Notizie ( non solo) di sport. Giù le mani da Nibali. Quando l’Italia può ( e vuole) sa tornare grande.

Notizie ( non solo) di sport. Giù le mani da Nibali. Quando l’Italia può ( e vuole) sa tornare grande.
Nibali sul pavè images

LA CRONACA DAL DIVANO. Chi ci segue da qualche tempo avrà appreso che parliamo ( non solo) di sport in una maniera che attinge direttamente al modo di viverlo della gente attorno. Se citiamo lauda è per le sue ‘ bischerate’ nei confronti della Ferrari, sua dimenticata nutrice, perchè a noi ( cioè alla gente) poco importa di questo o quel pilota, di questa o quella macchina, di Ecclestone o di Toto Wolf. Per la massa ( non solo italica) conta ( soprattutto) quel che rimedia il Cavallino, oppure la mitica ‘ rossa‘, qua e là pel Mondo.
E la ‘rossa’ che sa far sognare i suoi amanti, e non viceversa. Anche se per diventare amanti della ‘rossa’ non s’è di certo una Pippa qualsiasi. Tant’è che già a ‘guidarla’ vale un titolo. Dal prestigio superiore a quelli assegnati dai ( più o meno accettabili) manneggi tra case costruttrici, fornitori di gomme e benzina, funzionari e addetti vari. L’umile ma devoto Felipe ( ad esempio) non sta avendo molta fortuna con e dopo la ‘rossa’. Ma stia tranquillo che il popolo del Drake l’ha già collocato in una suo Olimpo, e ( finchè  fine del mondo non avverrà  ) non lo scorderà mai più. Il suo non è stato un passaggio senza valore. Inutile. Titoli o non titoli. Numeri o non numeri. Imparino gli altri, dunque, a partire da quelli che dirigono le ‘frecce d’argento’, perchè giorno verrà che una ‘rossa’ tornerà a ‘ sverniciarle’.

GIU’ LE MANI DA VINCENZO. Qualche malevolo ha paragonato Nibali ad Armstrong. Che, fino a prova contraria, è come un santo ad un demonio. Consigliamo al malevolo di riporre le sue più o meno occulte  mire, perchè Vincenzo è un ‘prodigio’ che vogliamo godere fino in fondo. E’ vero che, negli ultimi anni, il nostro sport più carico di leggende è stato imbrattato da numerosi e dolorosi  casi di doping, ma non va altrettanto dimenticata la lunga sequela di grandi pedalatori che hanno onorato, fin dagli albori, il durissimo sport della bicicletta.

Soltanto a degli sprovveduti non è ancora venuta l’iniziativa di mettere il dato nero su bianco.  Come san fare i francesi con il Tour, che è la corsa di riferimento mondiale quand’anche il Giro possa ( per molti versi) superarlo. Come san fare i brasiliani con il pallone, che ‘ dei del calcio’ restano anche dopo una catastrofe. Come san fare i tedeschi che stanno sempre al vertice di tutto ( o quasi) quand’anche ogni volta che scendono con cattive intenzioni sotto le Alpi devono poi frettolosamente  ’ risalirle in disordine e senza speranza’.
C’è chi sa vendersi per il bene che fa, noi no, noi preferiamo venderci per il male che ci facciamo. E tuttavia, questa volta almeno, Nibali ce lo vogliamo tenere stretto. E mostrarlo con orgoglio al Mondo, come un anticipo di quella rinascenza ( non solo economica) che tarda ad arrivare. Ma che, i libri insegnano, nonostante i tanti sciagurati che ci onorano della loro fattiva presenza, prima o poi non mancherà. Giù, quindi, le mani da Vincenzo Nibali.

Che il Tour l’ha visto sul pavè, in pianura, sulle montagne. Ovunque, con o senza fantomatici avversari possibili presenti o meno, se non le due giovani speranze francesi.

ALTRI SPORT. La pallanuoto rosa, nota per la sua grinta, questa volta deve rimpiangere proprio quella: ad un soffio dalla vittoria s’è fatta raggiungere dalla ragazze olandesi per, poi, regalarli ai rigori, il premio della finalissima ( contro la Spagna).  Ora spetterà ai maschi non ripetere la stessa solfa, contro l’Ungheria, padrona di casa.

Ad Hackett, 26 anni, arrivato a Milano nel 2013, la Federazione ha inflitto sei mesi di squalifica per violazione dell’art.42 sexies ( essersi allontanato dal ritiro senza motivazione e autorizzazione). Ad occhio e croce ci pare un provvedimento duro, forse, un tantino esagerato. Anche perchè vestirsi d’azzurro è onore e prestigio a prescindere. Chi non lo desidera può quindi, autonomamente, dichiararlo e farsi da parte. Anche qui, anche in questo sport un poco in difficoltà per la crisi economica, il vero provvedimento lo deve prendere il ‘cuore’ e non un organo federale.
Anche nella pallavolo maschile abbiamo mostrato scarsa tenuta. Bernardi ha detto che ” Abbiamo fatto noi, grande, il Brasile”. Il problema della ‘ scarsa tenuta‘ soprattutto in campo maschile ci preoccupa non poco. ” Chiariamo – dice ancora Bernardi – non sono uno che dice che bisogna vincere per forza e che le medaglie diverse da quelle d’oro non si calcolano, ma ritengo che l’Italia abbia tutte le doti e le qualità per puntare al primo gradino del podio e per vincere”.

Anche il campionato di pallavolo sente i morsi della crisi. Lo Zar è infatti tornato in Russia. Facendoci sapere che ” non siamo più il campionato più forte”. Altra propaganda a favore. Intanto, però , se noi alla World League non siamo arrivati ( regalando) terzi, loro, gli ex bolscevici, che hanno fatto di tanto meraviglioso? Per fortuna che abbiamo ancora le ragazze della scherma!

IL CALCIOMERCATO.  Lo abbiamo lasciato per ultimo. Non a caso. Perchè se fino a qualche tempo fa sentire novità sulle squadre rappresentava una stuzzicante curiosità, oggi, con tutto quel proliferare di addetti al calciomercato, ci sta venendo la nausea. Chissà che avrebbero pensato ai tempi in cui le milizie mercenarie scorrazzavano da un capo all’altro d’Europa d’un meccanismo simile al diabolico calciomercato?  Chissà che avrebbero pensato di quel Vidal che fa le ‘bucce’ alla Juve, per puntare alla borsa più ricca di Manchester.
Ma gli hanno spietato, al cileno, chi è la Juventus?  Faziosità a parte: un mare di scudetti nel Campionato più difficile ( e per decenni anche il più bello)  al Mondo; tanti giocatori prestati a far da ossatura per  Nazionali  che ( in 18 Mondiali fatti)  si sono portate a casa  quattro primi posti, due secondi, un terzo ed un quarto; oltre ad una caterva di tanti altri titoli nazionali e internazionali. E in aggiunta una società che si ‘ risanata’ e ‘ capitalizzata’ (  Stadio, Centro sportivo, Continassa etc.).
Per Vidal vale il discorso della maglia azzurra: se sta gente non capisce di qual carico di gloria si carica, se ne vada pure Altrove. Qui, se vogliamo far tornare il nostro Campionato il più bello del Mondo  - come auspica il candidato Albertini – bisogna cominciare a selezionare ( visto che i titoli li abbiamo e possiamo farli valere ) chi ci può stare e chi no, come fa tutti quelli che ( con molto meno di noi) hanno imparato a vendere ( perfino ) una banana per un bananeto.  Cortesemente, certo, come fanno i tedeschi, ma senza rimpianti. Vidal compreso.

Altre: Milan di Inzaghi in America travolto dall’Olympiacos ( 3-0); Roma, sempre negli Usa,  meglio del Liverpool ( 1-0). Inter, spazio ai giganti in difesa.

 

 

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