Cronaca ( non solo) politica. Realtà diverse in un unico ‘pastone’: giornali, politica, sindacalismo.

Cronaca ( non solo) politica. Realtà diverse in un unico ‘pastone’:  giornali, politica, sindacalismo.
Alitalia e Etihad download (2)

IL PASTONE. Un tempo, il ‘pastone’, affrontava anche con l’aiuto delle agenzie  diversi argomenti d’attualità. Elaborando un po’ di tutto. Poi, come tante iniziative,  il tempo ha finito per cancellarlo, sì, il vecchio, decrepito,  ‘pastone‘. Dove però c’era l’occasione mi metter insieme in un solo articolo  diverse,  e pure contraddittorie, realtà sullo stesso argomento.
A titolo sperimentale, e niente di più, vorremmo provare a riproporlo, ma con una novità: non tratteremo un solo argomento ma più argomenti,   per consentire un commento ( come al solito )  fuori contesto, da approvare o no, e comunque sempre spontaneo, a caldo, come s’usa dire oggi. Essenziale, inoltre, e si spera utile.

UNITA’ ADDIO. Un  comunicato ha annunciato la sospensione dal 1 agosto 2014  delle pubblicazioni dello storico  giornale di partito, L’Unità, fondato da Giovanni Gramsci il 12 febbraio 1924. Praticamente un addio, un addio per sempre. Visti i 30 milioni di milioni di debiti ( che ad ogni mese crescono di circa 700 mila euro), ed un Pd sempre più distante dalla sua gestione.
Spiegare le ragioni d’un tracollo annunciato per un quotidiano che vende 20 mila copie ed ha 60 giornalisti a carico, è abbastanza semplice: intanto, la difficoltà generale che ha investito i giornali, solo qualche tempo fa ancora in grado di attirare almeno 6 milioni di lettori al giorno e, oggi, solo 4 milioni circa; poi, il crollo pubblicitario, che risparmia al momento solo pubblicazioni di nicchia; e infine la perdita di alcuni importanti componenti che sono andati a fondare altre imprese editoriali. Un concorrente come Repubblica, inoltre, ‘ erode’  da tempo un numero notevole di potenziali lettori.
In questi anni L’Unità ha gravato, e non poco, come tanta altra parte della stampa nazionale,  sui contribuenti. Per avere incassato sei milioni all’anno tra il 2003 e il 2010. Non sufficienti, comunque, a tenerla  a galla.
Al momento Renzi, segretario Pd, non è intenzionato a mettere mano ad un nuovo salvataggio del quotidiano nato per ‘ puntare all’unità tra operai e contadini’. ” Del resto il Pd – commenta Giorgio Dell’Arti – ha sempre cercato di possedere L’Unità, senza possederla. Di guidarla senza guidarla. Di sfruttarla senza sporcarsi le mani. E i risultati sono questi”.  E così, alla fin della veglia, un ‘ pezzo’ non trascurabile di storia italiana contemporanea ci saluta.

BAGARRE IN SENATO. Avvicinarci alla cronaca politica nazionale è un operazione contro natura. Perchè, almeno noi, vorremmo avere a che fare con altre notizie, con altri comportamenti, con altri soggetti. Lautamente ripagati, come nessun altro in Europa e nelle Americhe, eppure segnalati sempre ‘ per quel che non fanno, piuttosto che per quel che fanno’, Che, a volte, come in questo caso, sarebbe meglio tralasciassero ad altri mondi, ad altri universi, evitandoci un continuo stillicidio depressivo.E comunque: la mediazione dei dissidenti Pd per sgombrare i binari delle riforme dall’ostruzionismo si è infranta sul nodo di Sel. Ed successo così di vedere il Senato trasformarsi in una sorta di trincea. Sottoposta a colpi di regolamento e accuse. ” Non ci pieghiamo ai ricatti ” ha sbottato Nichi Vendola.

Renzi, col solito attivismo, non s’ è impressionato. ” Andiamo vanti lo stesso. Qui c’è gente che vuol perdere tempo, per paura di abbandonare poltrone” avrebbe detto il premier. Anche M5S e Lega sono nel contempo saliti sulle barricate. Morale: sarà molto difficile che si possa concludere il tutto sulla riforma del Senato intorno all’8 agosto.

ALITALIA ALL’ULTIMATUM.  Francamente, ci riesce difficile capire come davanti ad una prospettiva di salvataggio si possa ancora una volta trovare il tempo per litigare. Così i cosiddetti salvatori, gli arabi di Ethiad Airways, possono salutare la compagnia e approcciarsi a lidi meno procellosi. Il ministro dei Trasporti, Lupi, sembra preicare al vento ” Non credo – grida – ci saranno altri giorni. I tempi erano chiari a tutti, sindacati, soci e banche. Siamo arrivati alle ore decisive”. Dopo di che: o l’Alitalia torna a volare, o se ne sta a terra. Forse, per sempre, e con tutti i litiganti intorno.

 

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