Notizie di sport. Perfido ( e vendicativo) il nostro Balo. Che cerca pace tra i ‘pollastri’ di Liverpool.

Notizie di sport. Perfido ( e vendicativo) il nostro Balo. Che cerca pace tra i ‘pollastri’ di Liverpool.
Bartali e Martini images

LA CRONACA DALL’OMBRELLONE. Perfido ( e vendicativo) il nostro Balo. Ora che s’è bruciato anche il Milan dopo Inter e City, cerca pace tra i ‘pollastri‘ spendaccioni dello squadrone di Liverpool. I quali,  beccando all’amo teso ( con il solito tempismo) dall’eclettico Raiola,  non solo hanno sborsato 20/25 mln euro nelle casse ( vuote ) del Diavolo, ma  hanno addirittura reso nababbo ( 6 mln euro per 4 anni) il nostro  campione ‘ figliolo prediletto dei media internazionali’.
Cerca pace infamando, il nostro Balo, come da prassi, il mondo lasciato alle spalle. ” E’ stato un errore tornare in Italia. Dove si gioca male. Dove crescono solo pomodori di Pachino e dolci Nettarine. Finalmente sono tornato dov’è il meglio calcio del Mondo. Finalmente! ” ha sbottato tra lume e scuro. Il nostro Balo che  è ancora giovane (  24 anni non son nè pochi nè molti , per un calciatore) continua però a non apprendere. Forse, coi maestri che lo movimentano ad ogni spiffero d’aria, gli riesce difficile.
Perchè, qui,  se c’è stato un errore quello lo abbiamo commesso noi  Italiani, il buon Prandelli, il beato Galliani etc. Intanto, per averlo preso sul serio, fin dal suo ritorno dal City e , poi, per avergli messo addosso un vestito che non è (  e non sarà) mai il suo. Soprattutto se procede su questa strada.  Quella di attribuire ad altri ciò che dovrebbe attribuire a sè.  Il ragazzo, infatti, non ha spalle da Cariatide, e neppure l’acume di un buon giocatore, e manco i tocchi di un calciatore artista. E uno, uno dei tanti, e basta. Dovrebbero informalo, senza illuderlo. Lo abbiamo constatato più e più volte.
Sorprende quindi come i ‘reeds’ si siano lasciati abbindolare dal pancione da  gestante dell’ex pizzaiolo, suo e nostro novello signore del mercato calcistico. E comunque, schiaffi o no, gli auguri glieli facciamo lo stesso. Non si sa mai, infatti, che lui perfido nel paese della perfida Albione, non maturi in qualche modo. Magari come le nespole. E per la Nazionale.

IL CALCIOMERCATO. Nel paese che fu sede del ‘ campionato più bello al Mondo’ si continua a sognare. Il Milan vorrebbe Torres ( che al Chelsea incassa 8 milioni euro netti) e la Juve Falcao ( in fuga dal Monaco diventato tutto ad un tratto povero). Ma son sogni, perchè altri sono pronti a sborsare i necessari danari. Noi, infatti, poveri come siamo diventati, possiamo ( tutt’al più) sfogarci con i titoloni dei giornali o di qualche tivù 24 ore, pensando ai bei tempi che furono.

E anche ai nostri misteri. Tanti e fitti.  Il cronista ribadisce ”  A quelle cifre, per noi, nulla da fare. Sì, perchè mentre altrove di ricavi crescono da noi restano quelli ma con le spese in aumento”. Ci sono frasi, a volte, che si prendono senza un briciolo di riflessione. Questa è una di quelle. Come i nostri ricavi restano ? La ‘rosea’ ci ha appena fatto sapere che dal 1998/1999 i nostri ricavi medi sono cresciuti del 112%.
Mentre gli stipendi medi sono cresciuti del 110%. Qualcosina in meno dei ricavi. E allora ? Il problema però ci sembra quello che mentre nell’Altrove  restano danari da investire, da noi non compare manco l’ombra. In Liga, negli anni sopra indicati, hanno fatturato 18 miliardi, noi 19. Loro hanno pagato 11 milioni di stipendi ( con 4 di ammortamenti), noi 14 milioni ( con 5 di ammortamenti).
Morale: alla Liga restano ( nonostante gli esborsi continui, Messi e non solo Messi)  guadagni, a noi debiti. E come mai? Che razza di bilanci circolano per la bella Europa? Sono gli spagnoli a saper gettare la polvere sotto i tappetti o siamo noi che ( Mose docet ) ci divertiamo a scialacquare, foraggiando una pletora più o meno anonima di ‘ mangiasoldi’?  Che c ‘è, dunque, di innominabile dalle nostre parti ? Qualcuno ce lo può spiegare? O preferiamo affondare tutti insieme, felici e contenti? Sognando i tempi che furono?

ARRIVA L’EUROPA. Arrivano gli impegni per l’Europa. L’Inter, in Europa League, con i finlandesi ( già battuti in casa loro per 3-0), il Toro dovrà segnare contro lo Spalato, il Napoli non si dovrà far buttare fuori da un Bilbao che ha tutta l’aria d’avere azzeccato le sue mosse. E’ incredibile come il Napoli, dopo un anno come il precedente, non riesca ad affrontare questa Coppa con la dovuta continuità e concentrazione. L’anno scorso fece un passo falso con l’Arsenal fuori casa, quest’anno l’ha ripetuto al San Paolo con gli spagnoli. La Coppa, si sa, non perdona gli allegroni. Ne sa qualcosa la Juve di Conte, mandata a casa non dal Real ma dall’umile Copenaghen.

L’ITALIA DEL NUOTO. Dicono da sempre che siamo un popolo ( tra l’altro) di marinai. E ve li immaginate, voi, dei marinai che non sanno nuotare? Eppure, per molti decenni, così siam stati. Con qualche lodevole eccezione. Ora, finalmente, le cose sono tornate al loro posto. Noi abbiamo recuperato il ruolo di paese ‘ circondato dall’acque ‘ e, agli ultimi Europei di Berlino, siamo tornati leader d’Europa negli sport in acqua. Tra nuoto, Tuffi, Nuoto di fondo e Nuoto sincro siamo diventati primi a punti. Davanti alla ( rediviva, pur lei) Gran Bretagna, alla ( sorprendente) Danimarca e alla ( miracolosa) Ungheria. Della pallanuoto, maschile e femminile, parleremo poi.

ADDIO ALFREDO. Sì è spento all’età di 92 Alfredo Martini, il grandissimo ct azzurro di ciclismo che ci portò alla maglia iridata per ben sei volte. Alfredo è stato anche un bravissimo atleta, ai tempi dei tre mostri sacri della storia del ciclismo: Bartali, Coppi e Magni. Qualche giovinastro dal microfono facile, ogni tanto, si diletta a sputare graduatorie sugli eroi di questo sport superbo. Che più d’altro ‘ misura‘ l’uomo e la sua contesa con il destino. Ma che a volte si passa nel facile dimenticatoio.
Ebbene, Alfredo, che come ct continuò idealmente  l’opera di Binda, dalla dura lotta contro quelli che ‘ più grandi di così non potevano essere’  imparò molto. E soprattutto una straordinaria lucidità e saggezza. Che mise al servizio dei giovani. Portandoli alla gloria. Lui uomo antico, che sapeva però vivere il presente anticipando, quando necessario, il futuro. Un abbraccio, Alfredo.

 

Nella foto, Bartali e Martini ( al centro).

 

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