Santarcangelo. Giovedì 27 febbraio in Biblioteca: ‘D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento’.

Santarcangelo. Giovedì 27 febbraio in Biblioteca:  ‘D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento’.
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SANTARCANGELO. Giovedì 27 febbraio alle ore 21 appuntamento in biblioteca con la presentazione dell’antologia “D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento” (Il Vicolo editore). Durante la serata, che fa parte della rassegna de ‘I giovedì della Biblioteca’, interverranno gli autori Gianfranco Lauretano e Nevio Spadoni, l’editrice Marisa Zattini e il poeta santarcangiolese Gianni Fucci. ‘D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento‘ raccoglie poesie in italiano e in dialetto di alcuni fra i più rinomati poeti romagnoli del Novecento. Una sezione dedicata al Circolo di Santarcangelo, curata da Manuela Ricci, riporta poesie e opere di Tonino Guerra, Nino Pedretti, Raffaello Baldini e Gianni Fucci.

Gianfranco Lauretano è nato il 19 febbraio 1962 a Sessa Aurunca, provincia di Caserta, da padre campano e madre romagnola. Diplomato all’Istituto Magistrale “Carducci” di Forlimpopoli (stessa scuola di Benito Mussolini e Tonino Guerra), ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università di Bologna. Docente di scuola primaria a Cesena, tiene, in qualità di relatore e direttore, corsi per docenti sulla Didattica della poesia, di cui è esperto.
Numerosi anche gli incontri coi ragazzi e i cicli sulla poesia e la scrittura creativa, dalla scuola primaria all’università. Nel campo dell’editoria dirige la collana “Poesia contemporanea” e il trimestrale letterario ‘clanDestino‘ per la casa editrice Raffaelli di Rimini. È fondatore e direttore letterario della rivista di arte e letteratura “Graphie” (editore Il Vicolo, Cesena) e fa parte del comitato di redazione della rivista di critica e letteratura dialettale ‘Il parlar franco‘ (Pazzini Editore, Villa Verucchio, RN).
Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi libri di poesia, prose liriche, volumi dedicati ad alcune città romagnole e svolge attività di critica letteraria su periodici e quotidiani. Nevio Spadoni è nato a San Pietro in Vincoli nel 1949, ma vive a Ravenna dal 1984. Allievo di Enzo Melandri all’Università di Bologna, si è laureato con una tesi sul filosofo spagnolo José Xavier Zubiri Apalategui, e ha insegnato soprattutto filosofia nei licei ravennati.
Le sue poesie in dialetto fino al 2007 sono raccolte nel volume ‘Cal parôl fati in ca‘, con prefazione di Ezio Raimondi, volume che comprende anche una sezione inedita dal titolo ‘I sgrafegn‘. Ha prodotto con Luciano Benini Sforza un’antologia di poesia in dialetto romagnolo, ‘Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo ’900 in Romagna’, edito da Mobydick. Collaboratore di alcune riviste letterarie, è anche autore di numerosi testi teatrali rappresentati in numerosi teatri italiani e stranieri, tra i quali New York, Berlino, Limoges, Mosca, e trasmessi su Radio Tre. Nel 1992 ha ottenuto il Premio Lanciano per la poesia inedita e nel 1995 il Tratti Poetry Prize per ‘E’ côr int j oc’; inoltre nel 2000 il testo ‘L’isola di Alcina‘ ha ricevuto due nomination al Premio Ubu come “migliore novità italiana” e “miglior spettacolo dell’anno”. Nel 2012 ha ottenuto il premio speciale Via Francigena, grazie al successo di ‘Cal parôl fati in ca’, ed è risultato terzo classificato al premio nazionale Versante-poesia onesta di Falconara Marittima e ha vinto il premio G. Gozzano per la migliore opera edita di poesia in italiano e dialetto. Nel gennaio 2014 è chiamato a Roma per ritirare il Premio speciale autori SIAE, primo concorso letterario nazionale in dialetto intitolato ‘Salva la tua lingua locale’.

 

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