Cronaca ( non solo) politica. Nasce l’Italicum. Frutto inatteso dell’incontro tra leader contrapposti.

Cronaca ( non solo) politica. Nasce l’Italicum. Frutto inatteso dell’incontro tra leader contrapposti.
Da Bruno Vespa ( repertorio) images

LEGGE ELETTORALE. LA PROPOSTA DEL PD. E LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE.  ” Sono grato a Berlusconi d’avere accettato l’invito a presentarsi nella sede del Pd per discutere di riforma elettorale” . La frase ha annichilito non pochi tesserati e simpatizzanti pidiessini. Per il tono, ma anche per la sostanza. Che di fatto è andata a ‘ sdoganare’ come si diceva fino a qualche tempo un avversario politico, anzi, l’avversario politico numero uno degli ultimi vent’anni. Allo ‘sdoganamento’ ha fatto seguito una proposta concreta di cambia,mento della formula elettorale.

Avessimo vissuto in una Paese con democrazia matura, la frase di Renzi, non avrebbe suscitato più clamore di tanto. Nelle democrazie mature infatti le opposizioni di fronteggiano, anche duramente, ma quando scocca la campana del bisogno nazionale, s’incontrano, si confrontano e ( se occorre) si sostengono. La propria terra, prima di tutto. Il problema nostro, invece, è che ci trasciniamo in corpo vicende, lotte, contrapposizioni ( ormai) secolari. Incrostate e paralizzanti. Al punto che, spesso e volentieri, al bene comune si preferisce lasciar spazio a quello personale, di partito o perfino d’orticello.
E’ una realtà antica, si diceva, che avevano conosciuto fiorentini come Machiavelli e Guicciardini, e che sembra non avere dimenticato il giovane sindaco di Firenze, ora, anche segretario nazionale del Pd. Fatto è che, in poche ore, è spuntata all’orizzonte una proposta che non era maturata in anni e anni  di sterili contrapposizioni ideologiche e partitiche. Ovviamente, siamo solo all’incipit, nulla è stato definitivamente deciso, anche perchè è necessario il vaglio parlamentare, ma non ci sembra ( francamente)  vero di essere arrivati ( almeno) a questo punto.

 LA LEGGE ELETTORALE. Cominciamo a vedere, in breve, i punti salienti della proposta di riforma delle legge elettorale. 1) in Paese si divide in 120-130 collegi, dove i partiti possono presentare un massimo di sei candidati. Visti, poi, i risultati a livello nazionale, si distribuiscono i seggi in base ai migliori risultati che ciascun partito ha raggiunto nei collegi.
Con queste limitazioni: una coalizione, per essere ammessa alla ripartizione, deve raccogliere il 12% dei consensi e all’interno della coalizione nessun partito può partecipare alla suddivisione dei seggi se non ha almeno il 5% dei voti a livello  nazionale. Se una formazione politica corre in proprio, lo sbarramento da superare sarà dell’8%. E anche previsto un premio di maggioranza tra il 18 e 20% dei seggi da assegnare alla coalizione o al partito arrivato primo e che abbia raccolto almeno il 35% dei consensi. In questo modo il vincitore della tornata avrà la certezza della governabilità per un quinquennio.

Se nessuna formazione politica raggiungerà il 35%  allora, i primi due, andranno al ballottaggio. Da disputarsi dopo 15 giorni, e che assegnerà un ‘premio’ sufficiente a raggiungere quota 53/55%.  Inoltre, a questo punto, non sarà più necessario raggiungere una maggioranza anche in Senato, per questa assemblea diverrà un semplice organo di rappresentanza degli Enti Locali, tipo Comuni e Regioni, senza stipendio e non eletti. Nell’accordo Renzi/Berlusconi c’anche la revisione del titolo V della Costituzione, con il (de) potenziamento delle Regioni.

LE  REAZIONI. Reazioni piccate alla proposta sono spuntate un po’ dovunque. L’idea di cambiare, come al solito, trova molte opposizioni. La più interessante, e motivata   è stata quella di Cuperlo, Pd come Renzi, che ha detto di non avere nessuna intenzione di accettare la proposta così com’è  stata sfornata. ” Mi sono vergognato” ha sbottato Fassina, altro Pd.
La battaglia si trasferirà di certo in Parlamento, anche perchè all’interno dei Democratici Matteo Renzi ha già ottenuto il via libera ( 111 sì e 34 astenuti). Il punto di maggior attrito a livello generale è dato dal sistema delle preferenze, praticamente limitate a poche unità scelte ( ancora una volta) dai ( soliti) partiti.
Questa bandiera dai colori suggestivi ma anche controversi ( per alcuni, infatti,  la preferenza è stato l’humus su cui ha prosperato la corruzione politica) è sventolata da molti, tra questi Angelino Alfano, neo leader Nd, che  tra le altre obiezioni s’è premurato di sottolineare questo concetto: ” Lasciamo che siano i cittadini a scegliere i loro rappresentanti “.  Decisamente contro Grillo e i suoi grillini. Reazioni invece meno avverse  sono quelle che fioccano sui social network.  E se qualcuno sperava che da sinistra piovessero critiche feroci è stato, finora e  almeno in parte deluso. Che il (de)ideologizzato Renzi cominci   a far breccia in una Comunità  ( davvero) sfiancata da anni di sterili contrapposizioni e  ( diffusamente) impaurita dall’interminabile impasse attuale ?

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