Notizie non solo di sport. Italiane con l’Europoker. L’Alonso, verso l’ addio alla ‘rossa’. Al suo posto Vettel?

Notizie non solo di sport. Italiane con l’Europoker. L’Alonso, verso l’ addio alla ‘rossa’. Al suo posto Vettel?
Allonso e Vettel download (2)

LA CRONACA DAL DIVANO. Allora è fatta: il nostro Nando ci lascia. Per andar dove ancora non si sa. Mentre appare certo l’arrivo di Vettel, quadricampione del Mondo, alla ‘ rossa‘.  In una annata dominata dalle Mercedes ( ancora prime, nelle prime libere di Suzuka). Tengono botta le ragazze del volley: l’ostacolo Belgio non era facile e averlo superato ( 3-0) assicura le finali di Milano.
E mentre ci aspettiamo qualche colpo di coda da Valentino e dal suo allievo Fenati, ci (ri) spostiamo sul calcio.  O meglio su Europa League e Nazionale ( due incontri). Con l’attesa ( e ormai imminente  ) della sfida ( planetaria)  tra Juve e Roma ( domenica 5, ore 18) . La prima tra le più forti d’Europa, la seconda la più in forma e spettacolare d’Europa.

 EUROPA LEAGUE. Ci voleva per il ranking Uefa. Quattro vittorie : Inter ( 2-0) contro il modesto Qarabag; Fiorentina ( 3-0) contro un ostico Minsk; Torino ( 1-0), all’ultimo respiro contro i forti del Copenaghen; Napoli ( 2-0) contro lo Slovan. Chiudiamo così il secondo turno di Coppe con tanti successi, come nessun altro in Europa. Recuperando nel ranking Uefa. Se solo la Juve si fosse confermata per quello che è a quest’ora dovremmo cominciare a chiedere  l’esilio dei nostri esterofili  sapientoni , appollaiata non si sa come su tutte le tribune e tribunette disponibili.

LA SETTIMANA DI COPPE. Ma di quale gap parlano, addetti ai lavori, maghi e profeti, quando trattano del nostro calcio al cospetto dell’Altrove? Di quale gap? Perchè secondo voi c’è gap tra Roma e City, campione d’Albione, e Juventus e Atletico, campione di Spagna ? A nostro modesto avviso, infatti, se proprio di gap vogliamo parlare, quello c’è ma a nostro favore. E’ vero che siamo usciti dai rispettivi confronti con un pari ed una sconfitta di misura, ma solo perchè l’ineffabile Eupalla ( questa volta ) s’è voluto divertire così.
E comunque, per stare sul solido, qualche ‘ difetto‘ non ci manca. Quello della Juve, ad esempio, è storico. Più da psicanalista che da addetti ai lavori. Come Sacchi o Conte o Allegri . Ma questa volta concordiamo con l’Arrigo, che ha detto: ” Quando la Juve gioca in Europa, scorda di giocare al calcio”. E in effetti così è.
Conte, addirittura, dava per persa la partita prima di giocarla; Allegri, l’Allegri peggiore, invece se l’è giocata, certo, ma con tanta di quella prudenza addosso che ha finito col paralizzare la sua truppa. Che è ‘ più forte‘ sei ‘materazzai’ come ha ammesso  il Cholo. Che è fatta per giocare, che è fatta per vincere. Qualcuno sostiene che la Juve non è squadra da Champions. Il perchè lo dicano non si sa, visto che se l’è aggiudicata due volte andando alla finalissima per altre cinque.

La prima Coppa dei Campioni per l’anno 1955/1956 è stata assegnata a Parigi. Da allora, tra Campioni e Champions, sono state disputate 83 edizioni. Dire che la Juve sia arrivata in finale sette volte non è tanto ( Real, Milan e Bayern, ad esempio, hanno fatto molto meglio) ma non è neppure poco. Forse, nella Signora, si sono sedimentate delle convinzioni da aggiornare.
Perchè se è vero che la Signora nel passato poteva fare di più e meglio, oggi, dove molto è cambiato, dentro e fuori la società, creando tutt’altri equilibri, il fatto di ‘temere‘ l’Europa appare una ‘ sensazione‘ superata dai fatti. E allora, Giovin Signora, bando alle prudenze, fuori gli attributi, e che si facciano sotto gli altri, tutti gli altri, soprattutto gli ‘spendaccioni‘ dell’Altrove ! Le quali più che realtà durature sembrano ‘ fuochi fatui‘ pronti a spegnersi, da un momento all’altro.

IL TOTTI ETERNO. Ha 38 anni, ma non li dimostra. Il cucchiaio all’esterrefatto portiere del Manchester City resterà come una gemma lucente. Lui, è Totti, romanaccio verace che ha sempre preferito il cuore ai danari. Che pur ne ha presi. Ma non tanti quanti, probabilmente, ne avrebbe presi Altrove. Dove, con la sua arte, avrebbe benissimo potuto ricalcare storie famose.
Avrebbe. Qui, comunque, all’ombra del Cupolone, una storia straordinaria l’ha scritta. Memorabile. Esemplare. Per quel suo tratto di fedeltà oggi derisa ma che lo assomiglia più ad una radice di solida quercia che ad un imberbe grazioso alberello. Come in tutte quelle storie in cui è la fedeltà l’humus naturale che cresce la pianta. Una pianta che vivrà, forse, quanto quei ruderi antichi che affollano i suoi occhi fin dai primi passi. Roma, insomma, ha trovato il suo re. Speriamo che, con la carne sul fuoco, trovi anche la sua consacrazione in Champions.

 

GRUPPO A: Malmoe-Olympiacos 2-0; Atletico Madrid-Juventus 1-0.
CLASSIFICA: Juventus punti 3 ( 2-1), Atletico 3 ( 3-3), Malmoe 3 ( 2-2), Olympiacos 3 ( 3-4).
PROSSIMO TURNO: ( 22 ottobre) Atletico- Malmoe, Olympiacos-Juventus.

 

GRUPPO E: Cska Mosca-Bayern 0-1; Manchester City-Roma 1-1.
CLASSIFICA: Bayern punti 6, Roma 4, City 1, Cska Mosca 0.
PROSSIMO TURNO: ( 21 ottobre) Cska- City, Roma-Bayern

GLI ALTRI IN BREVE: Gruppo B, Real a gonfie vele ( punti 6); Gruppo C, Zenit e Monaco punti 4; Gruppo D, Borussia 6 e Arsenal 3; Gruppo F, Psg 4, Barca 3; Gruppo G, Chelsea 4, Schalke e Maribor 2; Gruppo H, Porto 4, Bate Barisov 3. Indietreggiano le portoghesi: una vittoria, una sconfitta, un pareggio. Per il ranking Uefa decidono le squadre in Europa League: ( 2 ottobre) Torino-Copenaghen, Inter-Qarabag, Napoli- Sparta Praga, Dinamo Minsk-Fiorentina. Si stanno svegliando i ‘pollastri’ del Liverpool, che per far felice Raiola si sono presi quella simpatica ‘ sola‘ del  Balo. Al momento ininfluente, se non su  twitter. 

GLI ANTEFATTI SUL CAMPO. Siamo andati a vedere qualche antefatto di Champions e ( più in generale)  d’Europa calcistica. Abbiamo scoperto ( Almanacco illustrato del calcio 2014) quanto segue: Spagna, 13 Champions ( sei delle quali solo Real, dal 1955/1956 al 1965/ 1966); Italia, 12 Champions ( di cui sette Milan); inoltre, la Spagna è giunta in semi finale 8 volte e l’Italia 13 volte. Coppe Uefa: Spagna 7, Gran Bretagna 7, Germania 5 e Italia, guarda un po’, 9; semi finali: 7 Spagna e 9 Italia.
Tenendo a parte la Coppa intercontinentale ( 7 Italia, 3 Spagna) e il Campionato mondiale per società ( 2 Italia, 2 Spagna, 3 Brasile, una Inghilterra). Gli altri campionati concorrenti al nostro non li citiamo perchè hanno fatto tutti di meno. Così come non citiamo i risultati delle Nazionali, dove noi ( con la Germania ) siamo a 4 stelle mondiali, mentre la Spagna è ferma ad una e l’Inghilterra pure.

Perchè, davanti a risultati agonisti come questi, i nostri geni, prima ancora di avviare le loro omelie, non tentano di spiegarci , semplicemente, giudiziosamente, come facciamo noi a vendere 117 milioni di diritti televisivi esteri contro gli oltre 700 dei britannici ? Oppure, come si può mettercela sempre in quel posto mentre gli altri ( con meno gloria) godono? Non sarebbe meglio che, i nostri geni, così tanto ben pasciuti dal buon cibo nostrano, si ingegnassero a dare ( o trovare) risposte ( o soluzioni) a quesiti come questi piuttosto che ( continuare) a ‘ciliciarci’ ad ogni piè sospinto?
Nemmeno qualche ora fa, il profeta Sconcerti ad un telespettatore di Sky che s’era azzardato a ‘ nominar l’Italia paese del bel calcio‘ ha subito troncato ogni accenno d’euforia. ” Paese del bel calcio? Non scherziamo, noi non siamo famosi per essere il paese del bel calcio! Noi, tutt’al più, abbiamo avuto qualche squadra che ha giocato al bel calcio“.

Solo qualche squadra ? Tutto lì? Si veda, lo studioso, questo elenchino limitato al Dopoguerra, memoria permettendo: Torino ( 1945-1949), Internazionale ( 1962-1966), Milan ( 1991-1994), Juventus ( periodi diversi) per trattar solo delle big. In questi anni abbiamo suonato Fratelli d’Italia un po’dappertutto. Giocando da cani? Ma qual è il criterio per dire se uno gioca bel calcio e l’altro scarpina soltanto, pur vincendo, e tanto? Per noi, ad esempio, pur amando le espressioni estetiche di assoluta originalità, pensiamo che che il ‘ bel calcio’ sia soprattutto il calcio ‘ più intelligentemente giocato‘. Un po’ come fanno gli scacchisti. Che sanno infinocchiare gli sprovveduti prima che questi si antepongano loro sulla scacchiera. Che san fare risaltare la bellezza della genialità piuttosto che quella, esteriormente fascinosa, del gentile fronzolo.
E tuttavia, quante squadre contano quelli dei paesi del ‘ bel calcio‘? Una, due o tre? Quanto noi o più di noi? Sì, perchè qui è ora di svegliarci e di svegliare i dormienti. Per vendere occorre saperlo fare. E come fa a vendere uno che scoraggia il compratore non appena questi gli chiede lumi sul suo prodotto ? Voi d’intelletto, avete mai comprato un abito che il commesso vi presenta con un ‘ Fa schifo! C’è di meglio in giro!” ?
La morale, se così si può dire, è che partendo da monte, ossia dai principi primi, ci si possa riorganizzare.
Con il merchandising, con la vendita dei diritti televisivi anche nelle plaghe più remote, con il (ri) confezionamento del prodotto calcio magari sullo sfondo di nuovi e moderni impianti. Ne basterebbero sette o otto, come lo Juventus Stadium, mica tanti, per far tornare il cuore in pace a tanti pleonastici ( e imbelli )  commentatori.

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