Notizie ( non solo) di sport. Volley bello da vedere. Conte mugugna, ma mette in carniere altri 3 punti.

Notizie ( non solo) di sport. Volley bello da vedere. Conte mugugna, ma mette in carniere altri 3 punti.
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LA CRONACA SUL DIVANO. Volendo, di ‘ carne‘ ce n’è a stufo. Anche questa volta. Calcio ( con il secondo appuntamento della Nazionale di Conte a Malta), ciclismo ( Aru e soltanto Aru, fingendo di non avere incontrato Rebellin), auto ( Alonso che se ne va lasciando il posto a Vettel), moto ( vince Marquez, ma il maestro Valentino vestito di nuovo gli morde il coppetto), pallavolo ( belle brave e … un po’ cotte le nostre ragazze del volley), basket ( con l’esordio vincente di Milano); e oltre lo sport, il martirio di Genova, l’assedio integralista di Kobane  e il fantasma Ebola, che s’aggira anche per l’Europa.

L’AZZURRO CIELO DI MALTA. Se c’è un posto dove l’azzurro è di casa, quello è Malta. La bella Malta, quella dei Cavalieri e dei Caravaggio, ma anche d’una dignitosa Nazionale di semiprofessionisti, guidata da un italiano. A Malta l’Italia quadri campione del Mondo è andata  per i tre punti. Che s’è portata a casa, per un nonnulla ( 0-1). Ma che assommati ai sei precedenti fanno ora nove. Tanti per assestarsi in vetta al girone, con al calcagno gli ostici croati in goleada ( 0-6) contro l’Azerbaigian. .
Conte canta ogni giorno il ritornello che ‘ stiamo costruendo un cosa bella‘. E così dovrà essere dopo le due figuracce mondiali, e l’esclusione olimpica. Le ciance degli esterofili non arrivano al cielo. Navigano sott’acqua. Perchè se sarà vero che Conte riuscirà a ‘ costruire qualcosa di bello’ nonostante la sua naturale disposizione a  minimizzare allora il sogno pentaCoppa non sarà poi così remoto. Intanto notiamo, che gli illustri  fuoriusciti dal Mondiale navigano in cattive acque: la Germania Uber Alles s’è fermata, l’Argentina è stata stoppata da un Tardelli brasiliano, l’Olanda è  tornata nel dimenticatoio. Chissà perchè tante clamorose concomitanze? Chissà perchè la Spagna vincitrice di tutto manco ce la fa più ad imporsi con la dignitosa Slovacchia. Chissà? Misteri: Eupalla spiegaceli tu!

IL DOPING EBOLA DELLO SPORT. La ‘rosea‘, che se non ci fosse bisognerebbe inventarsela, prende il cuore tra le mani e piazza sul fondo di prima un quesito scioccante: ‘ Doping: Ebola dello sport?’. L’avvio parte dal caso Schwazer, emblematico di quanta omertà regni nello sport; allungandosi poi ( più o meno esplicitamente) all’intero universo sportivo.
Arrivando al sodo. ” La soluzione apparentemente più facile – suggerisce il direttore Monti – e drastica sarebbe quella di sottrarre al Foro Italico la potestà dell’antidoping. Ma tutto ciò comporta una serie di problemi non trascurabili sul fronte tecnico e soprattutto politico. L’eventuale efficienza dello Stato in materia di controlli è tutta da verificare, mentre l’autonomia della sport resta un valore fondamentale”.

E tuttavia la ‘rosea’ indica una strada veloce. ” Giovanni Malagò è un innovatore convinto. Di concerto con il ministero della Salute, si individui ( allora)  una persona altamente qualificata e dichiaratamente estranea ai giochi affidandole la direzione della Nada. Non credo nell’assioma- continua il direttore Monti – secondo cui allenandosi duro e restando puliti non si vince. Liquiderei la Gazzetta e i suoi 120 anni di vita. Ma ammettiamo pure che in sistema antidoping efficiente e severo possa rendere ancor più scarno il medagliere azzurro: che facciamo, alziamo bandiera bianca? Pensate che salto culturale sarebbe, se il Coni decidesse di correre il rischio. La Gazzetta è disposta sin da ora ad appoggiarlo…”. Intenti come questi allargano il cuore. Degli sportivi. Quelli incontaminati e veri.
Certo è però che se il tutto lo facesse l’Italia soltanto lasciando agli altri, tutti o quasi, di fare ‘ il comodo loro’, non solo  avremmo handicappato  il nostro sport ma avremmo lasciato il modo di promuoverlo gli altri. Tanti infetti mondi zeppi di falsi eroi, e tuttavia strapagati, stracelebrati, straindicati quali esempi da seguire, com’è capitato in  questi anni. Al danno si aggiungerebbe così  la beffa: che dice il direttore Monti?

I NUOVI STADI. Ancora non abbiamo capito se la legge sugli Stadi è esecutiva o no. Qualcuno ce lo faccia sapere. Intanto però, se non andiamo errati, ciascuno viaggia per proprio impulso. La Roma, da quel che ci fanno credere i burocrati capitolini, dovrebbe iniziare i lavori a breve. Speriamo soltanto che non glieli blocchino con una delle tante assurdità legali. Il Milan sta parlottando con l’Inter, non si capisce se vogliono restare temporaneamente dove sono, nell’attesa di un impianto tutto loro. In questo senso facciamo il tifo per Barbara che, tra i due, ci sembra quella con l’impulso più determinato.
Forse, più degli altri poveraccia, ha capito che senza uno stadio di proprietà ogni sogno è ciacolio. Compreso quello che fa il padre suo, che spera  con un chilo di fichi secchi di poter  celebrare il matrimonio del secolo. O anche, nel suo ( e nel nostro) caso, il ritorno del Milan alla casa dei padri, ovvero in quell’Europa vinta più volte e con squadre che hanno fatto la storia. Oltre che del bel calcio,  Sconcerti permettendo.

A breve dovrebbe essere ultimato lo stadio di Udine. Mentre si attendono nuove da Genova ( ora impegnata in tutt’altro), Roma ( sponda Lazio), Napoli ( De Laurentis permettendo).

LA ROSSA E I SUOI AMANTI. Liquidato Fernando, attende Vettel. Un bruno, un biondino. Un mediterraneo ( nonostante sia nato in Asturie), un todesco.  Fernando stia però    tranquillo, perchè se nei quattro anni con la ‘rossa’ non ha vinto un Mondiale poco conta. L’aver cavalcato per quattro anni sulla macchina dei sogni vale infatti  più dei titoli assegnati da Ecclestone e Todt. Ed è forse per questo che Vettel, il biondino, arriva nell’alcova più ambita al mondo. Se qualcuno, in Ferrari, saprà farsi rispettare ( soprattutto) durante la stesura dei regolamenti, certo è il ritorno della ‘rossa‘.  Oramai, manco un fanciullo, crede ai prodigi Red Bull e Mercedes. Che, per la prima volta nella sua storia, conquista un Mondiale. Siamo contenti non per Niki ( il traditore) ma per Toto Wolf, che ci sa tanto  italiano.

Intanto da Wall Street, Marchionne, lancia un grido di battaglia:  ” La ‘rossa’ tornerà  al vertice alla velocità della luce!”.

BELLE, BRAVE E … Ci aspettavamo almeno la finale, dopo che Cina e Usa le avevamo messe sotto. Invece, le altre ci hanno studiato e noi non ci siamo aggiornati. Berruto, contro le cinesi, sembrava  un turista in campo piuttosto che un condottiero dalla reazione rapida. Ci hanno fatto fuori. Abbiamo invocato il calo di condizione. Ma è stato quello il motivo della … ( mezza) delusione? Intendiamoci, numeri e pubblico, hanno decretato un successo per il volley femminile. Meritato. Tuttavia qualcosa in più, a quel punto, si poteva ( e si doveva) ottenere. Sarà per un altra volta?
Intanto abbiamo visto gli Usa salire sul gradino più alto del podio. E per noi non è stata una sorpresa, visto che con le novità di gioco evidenziate e col carattere che ( abitualmente) mettono nell’agone se non facevano fuori loro le ( favoritissime) brasiliane nessun altro lo avrebbe potuto. Tanto meno noi, che delle verdeoro soffriamo anche la sola presenza in tribuna.

IL CAMPIONATO

VI GIORNATA. INCONTRI: ( sabato 8) Verona-Cagliari ( ore 18) 1-0, Milan-Chievo ( ore 20,45) 2-0; ( domenica 9) Empoli-Palermo 3-0 ( ore 12,30), Lazio-Sassuolo 3-2 ( ore 15) , Parma-Genoa 1-2, Sampdoria-Atalanta 1-0, Udinese-Cesena 1-1, Juventus-Roma ( ore 18) 3-2, Fiorentina-Inter ( ore 20,45) 3-0, Napoli -Torino ( ore 20,45) 2-1.

CLASSIFICA V GIORNATA. Juventus punti 18, Roma, 15 ; Sampdoria 14;Udinese 13; Milan e Verona 11; Napoli 10; Fiorentina 9; Inter e Genoa 8; Cesena e Empoli 6; Torino 5; Cagliari,Chievo e Atalanta 4; Parma, Palermo e Sassuolo 3.

VII GIORNATA. INCONTRI: ( sabato 18) Roma-Chievo ( ore 18), Sassuolo-Juventus ( ore 20,45); ( domenica 19) Fiorentina-Lazio ( ore 12,30), Atalanta-Parma ( ore 15), Cagliari-Samp, Verona-Milan, Palermo-Cesena, Torino-Udinese, Inter-Napoli ( ore 20,45); ( lunedì 20) ( ore 20,45) Genoa-Empoli.

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