Notizie ( non solo) di sport. Balo, dopo il pianto, ancora in Premier? Dipende da quel Raiola detto Mino?

Notizie ( non solo) di sport. Balo, dopo il pianto, ancora in Premier? Dipende da quel Raiola detto Mino?
Balo ( azzurro) in lacrime

LA CRONACA DAL DIVANO. Per quel che possiamo vedere, da qua, sparalazzati ma non rincoglioniti, una delle cose urgenti che dovrebbe ( o bisognerebbe) fare per ( salvare) Balo è mandare in altra parte del Pianeta il suo agente, quel tal Raiola detto Mino, che ad ogni soffio di vento avverso non sa far altro che andare a cercare riparo per il suo assistito. Un riparo, però, remunerato, molto più remunerato del precedente, da un campionato all’altro, da una maglia all’altra, l’importante è che il ‘giochino’ continui a funzionare.
Per Balo, ad esempio, dopo le lacrime, è in arrivo un (ri) spostamento in Premier. Lassù Balo, dopo averne ascoltate di cotte e di crude, dovrebbe poter recuperare la verginità ( calcistica) perduta. Così almeno sembra auspicare quel tal Raiola detto Mino, che monetizza talenti. E comunque stiano le cose, il fatto di (s)balottare il suo assistito da una capo all’altro d’Europa, non ci pare essere  garanzia nè di ( urgente) ‘ salvataggio interiore‘ nè di ( ulteriore) ’maturazione sul tappeto verde ‘. Fossimo noi, il Balo, lo terremmo qui, al vecchio Milan, che avrà tanti difetti ma non quello di non saper riconoscere i fischi dai fiaschi. Soprattutto, quando si tratta di aiuti indispensabili per tirarsi fuori da una situazione tra le peggiori ( per lui)  da ( circa) trent’anni a questa parte.

E, visto che ci siamo, terremmo con noi anche quel Podgba, altro assistito dal Raiola detto Mino, che ( dopo anche solo una stagione alla Juve) sembrerebbe al centro d’un’asta milionaria. Per Raiola detto Mino la permanenza con una maglia o l’altra è pura convenienza. I sentimenti, come quelli che provano i ragazzi davanti ai loro ‘idoli‘, e  verso  i loro compagni ideali di gioco, son cose d’altri tempi. Anche se, guarda caso, si combinano con quegli stadi sempre più vuoti, soprattutto di famiglie e di ragazzi. Stadi vecchi ( come la classe dirigente che è incapace di non saperli rinnovare) e vuoti. E chi li rifarà, chi li riempirà quegli spalti, in futuro? Se non chi sogna, chi altri? Forse gli amici, i colleghi, i simpatizzanti e  i parenti di quel Raiola detto Mino?

UN REBUS PER BENITEZ.  Dice Simeone ” La serie A mi piace in sè. E’ un campionato che per un allenatore è diverso, stimolante. Di norma in Liga tutte le squadre giocano in modo molto simile. In Italia no: ci sono tante forme di interpretare il gioco, anche all’interno di una sola partita l’avversario può variare, ci sono molti cambi tattici. Per un allenatore ( tutto ciò) è in teressante, perchè ti costringe a pensare. Eppoi il calcio italiano è in crescita, come la sua nazionale …”. Solluccheri, per l’anima, questi concetti di Diego Simeone, 44 anni, sei o sette stagioni in Italia tra Inter e Lazio, ora trainer di quell’Atletico Madrid delle ‘maraviglie ‘ che sta preoccupando ( e non poco) Barca, Real e Milan. Sibili fastidiosi ( invece)  per i tanti esterofili che popolano la Penisola, pronti a sbottare ad ogni nostro incidente o mancanza di risultati.

Fatto è che in Italia non c’è nulla di scontato. Figuriamoci nel calcio. Qui, infatti, per mangiare la pagnotta occorre sbracciasi. Ne sa qualcosa anche la Juve ( da 2-0 a 2-2 col Verona), e anche Benitez, che comincia a capire il rebus campionato. Contro la Roma, ad esempio, un po’ più d’accortezza, gli ha evitato un altro capitombolo. Ora è in finale di Coppa Italia, contro la Viola, bella e disperata, per non poter ( ancora) disporre dei suoi cannonieri, Mario e Pepito,  in ( perenne) convalescenza.

GLI ALTRI SPORT.  Un appuntamento, su Italia Uno, per fare chiarezza sulla morte di Pantani. E anche per fare riaprire una indagine, che è apparsa troppo frettolosa. C’è , poi, un allarme Schumi, che potrebbe aver contratto una polmonite. Si spera di no, perchè vorremmo rivederlo a breve tra noi. A Sochi, invece, le medaglie scarseggiano. Al momento sono tre: Innerhofer ( discesa), Zoeggeler  ( slittino) e Fontana ( 500 short track). Ne mancherebbero una o due, magari d’oro. Almeno per pareggiare il bottino precedente. Per Merighetti ( discesa) e Pittin ( combinata nordica) invece solo il quarto posto. Mentre avanza la candidatura per Roma 2024:  si realizzasse, sarebbe un sogno. Grande. Tanto grande che il professor Monti non l’ha capito.

CAMPIONATO SERIE A

LE PARTITE 24 a GIORNATA. ( venerdì 14  febbraio) Milan-Bologna ; ( sabato 15, ore 20,45) Fiorentina-Inter;  ( domenica 16, ore 20,45) Catania-Lazio ( ore 12,45), Atalanta-Parma ( ore 20,45), Cagliari-Livorno, Genoa-Udinese, Juventus-Chievo, Sassuolo-Napoli, Roma-Sampdoria ( ore 20,45); ( lunedì, ore 20,45) Verona-Torino.
LA CLASSIFICA. Juventus punti 60, Roma 51( una partita in meno), Napoli 47, Fiorentina 44, Verona 36, Inter 36, Torino 33, Parma 33 , Lazio 32; Genoa  30( una partita in meno); Milan 29; Samp 28; Atalanta 27; Udinese 26; Cagliari 24;Bologna 21; Chievo 18; Sassuolo 17, Livorno 17, Catania 16.

I CANNONIERI. Rossi ( 5, Fiorentina) 14 gol; Berardi ( 5, Sassuolo) 12; Tevez (1, Juve) 11.

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