‘Te Reo’, il romanzo torna sul luogo del delitto. Ambienti e trame solo romagnoli.

‘Te Reo’, il romanzo torna sul luogo del delitto. Ambienti e trame solo romagnoli.
stefanoandrini

RIMINI. ‘Te Reo’, è il primo romanzo d’appendice 2.0. Nasce dai post pubblicati su facebook dal giornalista bolognese Stefano Andrini, per passare poi alle pagine di un piccolo volume edito per i tipi ‘Sensoinverso‘ (46 pagine – 9 euro).
Ambientazione e trama sono tutte riminesi e romagnole. Un cadavere dalla testa mozzata è ritrovato sulla superstrada per San Marino. Una misteriosa cupola, diretta dal grande vecchio ‘Sepolcro imbiancato’, trama per l’annessione alla Russia di questa parte della costa adriatica. Si scatena una lotta senza esclusione di colpi tra Putin e Obama. Rimini diventa il centro di un pianeta sull’orlo del conflitto nucleare, tra omicidi, colpi di scena e una piscina riempita di veleno, fa capolino persino il Papa.

LA PRESENTAZIONE. Per presentare il suo volume al pubblico, Stefano Andrini sceglie di “tornare sul luogo del delitto”, in una location che rappresenta l’immaginario collettivo della città: l’Embassy di Marina Centro. Quartiere dove si muove e s’incontra la ‘cupola’ descritta nel romanzo.
Giovedì 23 ottobre – ore 18, nella sala conferenza dell’Embassy, in cantiere un incontro a cui parteciperanno insieme all’autore, l’assessore alla Cultura di Rimini, Massimo Pulini, il penalista Alessandro Catrani e il caporedattore di San Marino RTV, Sergio Barducci. Un dialogo accompagnato e scandito da una colonna sonora live, tra il liscio di Casadei e la canzone popolare americana e russa, offerta dal complesso ‘Amarcanto Ensemble’.

I CONTENUTI. “Te Reo nasce come gioco, divertimento della scrittura, da una successione di post che ho pubblicato, 800 caratteri non di più, su facebook” spiega Stefano Andrini. Fioccano i mi piace, la rete fa da moltiplicatore di contatti e lettori e solo allora ‘Te Reo’, termine preso a prestito dalla lingua maori (significa la voce, l’eco, il suono inafferrabile), diventa un romanzo in carta e brossura.

Andrini contamina e incrocia generi letterari diversi: fantasy, thriller, giallo. Usa spesso toni forti, splat, la trama scorre tra omicidi e morti ammazzati, tra inaspettati e sorprendenti cambi di scena e di ruoli. I buoni diventano cattivi e viceversa, gli eroi lo sono solo in apparenza. Una foto di tempi in cui le nostre certezze sono finite a carte quarantotto e che il libro ci mette, una volta di più, davanti agli occhi.

 

 

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