Forlì-Cesena. La disoccupazione continua ad aumentare inesorabilmente

Forlì-Cesena. La disoccupazione continua ad aumentare inesorabilmente
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FORLI’-CESENA. Nel 2013 sono aumentati del 12,5% i disoccupati in provincia di Forlì-Cesena. In totale sono 38.917 i disoccupati immediatamente disponibili al lavoro iscritti ai Centri per l’Impiego al 31 dicembre 2013. E’ il dato sintetico, non positivo, che emerge dal report periodico della Provincia di Forlì-Cesena sull’andamento del mercato del lavoro a livello locale. Schiacciante è la prevalenza di chi ha perso il lavoro: sono il 90% degli iscritti al Centro per l’Impiego, mentre gli inoccupati alla ricerca di prima occupazione rappresentano il 10%. Le donne sono il 56,4% del totale, gli stranieri il 27,9%. Se si considerano le fasce d’età, si nota che il 21% dei disoccupati è tra i 19 e 29 anni, il 51% dai 30 ai 49 anni e il 28% tra gli ultracinquantenni. La disoccupazione è in crescita in tutte le fasce d’età: +35,2% tra i giovani tra i 19 e 24 anni; +14,8% tra i giovani tra i 25 e i 29 anni, + 12,8% tra gli ultracinquantenni e +8,1% nelle fascia adulta 30-49 anni. Gli iscritti alle liste di mobilità sono in totale 3.284, in calo del 30,4% rispetto al 2012.

Dai Centri per l’Impiego altri indicatori illustrano una situazione economica non facile: il saldo tra avviamenti al lavoro e cessazioni è di -1.603, sebbene in misura minore rispetto al 2012 (-3.888). Si registra anche una forte diminuzione delle proroghe dei contratti a termine (-11.4%), e della trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (-14,9%). Il “tempo indeterminato” continua a rappresentare l’eccezione, essendo di questa tipologia solo l’11% delle assunzioni. Dalla disaggregazione dei dati per territorio emerge un elemento di particolare interesse: rispetto ad una media del + 12,5% dello stock di disoccupati su base provinciale abbiamo un + 6,86% (da 14.873 a 15.893) registrato dai Centri per l’impiego di Forlì, un + 15,97% nel Cesenate (da 14.600 a 16.932) e un + 18,73% (da 5.131 a 6.092) nell’area del Rubicone.

Tale aumento può essere spiegato anche dall’introduzione dal 2013 (Legge Fornero) del requisito dello stato di disoccupazione per poter beneficiare della Mini-ASPI (ex indennità di disoccupazione per requisiti ridotti) per i lavoratori che hanno cessato contratti a tempo determinato, in particolare nel settore turistico alberghiero. Il fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione determinata dall’entrata in vigore di una nuova normativa e non dal peggioramento generalizzato della situazione economica, è confermato dall’andamento del flusso degli avviamenti al lavoro. Infatti a fronte di una diminuzione su base provinciale nel 2013 sul 2012 dell’8,8% registriamo un calo maggiore degli avviamenti nel comprensorio forlivese pari all’11,66% (da 37.523 a 33.147) rispetto a quello registrato a Cesena del -6,94% (da 48.731 a 45.348) e del -6,87% (da 9.539 a 8.884) registrato a Savignano sul Rubicone.

Dichiara l’assessore provinciale al Lavoro Denis Merloni: “Nel secondo trimestre del 2013 avevamo registrato dei dati che ci avevano fatto sperare in un’inversione di tendenza sull’andamento della disoccupazione. Appare dunque ancora più preoccupante la lettura dei dati al 31 dicembre 2013: tutti gli indicatori sono negativi, tranne quelli riferiti i lavoratori iscritti alle liste di mobilità che trovano una spiegazione nel contemporaneo aumento del 12,5% dei disoccupati rispetto all’anno precedente. A questi dati dobbiamo aggiungere anche quelli riferiti all’aumento rispetto al 2012 delle ore di Cassa Integrazione, dei tavoli di crisi e dei lavoratori interessati. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che la prima emergenza dell’Italia è quella della mancanza di lavoro. Ben vengano tutti gli incentivi all’assunzione e gli sgravi per chi lavora, ma in primo luogo occorre ricreare le condizioni per fare impresa e considerare il lavoro un valore e non solo un costo.

 

 

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