Mare Adriatico e balneazione. Replica di Legambiente ai sindaci sui monitoraggi in Emilia Romagna.

Mare Adriatico e balneazione. Replica di Legambiente  ai sindaci sui monitoraggi in Emilia Romagna.
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EMILIA ROMAGNA. In riferimento alle polemiche sorte a seguito delle comunicazione dei dati relativi alle analisi marine effettuate dai tecnici di Goletta Verde lungo la costa dell’Emilia Romagna ci sono alcune precisazioni da sottoporre all’attenzione. Intanto, ” che i tecnici di Legambiente eseguono il controllo dello stato di qualità del mare e delle coste con particolare attenzione al rischio di inquinamento causata dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione e agli scarichi che si riversano nelle acque marine.
Nel raccontare la fotografia scattata da Goletta Verde, Legambiente – si fa notare – non ha mai sostenuto che tutta la costa, né le intere fasce costiere dei singoli comuni, siano inquinate e non ha soprattutto mai dato giudizi sulla balneabilità delle acque. Compito che svolge l’Arpa di concerto con le amministrazioni locali, i cui dati sono quelli di riferimento”.

Goletta Verde non esegue analisi sulla balneazione, ma come diciamo ormai in ogni occasione – specifica la nota pervenuta – andiamo alla ricerca dei punti critici per intervenire sulle fonti di inquinamento e non limitarsi a verificare la balneabilità delle spiagge, come fra l’altro viene indicato dalla direttiva comunitaria che chiede di monitorare i punti più a rischio di inquinamento –  aggiunge Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde -. La determinazione dei singoli punti avviene attraverso la raccolta d’informazioni sul territorio da parte dei circoli locali di Legambiente e delle segnalazioni dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. I valori da noi utilizzati come riferimento oltre che essere i limiti per la balneazione sono anche quelli utilizzati dalla direttiva e quindi dal Dlgs 116/2008 per indicare le classi di qualità ambientale delle acque costiere, quindi al di là della balneabilità o meno della foce sono comunque valori da rispettare e considerare”.

” Il nostro giudizio è, infatti, riferito esclusivamente ai punti monitorati nell’ambito della campagna Goletta Verde, prelevati in particolare in prossimità di foci, canali e fossi proprio con l’obiettivo di denunciare come ancora oggi questi siano ricettacolo di scarichi non depurati, costituendo la principale fonte di immissione di inquinanti in mare. Inoltre, abbiamo ben specificato che le precipitazioni verificatesi in prossimità dei giorni di campionamento potrebbero aver influito sugli esisti delle analisi. Questo non può però essere un alibi perché è evidente che le criticità riscontrate non sono di certo nuove in questa regione e riguardano allo stesso tempo sia i comuni costieri che quelli dell’entroterra. Sorprendono, poi, le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Misano Adriatico, Stefano Giannini”.

I VALORI DI MISANO ADRIATICO. “I valori di Misano Adriatico, nello specifico, sono stati di 3754 Escherichia Coli e 1036 Enterococchi intestinali, quindi ben al di sopra dei limiti anche per i fiumi e le acque interne – aggiunge ancora sul tema Giulio Kerschbaumer, membro della segreteria di Legambiente Emilia Romagna -. Ci sembra alquanto fuori luogo tentare quasi di voler equiparare una foce di un fiume ad uno scarico di un depuratore. Non è vero che per legge le foci dei fiumi non sono balneabili, anzi noi chiediamo anche che tutti i fiumi anche lo siano, piuttosto che essere acque inquinate per definizione. Nessuno ha voluto dire che le acque di Misano non sono balneabili, piuttosto abbiamo voluto denunciare con analisi dettagliate e puntuali, una fonte di inquinamento che in casi di aumento di portate o criticità del sistema di depurazione potrebbero riflettersi anche sulle spiagge circostanti, quindi è interesse Comune partire dai nostri dati e risolvere la situazione.
Se un sindaco afferma, però, che abbiamo scoperto l’acqua calda non ci sembra un’affermazione molto rassicurante. Così facendo il sindaco non solo ha ammesso che la situazione era nota anche a loro, ma che piuttosto che intervenire per risolvere le criticità è stato semplicemente vietato permanentemente alla balneazione il tratto in questione che non viene più campionato. Anche il sindaco di Comacchio ha criticato aspramente i nostri risultati. Piuttosto che mettere in dubbio le analisi fatte dallo staff di Goletta Verde, sarebbe più utile prendere atto del problema e proseguire con la volontà, dichiarata, di risolvere i problemi evidenziati al canale di porto Garibaldi”.

 

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