Cronaca ( non solo) politica. Renzi, alla fiducia del Parlamento. ‘ Ora – dice lui – la ricreazione è finita’.

Cronaca ( non solo) politica. Renzi, alla fiducia del Parlamento. ‘ Ora – dice lui – la ricreazione è finita’.
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LA CRONACA ( NON SOLO) POLITICA. ” La ricreazione è finita” avrebbe esclamato Matteo Renzi, al Quirinale, dopo il giuramento della sua squadra di Governo. Che, imperterrito, nonostante il groppo in gola del suo predecessore al passaggio di consegne, prosegue verso l’espletamento della sua avventura. E di quale avventura possa trattarsi, gli italiani, da un colore all’altro, se lo chiedono con non qualche angoscia. Sarà, infatti, questa, la volta buona, oppure saremo di fronte ad un altro bluff, magari anc0r più avvilente dei precedenti?

Il buon Matteo, 39 anni, (ex) sindaco di Firenze, un passato ( anche) da boys scout, ha assunto sulle sue giovani spalle un compito che manco una di quelle imponenti cariatidi antiche avrebbe auspicato con tanto, irridente, luminoso,  ’ amor di Patria‘ o anche ( se si vuole)  ’ amor di Servizio al prossimo’. L’esperienza non è certo dalla sua. E in un mare magnum come quello ( prima) romano e (poi) internazionale, quella, l’esperienza, le sarebbe giovata, eccome. In più non si sa esattamente cosa ( e come ) abbia studiato finora.
Guidare un Paese difficile come il nostro non è stato mai facile. Il suo grande concittadino, Niccolò Macchiavelli, potendo, glielo avrebbe di certo spiegato meglio, e con più dovizia di particolari di quanto ( molto  probabilmente) sia riuscito a fare Napolitano. Il ragazzo, si vede, ha fretta. Non si sa se per valutazioni ( a noi) non  note o se per ( un inedito) temperamento politico. L’Italia, l’Europa, e perfino Obama, ‘ attoniti stanno’ nell’attesa di conoscere se quella del buon Matteo è ( solo) incoscienza, o vera ( disposizione ) al servizio e alla gloria.

LA NUOVA SQUADRA DI GOVERNO. I ministri sono 16 ( e non 10 come si auspicava): Graziano Del Rio, 53 anni, Pd, sottosegretario alla Presidenza; Federica Mogherini, 40 anni, Pd, Esteri; Andrea Orlando, 45 anni, Pd, Giustizia; Pier Carlo Padoan, 64 anni, tecnico,  Economia e Finanze; Maurizio Martina, 35 anni, Pd, Agricoltura; Maurizio Lupi, 54 anni, Ndc, Infrastrutture e Trasporti; Stefania Giannini, 53 anni, Scelta civica, Istruzione e Ricerca; Beatrice Lorenzin, 42 anni, Ndc, Salute; Marianna Madia, 33 anni, Pd, Semplificazione e Pubblica amministrazione; Angelino Alfano, 43 anni, Ndc, Interno; Roberta Pinotti,52 anni, Pd, Difesa; Federica Guidi, 44 anni, tecnico, Sviluppo economico; Gian Luca Galletti, 52 anni, Udc, Ambiente; Giuliano Poletti, 62 anni, tecnico, Lavoro; Dario Franceschini, 55 anni, Pd, Beni culturali e Turismo; Maria Elena Boschi, 33 anni, Pd, Riforme e rapporti con il Parlamento; Maria Carmela Lanzetta, 58 anni, Pd, Regioni.

GLI INCAVOLATI. Ce ne sono, a quanto  pare. E tra questi, Mauro, che deve lasciare la Difesa e la Bonino, che abbandona gli Esteri. E se su  Mauro si parla di ‘killeraggio politico‘, sulla Bonino bisogna pensare che la vertenza per i due Marò, abbia contribuito ad incrinare una fiducia che la Emma nazionale ha sempre riscosso nel Paese. La Bonino si è poi affrettata a dire ‘ che non portava sassolini nella scarpa, e che alla telefonata di Renzi ha solo risposto. ne prendo atto’.  Al contempo però, Pannella, nume tutelare di Emma, ha coniato un nomignolo che potrebbe fare strada: Renzi, il piccolo balilla.
Non incavolato ma ( molto) amareggiato è stato l’ex premier Letta, tante volte rassicurato dal compagno di partito, e poi brutalmente ‘scaricato’ quando già pensava di poter procede oltre con il suo lavoro. Si tratta di comportamenti inediti, forse perchè bruciati alla luce del sole ( come il battibecco con Grillo, in sede di consultazione), che stanno frastornando la gente. Di che colore essa sia, poco ormai importa. La guerra è a tutto, campo, un po’  come qualche centinaia d’anni fa. Tra re, papi  e principi, fin alla ‘ distruzione‘ ( allora) del più bello, ricco e colto paese del Mondo.

LE PRIME MOSSE URGENTI. E quali sarebbero i punti in agenda per i prosimi mesi? Il Sole24Ore ne elenca almeno otto: riduzione del peso del fisco ( fino ad 8 miliardi); spending review ( con tagli da 3-5 miliardi; rendite finanziarie ( con revisione del sistema di tassazione): pubblica amministrazione ( con la revisione, nel senso di semplificazione e mobilità, di un apparato mastodontico e sclerotizzato; riforme istituzionali ( titolo V e Senato); debiti Pa ( con tre fronti finora aperti); jobs act ( per un contratto unico a tempo indeterminato  di inserimento); casa ( da sciogliere, tra l’altro, il nodo della famigerata Tasi).
LA FIDUCIA. Ora, per il più giovane Governo repubblicano iniziano i passaggi in un Parlamento non ancora riformato. Prima il Senato, poi, la Camera. Nonostante malumori, distinguo ( Civati, Pd) e avversari, per il governo Renzi non ci dovrebbero essere sorprese. Lui conta di arrivare al 2018.  Con la solita, debordante fiducia in sè. Ma, il buon Matteo, non doveva prima  fare la riforma elettorale, per poi dirigere il timone della nave tricolore in avaria verso l’ approdo (  inevitabile) delle elezioni anticipate?

 

 

 

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