Cronaca ( non solo) di sport. Tante chiacchiere per nulla? ‘Autolesionisti’ e ‘capiscioni’ del day after.

Cronaca ( non solo) di sport. Tante chiacchiere per nulla? ‘Autolesionisti’ e ‘capiscioni’ del day after.
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CRONACA DAL DIVANO ( MONDIALE). Day after. Il giorno dopo. Con giudici, avvocati delle parti in causa, imputati e spettatori. La grande commedia umana ( applicata al calcio, che della vita degli uomini è una straordinaria metafora ) è salita sul palco. Ovviamente, s’è sentito di tutto. Anche se il partito autolesionista ( al quale aderiscono sia pure con apporti diversi esterofili, anglofili, maghi, aruspici, sibille, oracoli e altri affini) ha dato la chiara impressione d’essere ancora una volta maggioritario.  Dovesse trovare un referente politico amministrerebbe questo Paese.
Che dicono tutti costoro?  Questo, in breve: l’arbitro non centra nulla, sappiamo solo piagnucolare, non facciamo di Abete, Prandelli e Balo dei capri espiatori, il nostro sistema Paese non è più nè garantista nè prolifico di talenti, il nostro sistema calcio s’è dissolto,  il futuro è greve, meglio scappare nell’Altrove etc etc.  Tante ‘visioni’ che se proposte con il tono e la luminosità giusta possono anche avere qualche fondamento. In fondo nessuno di noi umani possiede la verità assoluta. Certo però che qualcosa, di stridente, s’avverte, anche  nelle  tesi più  particolarmente curate.

RESTIAMO QUI. Andare nell’Altrove ? ma siamo sicuri che è meglio del nostro? E poi perchè non combattiamo qui per renderlo, caso mai, migliore?  Nel ciclismo il nostro antidoping ( di cui non pochi sono passati alla collaborazione con la Wada) ha mietuto vittime a volontà.  Nella sua rete c’è caduto perfino l’immortale Pirata. L’ultimo è Ulissi. Non risparmiamo , cioè,  nessuno. In Spagna, invece, tanto per fare una parallelo, l’Operacion Puerto è finita nel nulla, con il giudice che ha ordinato la distruzione di 225 sacche di sangue  ( probabilmente) appartenente alla nobiltà sportiva ( non solo) di quel Paese.
Avessero consegnato i giudici  le sacche alla Wada come richiesto a quest’ora tanti eroi iberici sarebbero nella polvere.
Per gli atleti australiani, soprattutto quelli del nuoto, c’è più d’una prova sui trattamenti loro applicati per accrescere le prestazioni. Le pantere dei Caraibi, poi,  già solo con una indagine  ridotta e subito interrotta, sono diventati amabili gattoni da esposizione. E così via. Mentre a noi piace continuare a flagellarci.

AUTOLESIONISTI &  INTELLIGENTONI . Con il contributo dei ‘capiscioni‘, quelli cioè che che spuntano come candide margherite all’inizio della primavera a giochi fatti. Alla vigilia, infatti, non abbiamo sentito uno ( tra Rai, Mediaset, Sky) che criticasse  la formazione anti Uruguay. Forse siamo sordi, forse ci stiamo rincoglionendo. Mah, in ogni caso, nel day after, tantissimi sono stati quelli che hanno detto la fatidica frase: ” L’avevo detto io che quello non andava, che quell’altro era un azzardo, che Prandelli rischiava”.  Per loro bisognerebbe fare, ogni volta, una rivoluzione. Una rivoluzione a chiacchiere che, nella realtà, non arriva mai. Mentre, tra una battuta e l’altra, si dilapidano i nostri tesori.

PAGHIAMO O NON PAGHIAMO?  Molti degli autolesionisti si soffermano a declamare le possibilità economiche degli sport nell’Altrove. Pallavolo ( maschile e femminile) e basket ad esempio trovano compensi maggiori in Polonia o Kazakistan o Cina. Nel calcio, poi, tutti pagano più di noi. Anche due o tre o quattro volte di più, al netto tasse. Per gli esterofili fermarsi nel Belpaese  è come frequentare o un asilo nido o una baggina. Della vecchia serie A, ex campionato mondiale per club come lo ha chiamato  Mattheus, non c’è più manco l’ombra. Ci va già bene se, come sottolineavano alcuni sepolcri imbiancati che hanno trovato un posto fisso in Rai,  restiamo ‘ un campionato di passaggio’.

Insomma, per tornare credibili dobbiamo ritrovare i danari. Tanti.  Senza i quali non siamo più nessuno. Il problema è che se i danari sono guadagnati col sudore della fronte non zampillano come acqua fresca di sorgente. Bisogna rimboccarsi le maniche, e faticare, per portarseli in tasca.
Non così sono chiamati a fare chi i danari se li stampa in casa e a piacimento e neppure quelli che li accumulano come montagne per poi andarseli a ‘ ripulire’ in qualche paese esotico ma non controllato dalla liberista d’Europa.  Noi avremo degli stadi obsoleti, ma gli inglesi, ad esempio, hanno più manco quelli, visto che li hanno venduti ormai ai quattro venti. Se dobbiamo fare i signori coi soldi altrui meglio restare poveri ma non ridicoli.  Molti vorrebbero moralizzare compensi da scandalo. Messi in un Paese come la Spagna, gravata da una disoccupazione intorno al 40%, riscuote qualcosa come 20 milioni di euro o giù di lì netti all’anno. Che se ne fa a 25/26 anni? Non sarebbe meglio destinare certi esorbitanti risorse ad altri che ne necessitano?  L’Italia, in questo, obtorto collo, una qual sua moralizzazione la sta portando avanti. Con la riduzioni degli oneri da stipendio e dei premi. Perchè allora sbeffeggiarla?  Vogliamo ridare o no un’ anima ad un fenomeno sportivo come il calcio dai costi esorbitanti o no?  Perchè non far valere il ( mitico ) fair play finanziario? Molti giovani talenti se ne vanno dall’Italia?
Buon viaggio! Vorrà dire che torneremo a fare i campionati dei ricchi e dei poveri.  Poi, magari come faceva l’Inghilterra ai tempi del suo isolamento con il resto del Mondo,  vedremo di organizzare una sfida tra gli uni e gli altri. Per vedere se ha ancora un senso dividere il Mondo (  del pallone)  tra ricchi e poveri.

L’ARBITRO C’ENTRA O NO ?  C’è chi dice che l’Italia ha avuto la paga che ha meritato. Partita inutile contro la cenerentola Costa Rica, partita imbelle con la rognosa Celeste. Con pochi i tiri in porta, Balo sostituito per scarso rendimento e inoltre poco ritmo e scarsa qualità.  E fin qui, qualche cosa di vero c’è.  La qualificazione è stata persa con la Costa Rica, e questo appare certo ogni ora di più; l’aver puntato su spalle fragili l’intero Mondiale è stato eccessivo. Di nostro, insomma, ci abbiamo messo tanto, eccome!

Ma siamo sicuri che le cose con un arbitraggio diverso sarebbero andate come sono andate ? Se ci limitiamo al solo equilibratissimo incontro con l’Uruguay, ad esempio,  l’avere tolto di mezzo con un rosso fantasia un centrocampista come Marchisio non ha voluto dire nulla? E siamo certi che l’arbitro ha agito in buona fede? Allora perchè quando gli hanno mostrato i denti del vampiro Luis Sanchez sulla spalla sinistra di Chiellini non ha riequilibrato il match,  espellendo chi segue regole e abitudini tribali ?
Anche un pasqualotto sa che in certe partire basta uno spiffero d’aria per mutarle di risultato. E allora, l’arbitro  c’entra o non c’entra?  Ribadiamo  pure che noi nell’avventura brasiliana ci abbiamo messo del nostro, tanto del nostro, ma quel  Moreno II è stato davvero ininfluente? E tuttavia la nostra frustrazione non  nasce dal  peso  assai spesso concesso ad  arbitri  chirurghi come quello messicano, ma perchè  una volta di più s’è dimostrato quanto l’Italia appartenga al novero di quei Paei che non godono  di difesa alcuna.
Willy Blatter il Coyote,  in questo nostro marasma, alimentato  ( soprattutto)  da autolesionisti e capiscioni ,  s’è ancora una  dematerializzato. Sparito. Nessuno lo cita. Proprio come meglio sperava. E pensare  che a Berlino  proprio lui s’era rifiutato di consegnarci la quarta  Coppa, figuratevi che voglia aveva di consegnarci la Quinta. La mitica Penta Coppa.
Il problema è che, se non ci incateniamo alle Nazioni Unite o in qualche altro luogo simbolo del Mondo, lo svizzerotto rischiamo di ritrovarcelo davanti. Anzi di dietro, all’ombra di qualche roccia, lui, Willy Blatter il Coyote, l’uomo che ama alla follia  il Belpaese, felicemente ricambiato.

GIRONE A, Brasile e Messico avanti. Ai verdeoro tocca il Cile. Al Messico l’Olanda.
GIRONE B, Olanda e Cile qualificate.
GIRONE C, Colombia e Grecia qualificate. Alla Colombia va l’Uruguay, alla Grecia la Costa Rica.
GIRONE D, avanti Costa Rica e Uruguay.
GIRONE E, avanti Francia e Svizzera. Alla Francia va la Nigeria, alla Svizzera Messi.

GIRONE F, avanti Argentina e Nigeria.
GIRONE G, da decidere tra Germania, Usa ( 4 punti) e Portogallo ( 1 punto). C’è il rischio ‘biscotto‘.
GIRONE H, Belgio già promosso, secondo posto tra Algeria, Russia e Sud Corea.

Nota a margine. Se l’Italia ce l’avesse fatta ( come seconda) avrebbe avuto un percorso ‘abbordabile’, fin fin almeno ai quarti dove il pericolo sarebbe stato Brasile o Cile.  Se invece avesse vito il girone come da premessa dopo i tre punti con l’Inghilterra, avrebbe trovato prima la Grecia e poi ev l’Olanda.

 

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