Cronaca ( non solo) politica. Merkel ‘folgorata’ da Renzi. Ma l’Italia sarà libera di muoversi o no?

Cronaca ( non solo) politica. Merkel ‘folgorata’ da Renzi. Ma l’Italia sarà libera di muoversi o no?
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Una volta lo chiamavano ‘pastone’, che significava mettere insieme qualche notizia del giorno. Ed eventualmente commentarla. Di notizie, questa volta, ne proponiamo tre: Renzi a Berlino, nuove tasse e la conferma dell’interdizione ai pubblici uffici per due anni a Berlusconi. Andiamo di conseguenza.

RENZI A BERLINO. «Sono rimasta veramente impressionata, si tratta di un cambiamento strutturale». Questo ha detto la  cancelliera tedesca Angela Merkel, subito, a inizio conferenza stampa, mettendo ancora una volta in chiaro che l’Italia ha rimandato per troppo tempo le riforme strutturali e che quelle che Renzi ha portato con sé a Berlino, in particolar modo il Jobs Act, «vanno nella direzione giusta». Ma è tornata anche a ribadire che sulle regole non si transige. E del resto, ha aggiunto, «se l’Italia ha detto che rispetterà il Patto di stabilità non vedo perché dovrei dubitarne».

Nella sua prima visita da premier nella cancelleria più importante d’Europa, Renzi ha incassato  dunque l’appoggio sul suo pacchetto di riforme, non solo dalla Merkel ma anche dal ‘falco‘ Wolfang Schaeuble. Il ministro delle Finanze tedesco vede positivamente il salto in avanti dell’ex sindaco di Firenze ma che , ancora una volta, ha messo in guardia  da rinvii sul consolidamento delle finanze statali. Si facesse gli affari suoi invece di voler fare quelli deglia, crediamo, sarebbe un bene per lui, la Germania, l’Europa.
E comunque, lui, il nostro giovane premier, s’è mostrato visibilmente soddisfatto.  Confermano poi che l’Italia intende mettere in campo «misure irreversibili di cambiamento», anche sul modello tedesco, non interventi «una tantum» ma riforme strutturali che «puntano in alto» e sono necessarie «subito», anche se l’orizzonte è il 2018.  E le facciamo «subito».
E infine : «L’Ue non è la causa ma la soluzione dei problemi. Quei partiti che lo dicono sbagliano».  Musica, ovviamente, questa,  per le orecchie di Angela Merkel alla vigilia di elezioni europee nelle quali rischiano di trionfare i partiti populisti. Chi ha partecipato agli incontri parla di un’atmosfera ‘eccellente’, subito alleggerita dal regalo di Renzi, che si è presentato all’appuntamento con la maglietta del centravanti della Fiorentina, il tedesco Gomez, per la tifosissima cancelliera.

INTERDIZIONE PER BERLUSCONI. La Terza sezione penale della Corte di Cassazione – si legge in cronaca – conferma l’interdizione dai pubblici uffici per due anni per Silvio Berlusconi. La decisione, presa dopo 5 ore di camera di consiglio, riguarda la pena accessoria nell’ambito del processo Mediaset. I giudici, presieduti da Claudia Squassoni hanno quindi accolto la richiesta del procuratore generale Aldo Policastro che di fatto chiedeva la conferma della sentenza dell’Appello bis del tribunale di Milano.
In particolare i Supremi giudici della Terza sezione penale hanno dichiarato ‘irrilevanti‘ le questioni di incostituzionalità delle norme tributarie sollevate dalla difesa di Silvio Berlusconi e hanno ‘rigettato‘ nel resto il ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano il 19 ottobre 2013. Quel verdetto aveva ridotto a 2 anni l’originaria interdizione dai pubblici uffici pari a 5 anni.

NUOVE TASSE. In un’intervista pubblicata  dal Corriere della Sera, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ha detto:  ”Se anche l’Italia finanziasse i primo otto mesi di taglio al cuneo attraverso quote importanti di spending, cioè 4-5 miliardi, più alcune entrate straordinarie, non sarebbe la fine del mondo”, spiega il sottosegretario, che non esclude di “sfruttare anche un pezzo di flessibilità del deficit/Pil” rispetto al 2,6% inizialmente previsto.
Il ricorso all’Iva sui pagamenti della PA o alle entrate relative al rientro dei capitali “non intaccherebbe la serietà del progetto di riforma o la credibilità del Paese e neppure la discesa del debito pubblico”. Sul tema del Fiscal compact Delrio, inoltre, ha  affermato che il governo non vuole ‘revisioni unilaterali‘ né mettere in discussione la necessità di una traiettoria di rientro del debito, ma sottolinea anche che, come avvenuto nel caso di Irlanda, Spagna o Grecia, “esistono procedure di rientro più moderate a seconda dello stato dell’economia dei Paesi”. “Non dobbiamo pensare –  ha spiegato infatti  Delrio –  che le regole del Fiscal compact siano una gabbia non più negoziabile, l’importante è che tutto avvenga in un’ottica di comune accordo”.

 

 

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