Sclerosi laterale amiotrofica. E ora, meno secchiate ghiacciate e più informazione scientifica.

Sclerosi laterale amiotrofica. E ora, meno secchiate ghiacciate e più informazione scientifica.
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INFORMAZIONE SCIENTIFICA. Rovesciarsi un secchio di acqua gelata per richiamare l’attenzione sulla situazione dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica e per cercare di ottenere fondi per la ricerca scientifica è diventata una moda. Basta gettare un’occhiata tra i social per constatare quanto l’ex giocatore di baseball Pete Frate, il primo a lanciarla negli Stati Uniti, sia riuscito a infettare il pianeta digitale con la sfida della secchiata d’acqua ghiacciata.
Interviene il dottor Samorindo Peci, direttore scientifico del centro di ricerca e formazione scientifica Cerifos: ” È un bene che si parli di questa patologia e che si provi a sensibilizzare il pubblico, ma tutto questo rischia di ridursi ad un mero gioco virale, se non facciamo uscire la ricerca dai laboratori, incominciando a divulgare ‘a secchiate’ le conoscenze acquisite che possono contribuire a migliorare la quotidianità di pazienti e famigliari.

IL DOTTOR PECI. ” La SLA è un disturbo neurologico che colpisce i neuroni motori superiori e inferiori: si manifesta con crampi e indebolimento di muscoli e dall’esordio al decesso passano in media tre, cinque anni, un tempo scandito dalla progressiva perdita di ogni capacità motoria. In Italia questa malattia riguarda circa 5000 persone, con più o meno circa 1000 nuovi casi all’anno e ad oggi tutta la ricerca scientifica che riguarda la preparazione di farmaci specifici si concentra sull’inibizione della molecola del glutammato, una tossina eccitante che crea una forte dipendenza e che è presente in una lunghissima lista di cibi” spiega il dottor Peci.
” È raro scovarla nella etichetta che riporta gli ingredienti perché si nasconde sotto parecchie diciture come ‘proteine vegetali idrolizzate‘, ‘estratti vegetali idrolizzati‘, ‘estratti vegetali’, ‘caseinato di sodio’, ‘estratto di lievito di birra‘, lieviti”, ‘farina d’avena idrolizzata’ o ‘caseinato di calcio’. Il glutammato, stimolando alcuni neurotrasmettitori, provoca sempre più fame e il risultato è che le cellule cerebrali si eccitano a tal punto che muoiono e questo porta a sviluppare seri danni neurologici.
L’obiettivo del centro di ricerca e formazione scientifica Cerifos, è stato, fin dalla sua stessa istituzione. quello di avvicinare il cittadino alla ricerca scientifica – conclude il dottor Peci-. Questo ci obbliga a non tacere di fronte alla mancanza di informazione su questi additivi industriali che sappiamo essere molto nocivi alla salute, richiamando alla stessa onestà le associazioni, le istituzioni e i soggetti politici attivi nella lotta contro la SLA”.

 

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