Conselice: ‘Farenheit 450′ in mostra alla biblioteca Giovanna Righini Ricci. Un omaggio allo scrittore Ray Bradbury per la giornata del contemporaneo.

Conselice: ‘Farenheit 450′ in mostra alla biblioteca Giovanna Righini Ricci. Un omaggio allo scrittore Ray Bradbury per la giornata del contemporaneo.
Fahrenheit 450

CONSELICE. L’assessorato alla cultura del comune di Conselice aderisce alla decima Giornata del Contemporaneo indetta da Amaci, l’associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani, presentando alla biblioteca ‘Giovanna Righini Ricci’ la mostra di mail art ‘Fahrenheit 450: 1 grado in meno per salvare la cultura e i libri dal rogo’, con l’intento di ricordare lo scrittore Ray Bradbury, autore dell’omonimo romanzo, a due anni dalla scomparsa. La mostra sarà inaugurata giovedì 9 ottobre alle 18, occasione nella quale interverranno Lucia Govoni dell’associazione ArteinEssere e Lamberto Caravita, direttore artistico CABA.

In contemporanea, sarà anche inaugurata ‘Settescrigni‘, installazione site-specific di Lamberto Caravita e omaggio alla mostra ‘Fahrenheit 450′.

La mostra ‘Fahrenheit 450′ e l’installazione ‘Settescrigni’, a ingresso gratuito, rimarranno in esposizione dal 9 al 31 ottobre dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13. Per ulteriori informazioni, contattare la biblioteca comunale Righini Ricci, piazza Garibaldi 12, telefono 0545 986 928 email righiniricci@sbn.provincia.ra.it.

COS’È LA MAIL ART. Usare in maniera creativa il mezzo postale non è certo cosa nuova o originale, già agli albori del servizio postale comparvero settecentesche cartoline disegnate a mano. Negli anni Venti del secolo scorso artisti appartenenti ad avanguardie come futurismo, dada e surrealismo, amavano scambiarsi una corrispondenza molto vicina alla Mail Art. Negli anni Sessanta il gruppo americano Fluxus utilizzò timbri e francobolli autoprodotti, un suo esponente Ray Johnson, diede vita alla “scuola di corrispondenza di New York”, era l’inizio del movimento internazionale di Mail Art che si sviluppò globalmente negli anni Settanta. In definitiva si tratta di uno scambio diretto tra artisti, privo di restrizioni imposte da entità esterne che non siano le norme e le dimensioni consentite dal sistema postale, così nascono i diversi progetti che culminano in esposizioni a tema degli elaborati raccolti. Il MailArt Project che sarà presentato a Conselice chiude un viaggio iniziato un anno fa con la mostra nella saletta comunale di Castel San Pietro, proseguita a primavera in biblioteca a Bagnara e ora esposta a Conselice, dove verranno coinvolte le classi delle scuole locali con una sezione espositiva a loro riservata, a partire dal 25 ottobre.

SETTESCRIGNI. Sette, il numero perfetto, la sintesi dell’universo, può ben significare la completezza, la totalità. Ciò che è essenzialmente concluso. Ebbene, sono proprio sette i contenitori in metallo, quindi in materiale meno deteriorabile di altri, che Lamberto Caravita utilizza per custodire ciò che resta dei tesori dell’umanità, o meglio per conservare ciò che rimane dopo incendi, distruzioni, saccheggi, incuria, e il trascorrere inesorabile del tempo, di quanto l’umanità fin dai suoi albori ci ha lasciato. Basti tra gli altri ricordare l’incendio della biblioteca d’Alessandria d’Egitto ricca di preziosi papiri; la conquista di Perù e Messico con conseguente distruzione delle civiltà Inca, Azteca e Maya e delle loro scoperte scientifiche in ogni campo; le rivoluzioni e tutte le guerre che oltre a insanguinare il mondo, hanno annullato culture, documenti, opere d’arte non più recuperabili. Quello che rimane delle civiltà che ci hanno preceduto è quindi un patrimonio di inestimabile valore in quanto proprio sulla sua base si è costituita la scienza e la civiltà contemporanea. Già nel 1600 il filosofo Giambattista Vico scriveva che gli studiosi suoi contemporanei erano nani sulle spalle di giganti. Anche in un luogo dove prima era disordine, rinasce sempre un filo d’erba, uno stelo, un fiore. A conclusione di questo percorso, si colloca l’intuizione, la perizia tecnica e l’arte di Lamberto, capace di offrire le opportunità che si aprono alla sua feconda capacità di cogliere i segni del tempo contemporaneo.

(Dalla presentazione di Donatella Montanari)

 AMACI nasce come luogo di confronto, come tavola rotonda alla quale i musei associati e le istituzioni pubbliche e private del settore prendono parte per scambiare e confrontare idee, progetti e programmi. La reciproca condivisione favorisce una maggiore circuitazione dell’informazione e della conoscenza sostenuta anche da scambi profittevoli di esperienze formative nel campo della didattica dell’arte contemporanea, da trattative culturali con le principali realtà museali nazionali e internazionali e da accordi sinergici con il mondo dell’imprenditoria, che permettono di attuare joint venture capaci di declinare la professionalità del privato con quella del pubblico. Lo sviluppo e la crescita dell’associazione hanno permesso in questi primi anni la creazione di una fitta rete di relazioni tra musei e istituzioni, in grado di garantire un continuo scambio di progetti, programmi e conoscenze e un rinnovato dinamismo nel processo di sviluppo della cultura contemporanea.

 

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