Notizie ( non solo) di sport. La Spagna spaventa Prandelli, ma vince con un golletto di fortuna.

Notizie ( non solo) di sport. La Spagna spaventa Prandelli, ma vince con un golletto di fortuna.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Ce n’è, stavolta, di carne sul fuoco. Il Milan ( che non passa a Barbara ma ) vende; il buon Prandelli che incoraggia i suoi dicendo che ‘ la Spagna è di un altro Pianeta’; il Balo che, sotto cassa integrazione per spalla lussata, se la spassa al ping pong; la Juve che va a pranzo ( non si sa se per vendere o comprare) nel nido del Real; la settimana ( inutile) zeppa d’amichevoli; la Ferrari che non sa se gioire o preoccuparsi e così via. Ma andiamo con calma.

IL MILAN PASSA A BARBARA O NO? Secondo una indiscrezione, la solita indiscrezione che ( normalmente) quando filtra è già in fase avanzata, il Milana avrebbe dato mandato a Lazard di cercargli un acquirente. Un po’ come ha fatto Moratti. la differenza è però che, stando anche alle ultime mosse Mediaset ( acquisizione diritti Champions 2015/2018, dialogo Beln Sport, la concorrenza  di Al Jazeera in Spagna, la cessione eventuale del costoso premium ad Al Thani,  etc.), non sembrerebbe che ad Arcore tiri aria di smobilitazione. Forse ci sono grandi manovre in corso d’pera, questo, sì, certo, ma la vendita addirittura del gioiello del cuore della famiglia Berlusconi, sembra davvero un po’ troppo.
Ma se tanto dovrà essere, allora, chi arriva, dovrà sborsare un miliardo (circa ) di dollari. Tanto è valutato il brand del Diavolo ( sesto del pianeta calcio nel mondo). Che dire? Visto che, ormai, il Belpaese, è finito sulle bancarelle rionali, una vendita in più dei nostri marchi non cambierà nulla. Quando si scivola, non si pensa altro che all’ebbrezza del volo. Il problema, semmai, ci sarà a volo compiuto, quando, dando un’occhiata alle spalle, si avvertirà quanto ben di Dio ( tanto faticosamente accumulato) è finito in polvere. Un po’ come le noci del riccone di cui racconta fra Galdino.

IL BALLO RE DEL PING PONG. Il dolore alla spalla non è il viatico migliore per giocare al ping pong. Anche  se il Balo, che fenomeno sarà pure con piccolo tavolo, dice d’essere mancino. Il problema è semmai, per lui, per quel suo agente-Mentore che li procura nuove destinazioni ad ogni levare di vento avverso, di non trovare mai pace. Un po’ come Ibra, ricordato da molti amato da pochi ( o nessuno). Dicono che la fedeltà, gli affetti radicati,  siano  sentimenti passati di moda. Eppure, oltre le ciance travestite di nuovo, soprattutto nel fenomeno calcio, solo chi resta resta. Per sempre.

JUVE A PRANZO CON LE MERENGUES. Forse, a Marotta, il ds della Signora, non gli hanno spiegato che i blancos non sono delle candide mammole profumate, ogni volta, secondo l’immaginario dei  nostri carissimi esterofili, di primavera. Alle cene dei blancos non tutti escono come quando sono entrati. Capitò, tanto per citare qualche nome, a Capello, vincitore di Liga e ( subito) licenziuato; è capitato a Nomber One, spedito oltre manica in un baleno; sta ( forse) capitando al nostro buon Carletto, la cui riconferma, se non gli porta la decima Coppa, è tutt’altro che scontata.
Embè?  Esclamerebbero i sostenitori dell’Altrove. Embè, nulla, se non che fare affari con i blancos è difficile uscire ancora con le mutande addosso. Allora ci chiediamo perchè Marotta si sia lasciato affascinare. Davanti agli scogli delle sirene, Ulisse, maestro di lungimiranza, per non cadere in tentazione, si fece legare all’albero maestro. Marotta non ha fatto nulla d’analogo. Che voleva Marotta: cedere Podgba, o Vidal, le sue perle, e in cambio di chi? Di Maria, Coentrao, Morata? Sì, certo, ne abbiamo sentito parlare, sono bravi ragazzi, tutti, ma nulla di simile a quelli bramati dal Real.
Le grandi squadre comprano e non vendono. Lo dicono da sempre. Per cui, se la Juve vende, non potrà mai essere una grande squadra. Il realismo è una bella cosa. Ma i sogni sono ancor più belli. Conte, l’agitato Conte Dracula, ad esempio, vorrebbe giocarsi una carta in Europa. Ammesso ( e non ancora concesso) che sia lui il condottiero giusto per l’impresa, come potrebbe ( in ogni caso) aspirare a tanto se fosse la società stessa a lanciargli il segnale di ‘ stare calato, tanto calato‘ ?

AMICHEVOLI INTERNAZIONALI. Hanno giocato un po’ tutti. Nazionali doc, nazionali non doc. La Spagna ci ha fatto soffrire. I nostri ‘rincalzi‘ non hanno retto al ‘mostruoso vorticare’ da un capo all’altro del campo delle ‘furie rosse’, e hanno ceduto per un misero golletto di Pedro passato sotto pancia al nostro Buffon. Un solo golletto, e per giunta omaggiato.
Se tra noi e i fenomeni il divario è un goletto, perchè celebrarli tanto? Eppure il buon Prandelli s’è spaventato a morte. E per tirare fuori le palle ai suoi ha cantato imperituri inni di gloria agli avversari. Forse, il buon Prandelli, non ha capito che questa è una generazione diversa dalla sua ( o dalle  precedenti). Chieda ( per credere) a qualche insegnante. Oggi, infatti, quando si rimbrotta alla maniera tradizionale, invece che scatenare l’orgoglio si ( rischia di) generare depressione. Anche perchè il capo non può essere il primo a cospargersi di lacrime.

Pereira ha salvato l’Uruguay ( 1-1 con l’Austria), l’Inghilterra ha fatto paura ( 1-0 alla modesta Danimarca), la Francia ( di Podgba) ha battuto l’Olanda ( di Strootman), la Germania batte il Cile ( 1-0) e la Russia ( di Capello) doma l’Armania. Sono, questi, solo alcuni degli incontri internazionali di questa metà settimana. Incontri, non si quanto utili, compreso quello del Brasile che ( con Neymar)  ha asfaltato  ( 0-5) il Sud Africa. Felipe Scolari è rimasto entusiasta.  Beato lui, fors’anche perchè  i rivali dell’Argentina ( senza Tevez) non sono andati oltre ad uno squallido 0-0.

LA FERRARI IN AUSTRALIA. Di qui al belveder ci manca poco. Il belveder sarebbe l’Australia, Melbourne,  imminente. Le novità del circus, quest’anno,  sono davvero tante. Risparmio di benzina, pattinamenti, bloccaggi prolungati delle ruote e le misteriose power unit. Alonso, che con la ‘rossa’ vive da cinque anni, cerca il terzo titolo. Quello della gloria. Se lo meriterebbe. Anche percè Ferdy trova sempre grande affetto attorno a sè, per il suo sorriso, per il suo coraggio,  insomma, il tipo giusto per domare la ‘rossa‘. E portarla oltre il traguardo. Con o senza Vettel.
LA MOTO GP. Pronti al via , in Qatar, il 23 marzo, sono anche le moto Gp. Senza Marquez, infortunato, ma con un Lorenzo che vola. Dietro tiene Pedrosa, come al solito, e il nostro ‘ vecchietto‘, quel Valentino Rossi che a primavera si  veste di nuovo come le brocche del  biancospino. Speriamo continui, però, la fioritura, anche nei mesi più avanti. Tanto per dare del filo da torcere ai tirannelli  di Spagna, uno due e tre, ogni volta, e sempre davanti. Mamma mia,  e non ce ne voglia il bravissimo e simpaticissimo Lorenzo, ma noi abbiamo un gran bisogno di cambiare musica!

( aggiornata )

CLASSIFICA. Juventus punti 69, Roma 58, Napoli 52, Fiorentina 45, Inter 41, Verona 39, Parma 40,Lazio 38,  Torino 38, Milan 35,  Genoa 35, Samp  31, Aatlanta 31,  Udinese 28;  Cagliari 28, Bologna 22, Chievo 21, Livorno 21, Catania 19, Sassuolo 17.

MARCATORI . 15 reti Tevez ( 1 rigore, Juve); 14 reti Rossi ( 5 rigori, Fiorentina); 13 reti Immobile ( Torino), Toni ( 1,Verona), Higuain ( 4 rigori, Napoli); 12 reti Berardi ( 5 rigori, Sassuolo).
 XXVII TURNO. ( sabato 8 marzo) ( ore 18) Udinese-Milan, ( ore 20,45) Catania-Cagliari; ( domenica 9 marzo) ( ore 12,30) Juventus-Fiorentina; ( ore 15) Bologna-Sassuolo, Chievo-Genoa, Inter-Torino, Lazio-Atalanta, Parma-Verona, Samp-Livorno; ( ore 20,45) Napoli-Roma.

 

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