Emilia Romagna. Isee: a Cesena presentate già migliaia di dichiarazioni per gli sgravi sulla Tasi.

Emilia Romagna. Isee: a Cesena presentate già migliaia di dichiarazioni per gli sgravi sulla Tasi.
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CESENA. Fra le novità più rilevanti introdotte dal bilancio 2014 c’è il ricorso allo strumento  dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) per la determinazione dell’importo della Tasi.

La nuova imposta, che sostituisce la quota addizionale alla TARES per i servizi indivisibili, interesserà le  circa 30mila prime case presenti a Cesena (oltre alle abitazioni invendute delle imprese  e ai fabbricati rurali strumentali). L’aliquota per le abitazioni principali è fissata al 3,3 per mille, ma sono previste detrazioni – da un minimo di 6 euro a un massimo di 360 euro – che saranno calcolate sulla base delle dichiarazioni Isee, con scaglioni da 500 euro a partire da 7500 euro (al di sotto di questo importo non si pagherà) fino a un massimo di 37.500 euro.

“Fin da allora – sottolineano il Sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini – il nostro obiettivo prioritario è stato quello di garantire la maggiore equità possibile, nella convinzione che, oggi più che mai, sia necessario chiedere ai cittadini di contribuire secondo le loro reali capacità. Il meccanismo impostato con il quoziente Cesena ha dimostrato di funzionare: l’Isee consente di misurare meglio la condizione economica delle famiglie, poiché tiene conto non solo del reddito e del patrimonio (mobiliare e immobiliare), ma anche delle caratteristiche di un nucleo familiare. Per questo abbiamo deciso di estenderne ulteriormente l’applicazione anche per calcolare l’importo della Tasi. E, naturalmente, secondo una prassi ormai consolidata, terremo alta la guardia sul fronte della verifica delle dichiarazioni, confermando le attività di controllo per combattere l’evasione e l’elusione, anche grazie alla convenzione siglata con la Guardia di Finanza”.

Attualmente gli scaglioni Isee vengono applicati per l’identificazione della maggior parte delle tariffe (dalle rette di nidi e materne alla mensa, dal trasporto scolastico ai centri estivi), ma anche per stilare graduatorie e  per definire  l’ammissione ad agevolazioni e contributi (come le borse lavoro, i contributi anticrisi, i contributi per anziani in case protette e centri diurni, l’assistenza domiciliare per gli anziani).

Qualche esempio per inquadrare quali siano gli effetti dell’applicazione del quoziente Cesena. Nell’anno scolastico 2013/2014 sono state 306 le famiglie che hanno usufruito dei servizi dei nidi comunali; per 220 di esse la presentazione dell’Isee ha permesso di ottenere sgravi anche molto consistenti sulla retta: 57 le famiglie che hanno pagato fra i 51 e i 100 euro, per 32 il costo si è attestato fra i 101 e i 150 euro, per 28 fra i 151 e i 200 euro, per 19 fra i 201 e i 250 euro, per 31 fra i 251 e i 300 euro, per 29 fra i 301 e i 350 euro, per 8 fra i 351 e i 400 euro, per 16 fra i 401 e i 450 euro. Una settantina, infine, le famiglie che hanno pagato la quota massima di 481 euro, non avendo presentato l’Isee.

Analogamente, nei nidi convenzionati, su 208 utenti, oltre il 60% degli utenti ha ottenuto sgravi, mentre nella fascia più alta (con rette fra 451 e i 481 euro)  si sono attestate un’ottantina di famiglie che non avevano presentato la dichiarazione Isee.

Allo stesso modo, nelle scuole per l’infanzia comunali, su 673 utenti, l’80% ha usufruito di detrazioni grazie alla presentazione dell’Isee, mentre hanno pagato la retta massima di 250 euro i 127 che non l’hanno presentata. Nelle materne statali circa mille utenti, pari al 77%, hanno presentato la dichiarazione Isee, usufruendo così degli sgravi previsti, mentre è stata applicata la retta massima per circa 300 utenti senza dichiarazione.

Sul fronte del trasporto scolastico, infine, la scelta di sostituire il precedente meccanismo (con un’unica tariffa e sconti solo per i fratelli) con lo scaglionamento sulla base dell’Isee ha determinato il rilascio di 809 abbonamenti con tariffe agevolate (da un minimo di 111 a un massimo di 186 euro), pari a circa il 31% degli abbonamenti rilasciati, che sono stati complessivamente 2840.

 

 

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