La cronaca ( non solo) sportiva. Barbara presenta la ‘nuova casa’ del Milan. Il calcio che si muove.

CRONACA ( NON SOLO) DI SPORT. Veleggiano a gonfie vele le otto regine d’Europa che si disputano la Coppa dalle grandi orecchie. I commentatori nostrani, o esterofili o brutta copia di esterofili, esalano davanti ad un spettacolo unico, inimitabile, forse più appassionante fin qui mostrato nella storia del calcio.

A contendersi la Coppa, ricordiamolo, sono il Barca (  stoppato sull’ 1-1 dall’italiana Atletico di Madridi, del Cholo), lo United ( stoppato anche lui sull’ 1-1 dai fenomeni di Guardiola, che dell’Italia conserva sempre grato ricordo), il Real ( a guida Ancellotti) e il Chelsea di Mou Mou ( che se non se la sbriga a rimediare qualcosa rischia un’altra ‘pedatona‘, questa volta dall’amatissima Premier). E se si sta ai bilanci, sono poc’altre quelle da aggiungere al divino banchetto. Soprattutto se lo si vuol far passare come il più memorabile d’ogni epoca. Mamma mia, come sanno strombazzare questi nuovi aedei del pallone !        Per lor, che sembrano alberi senza radici, quel che toccano con gli occhi loro, si trasforma in oro. Neanche Creso avrebbe potuto tanto.
Il problema per quegli urlanti ( si fa per dire)  ragazzotti è che se ad  un ( pur sontuoso)  banchetto dei primi della classe  non s’invitano quelli che primi della classe sono stati ( tra una coppa e l’altra) quelli più vincenti, l banchetto resterà pur sontuoso ma non certo di primo livello. E’ un po come se ad un banchetto  dell’auto si dimenticassero d’invitare la Ferrari( Ndr, siamo andati a controllare le varie coppe, è il risultato è che il Belpaese del calcio ne ha vinte più di tutti).

LA RISALITA. Certo che se al City monsieur Platini gli consente di superare, in tre o quattro anni, il bilancio del Real ( oltre 540 milioni euro) o dorme o ce la mena. Con quel suo fantomatico fair play finanziario, che dovrebbe certificare bilanci e consentire di spendere ( solo) parte dei ricavi. Se va avanti così sarà bene per le squadre storiche ( soprattutto nostrane, Milan, Inter  etc.)  fare un appello al Conte di Montecristo che, secondo Dumas, divenuto straricco grazie ad un misterioso forziere ricolmo di gioielli, poteva permettersi di fare da ‘angelo vendicatore’ dei tanti torti subiti.

LA NOSTRA BARBARA. E tuttavia, noi, checchè appaia sui teleschermi, non stiamo con le mani in mano. Ci muoviamo, è vero, a passo di lumaca, ma ci muoviamo. La Juve, come si sa, ha rotto gli indugi, s’è fatta qualche impianto nuovo, e conta già oltre 44 milioni di ricavi da stadio. I Pozzo, da Udine, nel loro piccolo, stanno facendo altrettanto. De Laurentis, come dicevamo nei giorni addietro, ha ‘minacciato’ il suo sindaco dicendogli che ‘ se qualche rompiballe gli impedisce di donare al Golfo uno stadio da Golfo’ se ne va in Inghilterra. Lasciando qui, al sindaco,  i rompiballe;    e portandosi appresso i suoi soldoni per far felici altri. Perfino Pulvirenti ha acquitato dl terreno per fare una ‘casa’ decente al suo Catania.

Ma le proposte più belle sono arrivate da Roma e, oggi, Milano. Di Roma abbiamo già trattato; di Milano, invece, no. Perchè notizia fresca. Che parte dall’inaugurazione della nuova casa Milan, in zona Portello,  non distante dalla zona Rho ( dove il Milan ha inoltrato richiesta per costruire un nuovo impianto) e dalla zona Milanello. Certo sarebbe stato più logico cominciare dallo stadio e passare, poi, alla casa Milan. Ma in Italia le cose non sono mai normali. E anche qui siamo in presenza d’una procedura insolita. E comunque credibile. La nuova casa del Milan, infatti, illustrata alla stampa dalla inarrestabile Barbara, è qualcosa che ( nell’Altrove) forse esisterà già da tempo, ma che, qui, da noi, rappresenta una novità assoluta.
E significativa. Perchè vorrebbe dire che la famiglia ha trovato una giusta erede, che il Milan non arretra ma guarda avanti, che le tempeste prima o poi passano lasciando il posto ( diceva il poeta di Recanati) ad una quiete densa di speranze. Tra l’Altro Barbara ha accennato ad una partecipazione ( probabilmente) asiatica, per rinvigorire le casse del Diavolo, per riportarlo ( in un triennio) laddove c’è sempre stato. Lui, il Diavolo, ( ques’anno) non invitato al ( ridotto)  banchetto degli Dei, pur avendo alzato ben sette Coppe dalle grandi orecchie.

( Ndr, quanto Barca, Borussia, Chelsea, Atletico Madrid, Psg  messe assieme: 5 contro 7).

LA SOLITA SOLFA. Ci si è messo in mezzo anche Falcao, pur con tutto il garbo e la riconoscenza possibile. ” Qui, ora, c’è solo un fuoriclasse, Tevez, gli altri sono volati via o non vengono”.  A parte che volare via dall’Italia o si è numeri uno ( e si continua a vincere ) o non si è nessuno ( e si precipita), e qui i nomi fateli voi.

Eppoi, è proprio vero che i fuoriclasse non ci sono? Facciamo una veloce cernita?  Partendo dall’alto della classifica?

Eccola: 1) Juve, Pirlo, Podgba, Vidal, Marchisio, Buffon etc  hanno così  tanti  sosia nell’ Altrove? 2) Napoli: Higuain, Hamsik, Insigne  etc sono solo dei poveri  ’ schioppletti‘? 3) Roma: Totti, Strootman,  Rossi, Pjanic  etc farebbero davvero tanto schifo nell’ Altrove?; 4) Viola: Gomez, Rossi, Quadrado etc andrebbero soltanto in panca nell’Altrove?  E così via, fino al vecchio ma sempre ammirevole Kakà,
o al giovane indomato puledro selvaggio Balo, che abbiamo poi di così  tanto inferiore?
Forse non saremo più esorbitanti come negli anni Ottanta/Novanta, ma non per questo che  siamo da trattare  quali cenerentole da svendere ad ogni piè sospinto. In attesa sopratutto che all’orizzonte si profilino  ( per il nostro  calcio ) due cose essenziali : nuovi stadi e maggiori controlli europei/mondiali  antidoping. Nel calcio, sì, quanto ( e più ) del ciclismo. Perchè i Forrest Gump sono credibili al cinema, non suoi verdi prati da gioco.

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