Cronaca ( non solo) di sport. Signor Prandelli, ma i suoi ci sono o se la fanno? Urge una risposta.

Cronaca ( non solo) di sport. Signor Prandelli, ma i suoi ci sono o se la fanno? Urge una risposta.
Italia di Prandelli cresce download (2)

LA CRONACA DAL DIVANO. Che l’Italia abbia necessità di toccare il fondo per risorgere, è un dato abbastanza fondato. Anche qui, però, senza esagerare. Perchè per arrivare a fare un pareggio con il Lussemburgo ( 1-1, che i sudditi di quel principe  segneranno sui loro libri di storia ) non c’è bisogno di evocare le mitiche abitudini dell’Araba Fenice. Fin lì, infatti, dovremmo arrivarci, tranquillamente. Il problema è semmai se la truppa fin qui raccolta dal buon Prandelli sia di quelle  con coglioni o senza coglioni. Il gioco ( si fa per dire) messo ( finora)  in campo dalla  nostra Italia è di quelli che ti avviliscono.
E pur tuttavia occorre, come avrebbe detto Cesare Battisti, ‘ tirare innanz’. Con qualche domanda: ma, in Brazil, andremo a fare una fine tipo Sud Africa? E non è che aver lasciato a casa uno come il Pepito optando invece sul Cassano ci si sia tirata la zappa sui piedi? E qualche danno crea la perdita di Montolivo?  Balo, poi, che alcuni dicono in partenza per la Turchia, saprà tener fede alle aspettative in azzurro o si perderà nei meandri d’una anima non ancora rasserenata ? Buffon e Pirlo, avviluppati in questioni personali che normalmente risultano più incisive di quelle sportive, sapranno essere i fari d’una comitiva di ragazzotti non tutti egualmente forgiati alle dure prove internazionali e mondiali?
E non è che, il pensiero della Penta Coppa, che solo noi possiamo vincere, turberà più di tanto i sonni dei nostri, relegati dal genio di  svizzzerotto che ci ama alla follia nel cuore verde del Pianeta ? Staremo a vedere. Certo è che non siamo tranquilli. Le percentuali vittoria del buon Prandelli sono le più basse tra quelle degli ultimi commissari tecnici azzurri.  Non vinciamo infatti da una eternità. Speriamo pertanto soprattutto nella nostra, eterna, buona stella. E che il sangue, nel frattempo, per una volta ancora, non si sia mutato in acqua.

 UNO SGUARDO ATTORNO. Fermo restando che le amichevoli poco contano, Spagna e Brasile ( che comunque  ad una vittoria mai rinunciano) comprese, non è che possiamo spassarcela. L’Inghilterra di Hodgson, sempre convinto di batterci, non è andata oltre un 2-2 contro l’Equador, che comunque non è il Lussemburgo.
Alla Costa Rica, invece, sono saltati i nervi contro il Giappone, che se l’è messa sotto con un perentorio 3-1. Intanto Tabarez, il mister della Celeste, spera ancora di recuperare Luis Suarez. Tabarez lo sprona. E forse farà l’opposto di quanto fatto dal buon Prandelli con il nostro Pepito. Sul quale, tutti noi, speravamo tanto. Davvero tanto. Ma perchè ce lo lasciano a casa?
ALTRE ANCORA. Veleggia l’Olanda ( 2-0 al Galles). Mentre divampa il calcio mercato nostrano e non solo. Thohir, trovati i 200 milioni per coprire la voragine debiti, punta a rafforzare l’Inter. Prima vendendo. C’è un pensierino per Osvaldo. All’Udinese Strama firma per due anni, portandosi dietro Stankovic.
La Lazio tenta Allegri, piuttosto esoso per Lotito. Complicazioni per Cellino nella vendita del Cagliari: gli americani non pagano. Il Milan punta Menez, 27 anni, incompiuto. Offerta del Benfica per Cristante. La linea giovani del Diavolo è in svendita. Il Napoli sfida l’Inter per Lamela, un altro che non ha trovato nell’Altrove il paradiso tanto decantato. La Roma ha  preso Keità, 34 anni, vecchio pallino di Guardiola. Ora si punta su Ucan. Il Verona acquista Gollini, U 19, dal Manchester United.

FAIR PLAY FASULLO. Intanto, nell’Altrove, si fanno baffo del fair play finanziario. Il Psg manco lo conosce. Il Chelsea prova ad imitarlo. Mou Mou si prende dall’Atletico Diego Costa, 25 anni, attaccante, costo 42 milioni di euro. Nell’attesa di aggiungere Courtois, Tiago e Filipe Luis. Per Simeone quindi solo la chance di rifarsi, praticamente, con tanti soldi in tasca, la squadra.

 

 

 

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