Notizie ( non solo) di sport. Per favore lasciamo in pace Zaza. Che con Balo non ha nulla a che fare.

Notizie ( non solo) di sport. Per favore lasciamo in pace Zaza. Che con Balo non ha nulla a che fare.
Zaza e Immobile ( rp.) images

LA CRONACA DAL DIVANO. E adesso, per favore, lasciamo stare Simone  Zaza,  ragazzo di 23 anni e basta. Facciamo finta che non abbia fatto nulla d nulla contro Olanda e Norvegia; lasciamolo, cioè, ripassare le sue ore in maglia azzurra, in tranquillità. E soprattutto non andiamo a imbrogliare il gomitolo d’una crescita personale e sportiva con le solite genialate mediatiche. Tipo: il confronto con il Balo, che se Dio vuole s’è andato a confinare in uno squadrone di pollastri della Perfida Albione. Lasciamo in pace Zaza, quindi, lasciamo in pace il Balo.
Perchè facciano le strade loro, in autonomia, come Eupalla vorrà, visto che uno rappresenta l’ipotetico e l’altro il concreto. Il primo,  quello che uno dovrebbe diventare, il secondo quello che uno è. Mondi diametralmente opposti. Da non far coincidere mai. Per evitare che il primo elida il secondo. A danno, questa volta, d’una pattuglia azzurra che cerca di ritrovare la strada di casa, così seminata di gloria da non risultare seconda a nessun’altra , nella ormai lunga  storia del calcio moderno.

PROBLEMI NOSTRI. ‘ Codice rosso‘ è una impietosa trasmissione di Sky condotta da Luca Vialli che s’è posta l’obiettivo di fare il punto sul calcio italiano. Sky investe tanto danaro sulla pedata nostrana.  Che per ragioni diverse sembra essersi attardata sulle altre, soprattutto d’Ispania, Anglia e Allemania. Questa volta, sotto la lente d’ingrandimento, la domanda : spendiamo bene i nostri soldi? Sì, perchè contrariamente a quanto  diffondono i soliti piangirai mediatici, il calcio itano incassa, eccome. Dal 1998-1999 al 2012-2013, abbiamo fatturato 19 miliardi, uno in più della Liga, mezzo in meno della Bundesliga.
Ma mentre gli altri ( oltre a Cr7, Messi, Ribery etc. e moderni impianti) si permettono  ricavi, noi fatichiamo a tirare fuori qualche liretta per pagare la bolletta della luce. Il piagnisteo è continuo. Intenso come e quanto in altre nefaste circostante. Dove, alla fine delle lacrime, s’è scoperto che tanti di quei danari finivano in tasche sbagliate piuttosto che a fare quel che avrebbero dovuto fare. E il sospetto è che, anche qui, tra un calcio e l’altro, tanti danari vadano in direzioni sbagliate, impedendo al calcio propriamente inteso il giusto ammodernamento e sviluppo.
Dei 18 miliardi, la Liga se ne tiene 3 per investimenti; la Bundesliga, oltre 6; noi, manco  un euro. Ma com’è possibile tanta scellerata conduzione dei nostri bilanci? Mario Sconcerti dice, che in Italia gironzolano almeno il doppio dei giocatori necessari. Con risultati pacchiani: nel biennio 2011-2013, abbiamo movimentato 2533 giocatori ( contro il 1.169 della Premier e i 655 della Bundesliga)  versando 57,9 milioni di commissioni ( contro i 35,7 della Bundesliga). In Italia si evidenziano tanti scambi, senza passaggio di soldi. Con un mare di spese ( circa 160 ml) solo nel continente sudamericano.
Da questo, e altro, balza evidente la domanda: ma dove vanno a finire tanti soldi? E’ proprio necessario che il solo Parma debba dovuto movimentare ( nel 2013) qualcosa come 178 giocatori? Dove li ha cacciati? E perchè tanta abbondanza? C’è qualcosa d’inconfessabile che non si vuol portare alla luce? Le domanda sono, a questo punto, ovvie. E soprattutto decisive. Sky, ma soprattutto la ‘rosea’, vogliono fare luce. Perchè siamo stufi dei tanti piangirai che non ce la raccontano ( probabilmente) giusta. L’Italia le risorse le ha tutte, quante e più della Spagna,  certamente, e deve quindi potere usufruire del meglio come per gli altri. Non saranno i soliti piangioni  ( o furbastri) a frenare una passione dalle radici ( ancora) solide.

Sappiamo cosa fare: un aggiornato governo del calcio ( Lotito permettendo), i vivai, dei nuovi impianti e il merchandising estero. Dei vivai si sta parlando. Zaza è un esempio di vivaio nostrano, nel bene e nel male. Che andrebbe quindi potenziato. La Gran Bretagna ( che tra breve potrebbe restare orfana della Scozia) vende al mondo diritti calcistici per circa 700 ml di euro. La Gran Bretagna, che a livello di rappresentative nazionali ( sarebbero quattro) poco  dice ( o  vince) nel consesso mondiale; mentre con i suoi squadroni è fermo a 5 Champions per il Liverpool e a tre per lo United ( più 2 del Nottingam, una rispettivamente dell’Aston Villa e del Chelsea). In pratica meno dell’Italia ( 12) e della Spagna ( 13).
Lasciando inoltre perdere le altre Coppe o Trofei europei e mondiali. Eppure, la Perfida Albione, in quanto a marketing, subissa tutto e tutti. Noi, ad esempio, fringuelli come siamo, e nonostante il potenziale in canna, vendiamo appena 117 ml di diritti televisivi esteri annui. Nulla, a confronto di quello che potremmo realizzare. E che non realizziamo. Perchè? Perchè? Perchè?

IL RITORNO DEL CAMPIONATO. Nonostante i dilemmi, tornano in campo i nostri eroi. Un po’stagionati, o un po’ acerbi, secondo quanto passa il convento, e comunque si spera siano in  grado di stare sulle gambe, visto che oggi il calcio che conta ( come celebrano i nostri esterofili) è fatto per i Forrest Gump e non per i sedentari. Di curiosità ce ne sono tante. Soprattutto verso il Milan di Pippo, che sembra davvero lanciato sulle ali d’un entusiasmo che era andato disperso. Curiosità genera anche l’Inter, con tutta quella mandata di giovinastri, che potrebbe fare sfracelli. Curiosità la porta anche il Sassuolo, con quei suoi baby fenomeni da lasciare crescere in tranquillità, e senza la ‘ malizia’ tipica dei nostri media.

RISULTATI I GIORNATA SERIE A.  Chievo-Juve 0-1;  Roma-Fiorentina 2-0;  Atalanta-Verona 0-0 , Milan-Lazio 3-1, Cesena-Parma 1-0, Genoa-Napoli 1-2, Sassuolo- Cagliari 1-1;  Palermo-Samp 1-1, Torino-Inter 0-0, Udinese-Empoli 2-0.
CLASSIFICA: Milan, Roma, Udinese, Napoli, Cesena, Juve 3 punti; Cagliari,Palermo, Samp, Sassuolo, Atalanta, Inter, Torino, Veona punti 1; Genoa, Chievo, Parma, lazio, Empoli, Fiorentina punti 0. Il Campionato si ferma per la sosta della Nazionale: riprende con la seconda giornata il 13/14 settembre.
II GIORNATA. ( Sabato 13) Empoli-Roma ( ore 18), Juve-Udinese ( ore 20.45); ( domenica 14) Samp-Torino ( ore 1,30), Cagliari-Fiorentina ( ore 15), Fiorentina-Genoa, Inter-Sassuolo, Lazio-Cesena, Napoli-Chievo, Parma-Milan ( ore 20,45); ( lunedì 15) Verona-Palermo ( ore 20,45).

I GIRONI DI CHAMPIONS. Gruppo A: Juventus, Atletico Madrid, Olympiacos, Malmoe; Gruppo E: Bayern, Manchester City, Cska Mosca, Roma.

LA RIVOLUZIONE ROSSA. E’ accaduto l’impensabile. Ovvero, l’allontanamento del Montezemolo, il quale in 23 anni circa con la ‘rossa’ ha collezionato ( non lo si dimentichi) ben 132 vittorie e 19 ( 11+8) titoli mondiali. S’è trattato di un affaire insolito. Almeno per noi, abituati a conservare le nostre mummie fin ad eternità avvenuta. Esecutore del clamoroso gesto, quel Marchionne dal maglione scuro ( nero o blu?) che con il tono del ‘ padrone’ ha provveduto al licenziamento in tronco del signorile Montezemolo.
Adesso, però, oltre a non pensare di portare la ‘rossa’ Oltreoceano, il Marchionne dovrà provvedere ai rimedi. In fretta, anche, perchè se così non dovesse essere s’accorgerebbe quale differenza intercorre tra la Fiat e la ‘rossa’ , che pur della prima è parte industriale. Sì, perchè, e lo si dica al manager con qualche rametto in Canada, la ‘rossa’ non è materia per tutti. Il Drake che l’ha partorita, non era uno qualsiasi, ma uno di quei mostri universali che ogni tanto amano nascere in questo bistrattato ( ma eccezionale) Paese.
Per accontentare la ‘rossa’ infatti occorre  trovare ogni tanto qualcuno che dipinga una Cappella Sistina.  Forse, il peccato mortale, commesso dal signorile Montezemolo è stato proprio quello di avere lasciato che ‘  certa  nuova mediocrità’ s’introducesse nei segreti della ‘rossa‘. La quale, com’è noto, non ama i mediocri. Nè al tavolo di progettazione, nè al banco di prova, nè ai pit stop. E tanto meno alla guida.
Dove i suoi driver- amanti più che a studiare diagrammi devono pensare a scrivere storie uniche. Non per niente, chi arriva a guidare la ‘rossa‘ è già qualcosa in più e di diverso d’un campione del Mondo. Che non è quello delle statistiche, ma   quello che sa conquistare il suo cuore immenso. Capace di battere forte , ogni volta che scende in pista, o anche solo in strada,  in ogni angolo del Pianeta.

GLI ALTRI SPORT. Piangiamo qui il decesso della nostra ex grandissima pallavolo. Ora affidata ad manipolo di senza palle, che al primo digrignar di denti dell’avversario  implora pietà. Anche qui occorrerebbe un Marchionne, anche perchè – come ammoniva il maestro Macchiavelli – un ‘ male va tolto prima che diventi inguaribile‘. Soddisfazioni arrivano invece dal moto cross ( ottavo titolo mondiale per  il fenomenale Cairoli), dal double trap ( ancora grande il nostro Pellielo) e dal basket ( con o senza il Gallo, che vuol diventare americano).

LA MORALE DEI GRANDI D?EUROPA. ” Anche la Francia, meglio di voi” ha sentenziato monsieur Platini a Roma davanti alla solita plaetea italiana disposta ad ascoltarlo supinamente anche quando sbrodola ammonimenti insulsi nei nostri confronti. E che avrebbero di meglio di noi i cugino d’Oltralpe? Ma pensare ai c… loro non riescono proprio? E soprattutto lui, che ‘ fa il francese quando è in Italia e l’italiano quando è in Francia’ come gli diceva Brera,  sempre lesto a darci una mano ( vedi Europei o fair play finanziario) per affossarci o per tenerci a testa bassa?
Delle imprese di Monsieur torneremo a parlare. Lo merita. Tanto più che i pulpiti da cui continuano a venire le prediche sono ormai ampiamente sputtanati. Vedesi mister Blatter, ormai ottantenne, ma scleroticamente attaccato alla poltrona tanto da doversi riproporre anche per i decenni a venire. Fin a qualche anno fa era il Belpaese a coltivare mummie al potere, oggi, a quanto pare, è l’Europa a farlo. Forse perchè dal dire al fare c’è di  mezzo il mare. Anche lassù, nella bella Europa riformata, che lentamente ogni giorno di più sta svelando tutte le sue ‘mancanze’.  Il tempo passa, infatti,  anche per le più belle.

 

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