Notizie ( non solo) di sport. Roma da urlo, Juve da schiaffi. E poi parlano di gap con l’Europa.

Notizie ( non solo) di sport. Roma da urlo, Juve da schiaffi. E poi parlano di gap con l’Europa.
Totti cuore di Roma download (2)

LA CRONACA DAL DIVANO. Dopo il Campionato le Coppe. Dopo le Coppe la Nazionale. Il tourbillon agonistico prosegue. Senza sosta. Col rischio di bruciare argomenti, emozioni, personaggi. Al calcio si può aggiungere qualche altro sport: il ciclismo, naufragato ai Mondiali; la pallavolo femminile, per riscattarci da quella maschile; le moto, con la nota esaltante di Fenati; l’automobilismo, con il ‘pianto’ di Alonso che pare voglia abbandonare la ‘rossa‘. Difficile dire se farà il passo giusto. Certo è che chi se n’è andato dalla ‘ rossa‘, nel 99% dei casi, è andato solo per godersi una ( più o meno meritata) pensione.

LA SETTIMANA DI COPPE. Ma di quale gap parlano, addetti ai lavori, maghi e profeti, quando trattano del nostro calcio al cospetto dell’Altrove?  Di quale gap?  Perchè secondo voi c’è gap tra Roma e City, campione d’Albione, e Juventus e Atletico, campione di Spagna ? A nostro modesto avviso, infatti, se proprio di gap vogliamo parlare, quello c’è ma a nostro favore. E’ vero che siamo usciti dai rispettivi confronti con un pari ed una sconfitta di misura, ma solo perchè l’ineffabile Eupalla ( questa volta ) s’è voluto divertire così.
E comunque, per stare sul solido, qualche ‘ difetto‘ non ci manca. Quello della Juve, ad esempio, è storico. Più da psicanalista che da addetti ai lavori. Questa volta concordiamo con l’Arrigo, che ha detto: ” Quando la Juve gioca in Europa, scorda di giocare al calcio”. E in effetti così è. Conte, addirittura, dava per persa la partita prima di giocarla; Allegri, l’Allegri peggiore,  invece se l’è giocata, ma con tanta di quella prudenza addosso che ha finito col paralizzare la sua truppa. Che è fatta per giocare, che è fatta per vincere. Qualcuno sostiene che la Juve non è squadra da Champions. Il perchè lo dicano non si sa, visto che se l’è aggiudicata due volte andando alla finalissima per altre cinque.
La prima Coppa dei Campioni per l’anno 1955/1956 è stata assegnata a Parigi. Da allora, tra Campioni e Champions, sono state disputate 83 edizioni. Dire che la Juve sia arrivata in finale sette volte non è tanto ( Real, Milan e Bayern, ad esempio, hanno fatto molto meglio) ma non è neppure poco. Forse, nella Signora, si sono sedimentate delle convinzioni da aggiornare.
Perchè se è vero che la Signora nel passato  poteva fare di più e meglio, oggi, che qualcosa è cambiato, dentro e fuori la società, creando tutt’altri equilibri, il fatto di ‘temere’ l’Europa appare una ‘ sensazione‘ superata dai fatti. E allora, Giovin Signora, bando alle prudenze, fuori gli attributi, e che si facciano sotto gli altri, tutti gli altri, soprattutto gli ‘spendaccioni‘ dell’Altrove !  Le quali più che realtà durature sembrano  ‘ fuochi fatui’ pronti a spegnersi, da un momento all’altro.

IL TOTTI ETERNO. Ha 38 anni, ma non li dimostra. Il cucchiaio all’esterefatto portiere del City resterà come una gemma lucente. Lui, è Totti, romanaccio verace che ha sempre preferito il cuore ai danari. Che pur ne ha presi. Ma non tanti quanti, probabilmente, ne avrebbe presi Altrove. Dove, con la sua arte, avrebbe benissimo potuto ricalcare storie famose.
Avrebbe. Qui, comunque, all’ombra del Cupolone, una storia straordinaria l’ha scritta. Memorabile. Esemplare. Per quel suo tratto di fedeltà oggi derisa ma che lo assomiglia più ad una radice di solida quercia che ad un imberbe  grazioso  alberello. Come in tutte quelle storie in cui è la fedeltà l’humus naturale che cresce la pianta. Una pianta che vivrà, forse,  quanto quei ruderi antichi che affollano i suoi occhi fin dai primi passi. Roma, insomma, ha trovato il suo re. Speriamo che, con la carne sul fuoco, trovi anche la sua consacrazione  in Champions.

GRUPPO A: Malmoe-Olympiacos 2-0; Atletico Madrid-Juventus 1-0.
CLASSIFICA: Juventus punti 3 ( 2-1), Atletico 3 ( 3-3), Malmoe 3 ( 2-2), Olympiacos 3 ( 3-4).
PROSSIMO TURNO: ( 22 ottobre) Atletico- Malmoe, Olympiacos-Juventus.

GRUPPO E: Cska Mosca-Bayern 0-1; Manchester City-Roma 1-1.
CLASSIFICA: Bayern punti 6, Roma 4, City 1, Cska Mosca 0.
PROSSIMO TURNO: ( 21 ottobre) Cska- City,  Roma-Bayern

 GLI ALTRI IN BREVE: Gruppo B, Real a gonfie vele ( punti 6); Gruppo C, Zenit e Monaco punti 4; Gruppo D, Borussia 6 e Arsenal 3; Gruppo F, Psg 4, Barca 3; Gruppo G, Chelsea 4, Schalke e Maribor 2; Gruppo H, Porto 4, Bate Barisov 3. Indietreggiano le portoghesi: una vittoria, una sconfitta, un pareggio. Per il ranking Uefa decidono le squadre in Europa League: ( 2 ottobre) Torino-Copenaghen, Inter-Qarabag, Napoli- Sparta Praga, Dinamo Minsk-Fiorentina.

 

GLI ANTEFATTI SUL CAMPO. Siamo andati  a vedere qualche antefatto di Champions e più in generale d’Europa calcistica. Abbiamo scoperto ( Almanacco illustrato del calcio 2014)  quanto segue:  Spagna, 13 Champions ( sei delle quali solo Real, dal 1955/1956 al 1965/ 1966); Italia, 12 Champions ( di cui sette Milan); inoltre, la Spagna è giunta in semi finale 8 volte e l’Italia 13 volte. Coppe Uefa: Spagna 7, Gran Bretagna 7, Germania 5 e Italia, guarda un po’, 9; semi finali: 7 Spagna e 9 Italia.
Tenendo a parte la Coppa intercontinentale ( 7 Italia, 3 Spagna) e il Campionato mondiale per società ( 2 Italia, 2 Spagna, 3 Brasile, una Inghilterra). Gli altri campionati non li citiamo perchè hanno fatto tutti di meno.  Così come non citiamo i risultati delle Nazionali, dove noi ( come la Germania ) siamo a 4 stelle mondiali, mentre la Spagna è ferma ad una e l’Inghilterra pure.

Perchè, davanti a risultati agonisti  come questi, i nostri geni,  prima ancora di avviare  le loro omelie,  non tentano di spiegarci , semplicemente, giudiziosamente, come facciamo noi a vendere 117 milioni di diritti televisivi esteri contro gli oltre 700  dei britannici ? Oppure, come si può   mettercela sempre in quel posto mentre gli altri ( con  meno gloria)  godono? Non sarebbe meglio che, i nostri geni, così tanto ben pasciuti dal buon cibo nostrano, si ingegnassero a dare ( o trovare) risposte ( o soluzioni) a quesiti  come questi piuttosto che ( continuare) a ‘ciliciarci’ ad ogni piè sospinto?
Nemmeno qualche ora fa, il profeta Sconcerti ad un  telespettatore di Sky che s’era azzardato a ‘ nominar l’Italia paese del bel calcio’ ha subito troncato ogni accenno d’euforia. “ Paese del bel calcio? Non scherziamo, noi non siamo famosi per essere il paese del bel calcio! Noi, tutt’al più, abbiamo avuto qualche squadra che ha giocato al bel calcio”.
Solo qualche squadra ? Si veda, lo studioso,  questo elenchino  limitato al Dopoguerra, memoria permettendo: Torino ( 1945-1949), Internazionale ( 1962-1966), Milan ( 1991-1994), Juventus ( periodi diversi) per star solo con le big. In questi anni abbiamo suonato Fratelli d’Italia un po’dappertutto. Giocando da cani? Ma qual è il criterio per dire che uno gioca bel calcio e l’altro scarpina soltanto, pur vincendo, e tanto?
Per noi ad esempio, pur amando le espressioni estetiche di assoluta originalità, pensiamo che che il ‘ bel calcio‘ sia soprattutto il calcio ‘ più intelligentemente giocato‘. Un po’ come fanno gli scacchisti. Che sanno infinocchiare gli sprovveduti prima che questi si antepongano loro sulla scacchiera. Che san fare risaltare la bellezza della genialità piuttosto che quella,  esteriormente fascinosa, del gentile fronzolo.
E tuttavia, quante squadre contano  quelli dei paesi del ‘ bel calcio’? Una, due o tre? Quanto noi o più di noi? Sì, perchè qui è ora di svegliarci e di svegliare i dormienti. Per vendere occorre saperlo fare. E come fa a vendere uno che scoraggia il compratore non appena questi gli chiede lumi sul suo prodotto ? Voi d’intelletto, avete mai comprato un abito che il commesso vi presenta con un ‘ Fa schifo! C’è di meglio in giro!” ?

La morale, se così si può dire, è che cominciando da monte, dai principi primi,  ci si possa riorganizzare. Con il merchandising, la vendita dei diritti televisivi anche nelle plaghe più remote, il  (ri)  confezionamento del prodotto calcio magari sullo sfondo di nuovi e moderni impianti. Ne basterebbero sette o otto, come lo Juventus Stadium, mica tanti, per  far rimettere il cuore in pace a tanti pleonastici commentatori.

IL CAMPIONATO. Campionato. Allungano. Juve e Roma, allungano. Ma che lo facciano già al quinto turno sembra togliere suspance al nostro bistrattato campionato. Napoli, infatti, beve un brodino a Sassuolo ( che però si lamenta), la Viola non supera il Toro nel lungo  spezzatino televisivo, l’Inter affonda ( inaspettatamente) a San Siro contro il maestro ( lamento) Zeman e il Milan se la cavicchia a Cesena. Il tutto nell’attesa dello scontro frontale tra le due big . Che dirà, probabilmente,  molte cose sul Campionato.

L’INTER CHE ILLUDE, IL MILAN CHE NON INGRANA.  Le milanesi che possono vantare di avere alzato in casa loro, il vecchio San Siro, dieci Coppe dei Campioni, non vanno. L’Inter cantiere becca un poker da Zeman, che ha iniziato a far quadrare la sua squadra. Il Milan, davanti ad un tifo tornato enorme, non convince. Due mister per la stessa squadra, Berlusca e Pippo, a Cesena non hanno fatto  per uno. E il Milan galleggia tra i suoi ricordi con una squadra senza equilibri, convinzione, gioco. Il Cesena di Bisoli, infatti, che non è il Real, ha messo a nudo tutte le ‘vergogne’ dei rossoneri.
Così andando, sarà ben difficile per il Diavolo raggiungere il traguardo Champions. In fondo, dicevan i nonni, coi fichi secchi non è facile far un bel matrimonio. I Berlusconi devono quindi uscire dall’ambiguo. Meno elicotteri in volo, più risorse per la squadra. Se è vero che la si vuol riportare in volo. Dove le compete visto che, non lo scordi  nessuno, esterofili in primis, il Diavolo è la squadra che nell’ultimo quarto di secolo ha vinto più di tutti al Mondo. Peccato però che, questo, lo sappiano a Madrid e a Londra, ma non nei nostri  studios radiotelevisivi.

 

 

 

 

 

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