Notizie ( non solo) di sport. Fgci: mettiamo il ‘nuovo’? Messa e benedizione per Lauda, ex ferrarista.

Notizie ( non solo) di sport. Fgci: mettiamo il ‘nuovo’? Messa e benedizione per Lauda, ex ferrarista.
Ferrari Drake Lauda Montezemolo images

LA CRONACA DAL DIVANO. Sul Rompipallone di Gene Gnocchi  brilla questa pillola di ironia ” Lauda rettifica: ‘ Non ho detto che la Ferrari è una macchina di m…, ma solo che la Panda è più competitiva’”. L’avessero instillata anche a Lauda, questa capacità latina d’essere leggeri anche con le realtà più crude, al posto di dei suoi modi ‘crucchi‘, senza memoria e affetti, non precipiterebbe costui ( un giorno sì e l’ altro no )  in una sorta di antipatia universale sentitamente condivisa.
Il ‘crucco‘, comunque, reso mito per i due titoli con la ‘rossa‘, non è nuovo alle sue boutades. Ci aveva provato anche negli anni Settanta, il giorno prima del primo test a Fiorano sotto gli occhi del Commenda, che lo aveva ingaggiato per la stagione  1974. ” Questa F312 B3 – sbottò  anche allora – è una macchina di m…”.  Piero Ferrari che che aveva raccolto il vaticinio, pensò bene di non tradurlo al padre, che avrebbe ( prevedibilmente) avuto ben altra reazione dei tolleranti autolesionisti  dei nostri giorni. Intanto per ricordare al ‘crucco’ che se oggi  ‘compare’ nell’Olimpo della F1 non è per una freccia d’argento ma per il Cavallino; poi, perchè ‘ una Ferrari non è mai una macchina di merda’.  Sennò come avrebbe potuto avere tanto rumore la sua incauta spiritosaggine?
Di gente che sputa nel piatto dove mangia ( o ha mangiato) ne abbiamo piene le tasche. Abbiamo parecchi problemi, ma pian piano li risolveremo. E pure i Lauda dovranno fare il tifo per noi.
Perchè  se la Ferrari uscisse di scena,  chi riempirebbe dei colori del mito e della passione le piste del Mondo? Le sue sverniciate  ’ frecce d’argento’? O qualche altro ( presunto)  avversario che va e o che viene ? O meglio ancora, qualche   spiritosaggine sua o del compagno di scuderia Toto Wolf il quale  per giustificare le ‘ bischerate‘ di casa se la prende coi i ‘maccheroni’ della Brembo?
I casini italiani, caso fosse,   son forse da meno della cruccaggine austro-germanica?   Chi e cosa scegliamo?
Si affrettino quindi i capi dei capi Mercedes a ridimensionare i loro rampolli, perchè se c’è un duello che potrebbe riempire di nuovi entusiasmi  le piste nel prossimo decennio non è quello tra Mercedes e Pincopallino di turno, ma tra Mercedes e Ferrari. Cme agli albori di questo sport. Vale a dire, tra i protagonisti principe ( Mc Laren aggiunta) della storia profonda di questo sport.

ALBERTINI IN CAMPO. Se dobbiamo dire il vero non è che, fino a ieri, eravamo entusiasti d’una eventuale candidatura Demetrio Albertini. Il  ragazzo, infatti, come avverte Aldo  Agroppi, per otto anni è stato ‘ pipa e tabacco’ con i vecchi vertici federali, autori del più clamoroso passo da tartaruga della storia del calcio nostrano.
Ci appariva troppo incerto, riservato, allineato. Quasi un’ombra sotto i soliti vecchi arbusti di Federazione e Lega. Sinceramente, non ci dava la giusta fiducia. Oggi, invece, e non per un repentino colpo di vento, ci sentiamo di riavvicinarci alla sua candidatura, cautamente, ma con qualche speranziella in più.  Di cambiare il calcio italiano ha urgente bisogno. La strada da perseguire è nota. Basta distribuire ai loro signori il libretto ‘ Il calcio cheAmiano’ a mo’ di riepilogo. Non resta quindi che trovare le persone giuste, e affidarci a loro. Non ce ne voglia  nonno Tavecchio, e non per pregiudizio, ma di gente impastoiata col passato in questo Paese  non c’è più necessità.

Mettere i giovani per i giovani,  non va bene. Ma i giovani  ( non ancora del tutto  ) avvolti nelle spire del passato potrebbero essere  manna  del cielo. Il convento infatti non passa altro di meglio. Per cui se Albertini la spuntasse, come ora auspichiamo, potrebbe ( davvero)  risultare l’asso tanto atteso. Potrebbe, sì, ma solo se ha fatto  giusto tesoro della non breve esperienza ai vertici federali Sarebbe magnifico vederlo  trasformare quel suo meraviglioso slogan in novella veritateIl campionato italiano deve ritrovare la strada per tornare il più bello del Mondo“.

E’ così, infatti, che si ridà vento alle bandiere.

IL CALCIO MERCATO. ” Se per Barbara Balo è sostituibile, mi chiami in sede e una soluzione la troviamo”. Così ammonì qualche tempo fa  il Milan il buon Raiola, avido procuratore di Mario. Se Raiola si sia fatto vivo o no a Casa Milan non è dato a sapere; se però volesse farlo sappia, lui, che del Balo è in gran parte responsabile, non sarebbero in tanti a strapparsi i capelli. Dia una occhiata,infatti,  ogni tanto, qua e là. E non solo su Milan Channel.
Robinho intanto dovrebbe seguire Kakà a Orlando. Mentre è partita la tournee rossonera negli Usa. Allarme in casa Juve, per l’infortunio al ginocchio del giovane Morata. Speriamo in un stop di soli 30/40 giorni. Evra ha firmato un biennale. E’ attesa l’ufficialità per Pereyra dall’Udinese. Mentre la Signora sta facendo un pensierino anche  su Lukaku o Eto’o.  In casa Inter qualcosa è cambiata. Serve però un top palyer, che Thohir non sembra disposto a acquistare. Medel, intanto, è in arrivo in prestito con obbligo di riscatto.  Nel Napoli, ancora a Dimaro, Michu graffia già.  Mentre Hamsik si conferma leader.  A Roma è atteso Gervinho, che sta facendo arrabbaiare un po’ tutti. Compreso Garcia. Il che è tutto dire.

L’AZZURRO PER IL MONDO. Che l’azzurro sia in difficoltà non è una novità. E tuttavia non demorde. I bamboccioni del volley si sono fatti infinocchiare da un Brasile battibilissimo e si sono dovuto accontentare del terzo posto alla World League. Oro piove invece dalla scherma. Dopo il tris nel fioretto, arriva la Fiamingo nella spada. Nella pallavolo i soliti pollastri uomini si sono fatti imporre un pari ( 9-9) dalla Grecia; ora ci attende la Croazia, che con noi sputa sangue per di affondarci. Nuova Italia in gara nell’arco, in Armenia. Oro europeo nel beach volley di Lupo-Nicolai. Di nuovo in vetta dopo ben 24 e in casa degli spagnoli, nell’hockey su pista.

IL NIBALI SUI PIRENEI. Non male, se si aggiunge anche il luminoso giallo del nostro Nibali. Atteso alle forche pirenaiche. Con tre tappone da brivido. Valverde annuncia battaglia;  e così il giovane Bardet, per  il quale tifa l’intera Francia. Potessero, i cuginastri, ritrovare in casa loro un altro Bobet farebbero carte quaranta. Tuttavia, a scanso di equivoci, incrociamo le dita e aspettiamo. In ogni caso il corridore più forte da gare a tappe ce l’ abbiamo noi. Il Contador post ( squalifica) doping non  fa tremare più di tanto; mentre Froome, l’anno scorso, può avere anche fatto scintille. Ma è inglese e gli inglesi che ci vengono ad insegnare come si conquistano Alpi e Pirenei, non s’adombrino i suoi fans e i tanti nostri esterofili, ci fanno solo sorridere.

 

 

 

 

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