italia, si pensi, che è l’unica nazionale al Mondo che può agguantare la pentaCoppa.
Ovviamente, andando a rompere le scatole a qualcuno. Forse, ancora una volta,  più simpatico a lui della sua amata Italia. Che speriamo ricambi, quando tornerà alla carica per un ulteriore rinnovo sul trono Fifa. Così circondato  da un variopinto  stuolo di suoi vice estratti in angolo di Mondo. Pensate, c’è un vice, Sonia Bien Aime, estrapolato  da Turks e Caicos. Dell’amata Italia, ovviamente, manco l’ombra.

PELE’ O MARADONA? E si deve sempre al signor Blatte, lo svissserotto che ama l’Italia riamato, l’iniziativa ( uniconsensuale) di scegliere il ‘ più grande calciatore‘ di tutti i tempi. Per lui è Pelè, rispettabilissimo sia chiaro, perchè di Pelè anche se ha giocato solo nel suo Brasile non che lui , ma che di concorrente ne ha ( almeno) uno, il quale,  guarda caso,  la sua laurea è venuta a prenderla ( proprio) in Italia.
Nel Paese di cui diceva il tedesco di qualche anno fa. Il nome di questo signore, genio in campo e sregolatezza fuori, porta il nome di Diego Armando Maradona. Che però di santi nel paradiso Fifa ( attuale) deve averne quanti l’Italia di Abete e Prandelli.
Ma fa niente, perchè se c’è una cosa che non preoccupa è proprio il paradiso del calcio. Che muta divinità, magari ogni ventennio, ma le muta. E allora, se qualcuno dovesse (ri) spedire  tra le sue vette immacolate anche lo svissserotto che ama riamato l’Italia, chissà che anche questo giudizio sul ‘migliore di sempre’ non possa essere ( ri) veduto e corretto.

IL SORRISO DI CLARENCE. Che il calcio italiano non sia visto, all’estero, con gli occhi dei nostri esterofili, lo dimostra il sorriso aperto e convinto di Clarence. Sì,  Clarence Seedorf, chiamato dal Diavolo per ridare smalto ad una squadra che, ultimamente, dopo quattro anni con lo stile dei gamberi, aveva preso il sembiante d’una comunità psico-socio assistita.

Clarence ha avuto il placet del presidente del Milan, che per lui ( dicono) straveda. Abbiamo visto i primi allenamenti. Disputati sotto l’acqua gelida ma con un caldo  sorriso in volto. Abbiamo visto anche la prima sua serata dalla panchina. All’nsegna del sorriso. Il rigore trasformato ( e dedicatogli) dal Balo allo scadere del secondo tempo ha portato in cascina tre preziosi punticini. E anche, finalmente, quaalch energia in più oltre qualche sorriso. Che il Diavolo sia davvero tornato?

LA CORAZZATA DEL CONTE DRACULA. Il Conte Dracula non compra ma ( anche )  non vende. Dicono, infatti, che gli spendaccioni dell’Altrove autorizzati a spendere senza remore i loro facili tesori, vorrebbero rubargli qualche gemma: Marchisio, Vidal, Podgba. Roba tutta  scoperta e cresciuta nel suo magico orticello. Suo e della Giovin Signora.
Qualcuno, annidiato tra giornali e tivù, favoleggia ( in proposito) cifre mirabolanti: cinquanta, ottanta, cento milioni. Tali comunque da poter mettere in crisi perfino  santi uomini e sante donne. Tutte, sperano i tifosi, tranne la Giovin Signora. Che se vorrà di nuovo salire le vette della gloria dovrà far di tutto ( checchè ne dicano le sirene) fuorchè vendere.

Come fanno le grandi, ligie al motto ‘ Qui non si vende, qui si compra!‘. Almeno fino a singoli cicli esauriti.

Contro la Samp rinata di Sinisa Mihajlovic la Juve ha prima terrorizzato e poi s’è terrorizzata. Nel senso che qualche patema, nel secondo tempo, se l’è ( sadicamente) concesso. Ma senza esagerare. La sua è una corazzata tra le più moderne  al mondo.
Peccato che solo il Conte Dracula non se ne sia accorto. Perchè a lui, per  entrare nella  top lista dei mister mondiali, manca una coppa dalle Grandi orecchie e non una esperienza ( come gli suggeriscono le sirene attorno) chissà dove. Anche perchè la sua evidente  ‘juventinità‘ ( più pregio che limite)  non è certo che funzioni ( con tanta efferata efficacia) anche nell’ Altrove.

CLASSIFICA SERIE A. Juventus punti 55; Roma 47; Napoli 43; Fiorentina 40; Inter, Verona 32; Torino,Parma 29; Lazio 27; Genoa 26; Milan 25; Atalanta 24; Samp,  Cagliari 21; Udinese 20; Chievo, Sassuolo e Bologna 17; Livorno, Catania 13.

PROSSIMO TURNO ( 1a GIRONE RITORNO) ( sabato 18) Roma-Livorno 3-0 ( ore 18); Juventus-Samp 4-2  ( ore 20,45); ( domenica 19) Udinese-Lazio 2-3 ( ore 12,30), Atalanta-Cagliari 1-0 ( ore 15), Bologna-Napoli 2-2, Catania-Fiorentina 0-3, Chievo-Parma 1-2 , Genoa-Inter 1-0, Sassuolo-Torino 0-2 ; Milan-Verona 1-0 ( ore 20,45).
I MARCATORI. * 14 reti Rossi ( 5 rigori, Fiorentina); 11 reti  Tevez ( 1, Juventus), Berardi ( 4, Sassuolo); 10 reti Palacio ( Inter) e Higuain ( 4, Napoli) ; 9 reti   Eder ( 3, Samp), Cerci ( 4) e Immobile ( Torino), Toni ( Verona).

* Da completare

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