Europee 2014. Risultato storico per il Pd di Renzi, oltre il 41%. E ora, una Europa … soltanto Europa?

Europee 2014. Risultato storico per il Pd di Renzi, oltre il 41%. E ora, una Europa … soltanto Europa?
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IL COMMENTO. Questa volta Renzi ce l’ha fatta per davvero. Il risultato che ( una volta confermato) lo pone oltre il 41% non solo lo rafforza internamente ma lo pone in posizione di contrattazione particolarmente significativa anche nei confronti dell’Europa. O se si vuole, della Germania, che ha confermato il suo appoggio alla Merkel. Il ‘ trionfo‘ a macchia di leopardo ma comunque chiaro degli ‘euroscettici‘ potrebbe offrire anche una lettura ‘ antitedesca’ o meglio ‘ anti Merkel’. Da gestire  con abilità, però.
Visto che qui ‘ o si fa l’Europa o si muore’, se si considera il generale (ri) posizionamento dei rapporti tra le maggiori nazioni del Mondo. Che non consente incertezze e ritardi. L’Europa, infatti, ha necessità di fare ’0 blocco comune’, certo risolvendo prima ‘ contrasti‘ e ‘situazioni‘ interne storiche. Tornare alle divise nazionali dopo l’esperienza Euro sarebbe disastroso. Non occorrono, al riguardo, spiegazioni particolari di questo o quell’esperto. Certo però, come ha commentato Mario Draghi, non bisogna attardarsi, perchè  ” L’Europa attende risposte”.

Per quanto riguarda l’Italia, il risultato storico ottenuto dal Pd di Renzi pone il governo del paese in posizione contrattuale forte nei confronti della ‘solita’ Germania. L’Italia ha bisogno di nuovo ossigeno. Ha bisogno di ripartire. I sacrifici chiesti sono stati fatti. E inoltre non appare più tanto credibile la leadership d’uno o due paesi nei confronti di tutti gli altri. La Germania ( e alleati) sappia che l’Europa non si fa nè senza i paesi mediterranei ( Francia e Spagna compresi), nè ( soprattutto) senza l’Italia.
Che non ha bisogno d’incrementare  il proprio Pil inserendo i  proventi da attività criminali, ma solo di ‘ scovare‘ l’enorme sommerso per confermarsi tra i più industriosi , ricchi  e quindi decisivi paesi del Vecchio Continente. Tutto questo Renzi lo sa. Il Paese, senza guardare più di tanto la giovane età,  gli si è affidato. Pressochè in blocco, come raramente è accaduto nel passato. Ora faccia sentire di nuovo ‘ chiara e forte’  la voce del Belpaese. E su questo, infatti, che si gioca la sua credibilità futura.

I RISULTATI DEL VOTO DELLE EUROPEE 2014 NAZIONE PER NAZIONE. Vediamo i risulati ( da precisare)  in alcune delle Nazioni. Austria: Popolari avanti, destra antieuropea al 20%; Belgio, vince l’Alleanza neo fiamminga; elezioni 2014 in Bulgaria; a Cipro conferma per il centrodestra;  in Croazia affluenza bassissima, vince il centrodestra;  in Danimarca vince la destra antieuropea e populista; Francia: il terremoto del Front national di Le Pen; Germania: vince la Merkel, avanza la destra; Grecia: vince Tsipras, bene Alba Dorata; Italia: trionfa il Pd, perde il M5S, NCD e Tsipras superano il 4%; Regno Unito: il trionfo dell’UKIP di Nigel Farage; Spagna: Rajoy vince ma crolla, esplode Podemos.

Ed ecco  il punto, secondo le ultime proiezioni disponibili, sul Nuovo parlamento europeo. In Europa, il dato principale riguarda il PPE, che si conferma primo partito e stacca di parecchie lunghezze S&D, cosa che permette a Junker di reclamare la presidenza della Commissione europea. Nonostante il PPE scenda notevolmente rispetto alla scorsa tornata. Il dato più eclatante riguarda gli euroscettici di tutta Europa, che probabilmente raddoppieranno la rappresentanza all’interno del parlamento europeo: un gruppo eterogeneo e, per ora, diviso che può contare, seggio più seggio meno, su 129 rappresentanti a Bruxelles. E quando diciamo eterogeneo, intendiamo che ‘euroscettici’ è un’etichetta difficile da applicare e che va dall’Ukip nel Regno Unito al Front National, dal Fpoe austriaco – addirittura terza forza del paese – ai greci di Alba dorata, dagli ungheresi antisemiti di Jobbik con il 15% al Pvv, il partito xenofobo olandese la cui performance sconfessa gli exit poll, fino al Movimento Cinque Stelle in Italia (che pure a quanto pare non ha alcuna intenzione di allearsi con Le Pen, per dire.
Poi c’è il dato italiano. Ebbene, il risultato che si è profilato ha posto il Pd  prima forza del Partito socialista europeo, con collocazione decisamente fuori dal normale, . Il M5S invece non ha sbaragliato tutti come prometteva Grillo e si è devuto accontentare di una seconda piazza. I fasti berlusconiani inoltre appaiono ormai lontani. Fra gli altri dati esteri: Merkel vince in Germania – dove avanza anche la Destra estrema – e Tsipras si prende quasi a mani basse la Grecia .

 

Elezioni Europee 2014 – Proiezioni iniziali di Sky, con copertura del campione al 50%. Pd al 40%, M5S al 22%, Forza Italia al 16%. Altre successive proiezioni: PD 40,2%, M5S 23,1%, Forza Italia 18,0%, LN 6,5%, NCD UCD 4,0%, ALTRA EUROPA 4,0%. FI/AN 3,6%, Verdi Europei 0,8%

 Elezioni Europee 2014 –  Dalla cronaca. I  risultati in tempo reale sono seguiti con attenzione in tutta Europa nei 28 Paesi membri e non solo. Per tutti i Paesi, anche quelli in cui si vota prima di domenica 25 maggio, c’è l’embargo assoluto fino alla sera del 25. Tuttavia, inizialmente, sono usciti gli exit poll di Paesi Bassi e Regno Unito, paesi piuttosto significativi, ed è stato qui  facile immaginare che si sarebbe aggiunte  indiscrezioni ulteriori di vario genere. Al di là di questo s’è trattato  di una copertura davvero fuori dall’ordinario: 128 reti televisive, 26 radio, 17 agenzie da 432 paesi diversi hanno lavorato direttamente da Bruxelles domenica 25 maggio.
Due le questioni al centro dell’interesse, al di là dei numeri: l’affluenza (e dunque l’astensionismo come contraltare) e l’euroscetticismo, in seguito alla crisi dell’Eurozona che ha colpito gli Stati dell’UE per la stragrande maggioranza, in particolare Grecia, Cipro, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda (cui sono state imposte dure misure di austerità).

Secondo l’Economist della vigilia «Le forze populiste anti-EU di destra e sinistra potrebbero prendere fra il 16% ed il 25% dei seggi del parlamento, dal 12% di oggi». Fra di essi si collocano anche gli esponenti del M5S, anti-euro (anche se non si definiscono né di destra né di sinistra) e Nigel Farage, leader del forte UKIP, il primo partito antieuropeista di tutta l’Unione, di base nel Regno Unito. In Italia, ovviamente, il tema centrale riguarda i tre leader: Beppe Grillo, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

Elezioni europee Risultati – Storico

Elezioni Europee 1979. Alla prima tornata elettorale, in europa si affermò come primo partito il Partito Socialista Europeo, davanti ai democristiani del Partito Poppolare Europeo e ai Democratici Europei. Il partito Comunista (grazie ai partiti comunisti italiano e francese) si attestà come quarta forza, davanti ai liberali. Il primo presidente dell’Europarlamento fu una donna francese, Simone Veil; in seguito le sucedette, nel 1092, Piet Dankert, del Partito laburista olandese. Da allora, la prassi volle l’elezione di due presidenti nella medesima legislatura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BRESCIA E PROVINCIA. In provincia: Pd primo in 185 comuni, 16 alla Lega, 9 a Forza Italia. Il voto di domenica alle europee ridisegna radicalmente la mappa dell’orientamento politico nella provincia di Brescia, anche se si guarda al dettaglio del voto comune per comune. Su 207 comuni che formano la provincia di Brescia, il Partito democratico si afferma come primo partito in 185 comuni, la Lega Nord in 16 Comuni e Forza Italia in soli 9 Comuni. Il Partito democratico supera la soglia del 40% dei consensi in 47 Comuni, capoluogo compreso.
Supera il 50 per cento in due comuni della Valcamonica Cedegolo e Saviore dell’Adamello. Il Pd eguaglia o supera il risultato nazionale nei Comuni dell’ hinterland, in numerosi centri della Valcamonica e della Bassa (Anfo 40%, Bagnolo 43%, Barghe 44%, Botticino 42%, Bovezzo 45%, Braone 41%, Breno 40%, Brescia 46%, Castegnato 41%, Castenedolo 41%, Cedegolo 50%, Cellatica 48%, Cerveno 42%, Cevo 44%, Collebeato 51%, Concesio 45%, Darfo 40%, Desenzano 41%, Fiesse 42%, Flero 43%, Gardone Vltrompia 42%, Gussago 46%, Lograto 42%, Longhena 44%, Manerbio 43%, Nave 41%, Ome 45%, Ospitaletto 40%, Paderno Franciacorta 42%, Paisco Loveno 49%, Passirano 43%, Pertica Bassa 45%, Polpenazze 42%, Poncarale 42%, Provaglio d-Iseo 43%, Rezzato 41%, Roe- Volciano 40%, Roncadelle 49%, San Zeno Naviglio 40%, Saviore dell-Adamello 51%, Serle 40%, Toscolano Maderno 42%, Villa Carcina 40%, Villachiara 45%, Vullanuova sul Clisi 42%, Zone 41%).
La Lega si impone come primo partito in alcuni grandi centri della Franciacorta e della Bassa e in piccoli centri camuni o valsabbini. Il record assoluto ad Adro, il paese del sindaco Oscar Lancini – candidato alle europee (Adro 45%, Bone 35%, Cimbergo 41%, Corteno Golgi 33%, Erbusco 28%, Incudine 35%, Limone 31%, Manerbio 31%, Monno 45%, Mura 26%, Pertica Alta 32%, Pezzaze 27%, Preseglie 29%, Temu- 31%, Vallio Terme 32%, Vezza d-Oglio 39%). Forza Italia, infine, conserva il primato in nove comuni. Castelcovati 33%, Collio 49%, Comezzano Cizzago 30%, Irma 32%, Prestine 29%, Roccafranca 35%, Rudiano 29%, Tavernole 28%, Trenzano 26%

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