Emilia Romagna. Unione: i parchi e le loro caratteristiche.Tutte le aree naturali della Bassa Romagna.

Emilia Romagna. Unione: i parchi e le loro caratteristiche.Tutte le aree naturali della Bassa Romagna.
Lugo Parco del Loto

BASSA ROMAGNA. Rete natura 2000 è uno strumento della politica europea per la conservazione della biodiversità e degli habitat naturali così classificati: ZPS, ovvero ‘Zona di protezione speciale’, sono aree individuate per la tutela dell’avifauna rara; SIC, ovvero ‘Sito di importanza comunitaria’, sono aree individuate per la tutela degli ambienti naturali e della biodiversità caratteristica di un determinato habitat; Aree protette, disciplinate dalla LR 6/2005, costituiscono il patrimonio naturale, fisico, geologico, geomorfologico e biologico, con rilevante valore naturalistico e ambientale. Le aree protette sono così classificate: Parco, Riserva Naturale, ARE (Area di riequilibrio ecologico), Paesaggio naturale e seminaturale protetto; le Aree protette possono coincidere o sovrapporsi con SIC e ZPS.

Ecco la descrizione delle aree naturali della Bassa Romagna.

BACINI DI MASSA LOMBARDA.  (ZPS) E’ individuata nella cassa di espansione del canale di scolo Gambellara del Consorzio di bonifica della Romagna occidentale. All’interno della cassa è stato eseguito un interessante intervento di rinaturalizzazione, con la piantumazione di alberi e arbusti e la creazione di aree umide nelle quali si sono naturalmente sviluppati canneti e piante acquatiche. Si sono, quindi, venute a determinare condizioni particolarmente idonee per l’insediamento di varie specie di animali selvatici, in particolare si possono osservare uccelli in migrazione e svernamento, tra cui grandi stormi di limicoli, come combattente e pavoncella, e anatidi, come germano reale, marzaiola e alzavola.

CANALE DEI MULINI DI LUGO E FUSIGNANO (ARE). Il ‘Canale dei mulini di Castel Bolognese, Lugo e Fusignano’, opera idraulica quattrocentesca, attraversa nei comuni di Lugo e Fusignano un unico sistema ambientale che comprende e riunisce diverse aree a destinazione naturalistica, un tratto del Canale dei Mulini e sei stazioni ad esso correlate: bacino di laminazione del Brignani (Parco Golfera), Parco del Loto e Buche Gattelli nel Comune di Lugo; Buche Gallamini, Bosco di Fusignano e Cava ex-fornace nel Comune di Fusignano. L’antico corso d’acqua artificiale costruito per alimentare i mulini ad acqua ha modificato la propria funzione nei secoli diventando oggi un canale di scolo e di irrigazione oltre che un importante corridoio ecologico di interconnessione tra l’Appennino e la Bassa Romagna.

RISERVA NATURALE SPECIALE DI ALFONSINE. Istituita nel 1990, si trova a nord di Ravenna, nei pressi del fiume Reno. La riserva è costituita da tre stazioni:

1. Stagno della Fornace Violani è una zona umida aperta, ottenuta dalla rinaturalizzazione di una ex cava di argilla. Nel grande stagno sostano molte specie di uccelli acquatici e alcune vi nidificano, come svasso maggiore, tarabusino, germano reale, folaga e martin pescatore. Il simbolo di quest’area, che è anche simbolo della Riserva, è la testuggine palustre europea.
2. Boschetto dei Tre Canali rappresenta un raro esempio di bosco allagato, con presenza di frassino meridionale, olmo campestre, salice bianco e pioppo bianco, in cui ha sede una garzaia di airone cenerino, garzetta, nitticora, sgarza ciuffetto e airone guardabuoi.
3. Fascia boscata del Canale dei Mulini si trova nel tratto finale del canale dei Mulini di Lugo e Fusignano, nel cui alveo abbandonato si è formata una densa fascia boscata,. Nel bosco nidificano il gufo comune, il picchio rosso maggiore e il colombaccio, ma l’elemento più interessante è la presenza di una grande colonia di “Ferro di Cavallo” maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), raro e grande pipistrello protetto dall’Unione Europea, che ha nell’edificio del Chiavicone la più importante nursery conosciuta nell’intera pianura Padana.

BIOTOPI DI ALFONSINE E FIUME RENO (SIC – ZPS). Il corridoio ecologico del fiume Reno, che collega le Valli di Argenta alle Valli di Comacchio e al mare, è uno degli assi portanti della rete ecologica dell’Emilia-Romagna. Questo antico ramo del Po (Po di Primaro), che oggi chiude a sud il complesso delle zone umide deltizie, è protetto come sito della rete Natura 2000. Ha ancora piccoli, ma interessanti lembi relitti di boschi con pioppo bianco, salice bianco, praterie con splendide fioriture di orchidee che rappresentano un elemento naturale di grande valore.

PARCO DEL DELTA DEL PO. Ricadente per una piccola parte anche nel Comune di Alfonsine il Parco del Delta del Po, conserva la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate. È un’Area Protetta di grande complessità perché è Parco terrestre, Parco fluviale e Parco costiero e possiede caratteristiche territoriali ed ecologiche che lo rendono unico nel suo genere.

PODERE PANTALEONE  (SIC – ARE). Un tempo di proprietà della famiglia Pirazzoli, soprannominata Pavlèna, il Pantaleone è stato istituito come oasi naturalistica nel 1989 e Sito di Importanza Comunitaria. Fino agli anni Cinquanta il podere era del tutto simile a quelli che lo circondavano, poi, in pochi anni, il paesaggio intorno fu trasformato dalle nuove tecniche agricole, mentre il podere conservò il suo aspetto con le antiche piantate. I filari alberati si sono estesi senza impedimenti creando un bosco interrotto solo da piccoli spazi erbosi, dove la fauna ha ritrovato l’ambiente naturale ideale. La natura si è sviluppata spontaneamente, dando vita a un habitat di grande interesse paesaggistico. Nel Podere si trovano la flora e la fauna tipiche della Pianura Padana almeno fino al dopoguerra: pioppo nero e bianco, acero campestre, farnia, olmo, salice e ciliegio. Crescono anche gli arbusti che formavano le antiche siepi come biancospino, prugnolo selvatico, spino di gatta, rosa canina. Poi tanti fiori spontanei che l’uso di erbicidi ha reso ormai introvabili: gladiolo dei campi, specchio di Venere, fiordaliso, fior d’Adone, gittaione, speronella, piè di gallo. L’habitat è ideale per animali di ogni tipo: mammiferi, anfibi, rettili, invertebrati. Per gli uccelli è il luogo ideale per la nidificazione, la ricerca del cibo e zona di rifugio per molte specie, tra cui sparviere, lodolaio, usignolo, upupa, gufo, assiolo e cuculo.

BACINI DI RUSSI E FIUME LAMONE (SIC – ZPS). Include un tratto del fiume Lamone, le vasche dell’ex zuccherificio di Russi, fino a Palazzo San Giacomo e all’area naturalistica e archeologica della Villa Romana. L’area abbina al sito archeologico alcuni ambienti parzialmente rimboschiti e naturalizzati. Di notevole interesse nel sito è la presenza nei terreni umidi del campanellino estivo (Leucojum aestivum).

BACINI DI CONSELICE(ARE – ZPS). Per ricreare gli ambienti tipici della Pianura Padana, le aree allagate e quelle emerse della cassa di espansione del canale Diversivo in Valle sono state rinaturalizzate, mediante messa a dimora di boschi e piante acquatiche.

BACINI DI CONSELICE E LAVEZZOLA  ZPS. Il sito è costituito da due distinte zone umide di limitata estensione, la prima è coincidente alla cassa di espansione del canale Diversivo in Valle, la seconda è rappresentata dai bacini della Fornace Litos a est di Lavezzola. Si tratta di piccoli bacini in corso di rinaturalizzazione, con ambienti non ancora del tutto affermati a livello vegetazionale, ma che costituiscono un eccellente rifugio per l’avifauna.

BACINO DI COTIGNOLA E FIUME SENIO (SIC – ZPS – ARE). L’Area di Riequilibrio Ecologico di Cotignola è costituita da un tratto del torrente Senio e da un tratto del Canale dei Mulini di Cotignola, (Ponte della “Chiusaccia” e via Canale) e da un bacino di cava dismessa, in parte rinaturalizzato e noto come “Lago dei Gelsi”. Il tratto del corso d’acqua presenta piccoli lembi di boscaglia igrofila, con salice bianco e altri salici arbustivi e interessanti prati naturali. Nel bacino dell’ex-cava, bordato da grandi salici bianchi e pioppi neri, sono presenti molte specie di uccelli ed è presente la testuggine palustre europea.

PAESAGGIO PROTETTO DELLA CENTURIAZIONE DI LUGO E COTIGNOLA. La Centuriazione romana è uno degli aspetti paesaggistici più caratteristici della Pianura Padana. L’istituzione del Paesaggio protetto ha lo scopo di tutelare elementi storici e naturalistici di valore. La centuriazione organizzava il territorio agricolo secondo un reticolo ortogonale, di strade, canali e appezzamenti agricoli destinati all’assegnazione a nuovi coloni. Il paesaggio comprende alcune centurie particolarmente ben conservate, un tratto del Canale dei Mulini e una fascia fluviale che include le anse abbandonate del fiume Santerno.

 

 

 

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