Emilia Romagna. Cesena: il piano di Protezione civile in caso di allerte o allarmi.

Emilia Romagna. Cesena: il piano di Protezione civile in caso di allerte o allarmi.
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CESENA. Come sottolinea la missiva, il primo piano di Protezione Civile a Cesena risale al 1991, quando le norme nazionali non obbligavano i Comuni ad averlo. Nel 2006 è stato rielaborato e informatizzato, sino ad essere aggiornato nel 2012, delineando l’assetto attuale della Protezione Civile Cesenate. Cuore del Piano sono le modalità di intervento a seconda dei diversi rischi (sismico, idrogeologico, e altri eventi calamitosi) e il sistema di comunicazione attraverso active messaging (sms e email), studiato in modo tale da evitare interruzioni nel flusso di comunicazioni per attivare le procedure previste dal Piano.

Qui di seguito la lettera inviata ai consiglieri comunali.

” Nelle ultime settimane la stampa nazionale ha dedicato spazio ai fatti connessi con la terribile alluvione che ha colpito Parma ed, in particolare, all’analisi del sistema di allerta e di comunicazione della stessa fra protezione civile e comune. È notizia di ieri, infatti, che, stando a quanto riferito dagli organi di informazione, uno dei problemi di Parma è stato il mancato recapito dell’allerta al comune, in quanto il fax della protezione civile pare non essere stato protocollato con tempestività.

Riteniamo quindi di fare cosa utile, descrivendo come il piano di protezione civile adottato dal comune di Cesena, codifichi le procedure in caso di allerte o allarmi.

Il primo Piano di Protezione Civile per la nostra città, risale al 1991, quando ancora le norme nazionali non obbligavano i Comuni a dotarsene. Nel 2006 è stato rielaborato, introducendo una completa informatizzazione e l’utilizzo dei Sistemi Informativi Territoriali (le innovazioni introdotte comportarono una formale lettera di apprezzamento da parte della Prefettura). L’ultimo aggiornamento del Piano risale al 2012 e delinea l’assetto attuale della nostra protezione civile. Si tratta di un assetto che sappiamo già dovrà essere rivisto nel 2015, poiché ne sarà richiesto un aggiornamento ed una integrazione con i piani comunali dei Comuni dell’Unione Valle Savio.

Nello specifico, nel Piano sono stati studiati diversi scenari di rischio, per ognuno dei quali è stato definito il modello di intervento (rischio sismico, rischio idrogeologico, rischio idraulico, etc…). Per ogni scenario vi è il censimento degli elementi esposti, soprattutto in riferimento alla popolazione.

Il sistema di comunicazione è stato studiato in modo tale da evitare interruzione nel flusso di comunicazioni necessarie ad attivare le procedure previste dal Piano. A Cesena, infatti, indipendentemente da quando il fax viene formalmente protocollato (se arriva in un festivo o prefestivo, chiaramente può essere protocollato con qualche giorno di ritardo), tramite il sistema ‘active messaging’ (sms e email) viene in tempo reale trasmessa l’allerta diffusa dalla Regione a: sindaco, assessore competente, dirigenti di Protezione Civile, polizia municipale, edilizia pubblica e infrastrutture, responsabile dell’ufficio di protezione civile, tecnico reperibile.

Nella nostra provincia, per protocollo stipulato fra gli interessati, le allerte di protezione civile non pervengono dalla Prefettura, ma sono diramate direttamente dalla provincia che a sua volta li riceve dalla agenzia regionale di protezione civile.

I contenuti del Piano, come detto, sono articolati su scenari:

• Lo scenario rischio idrogeologico è completato da 2 sistemi di monitoraggio e allertamento (per la frana di Borello vi è un sistema elettronico che misura in tempo reale, tramite un inclinometro, i movimenti di frana, segnalandoli al comune; una rete idro-pluviometrica, attuata con il Consorzio di Bonifica, che segnala con sms quanta pioggia sta cadendo) che consente le attivazioni in tempo reale sulla base di dati oggettivi rilevati sul territorio. È infine previsto un protocollo di controllo dei corsi d’acqua da effettuare con personale tecnico e volontario, il censimento di tutti i sottopassi con controllo prioritario degli stessi per rischio allagamento e l’organizzazione delle procedure di evacuazione delle zone eventualmente interessate da allagamento;

• Lo scenario sismico prevede che, qualora il Sindaco avverta una scossa o venga invitato dalla Prefettura ad attivarsi in quanto i sismografi hanno registrato uno sciame sismico, si aprano queste procedure:

• Sciame sismico di lieve entità, senza danni evidenti: il sindaco convoca, nella sede ritenuta idonea, tutti i dirigenti responsabili delle varie funzioni del COC – Centro Operativo Comunale (in sostanza tutti i dirigenti del Comune, compreso il Segretario Generale), avviando le azioni minime prioritarie quali informazione, controlli diffusi sugli edifici pubblici a maggiore frequentazione, monitoraggio della situazione, comunicazione agli altri enti delle azioni intraprese.

• Scossa sismica di media o grossa entità: qualora funziono i telefoni, il sindaco convoca il COC nelle modalità sopra esposte. In caso contrario, il Piano prevede la ‘modalità di autoconvocazione’, secondo cui tutti devono autonomamente e rapidamente recarsi in sede. Detta sede deve essere in una struttura antisismica, in area non inondabile e facilmente accessibile. In attesa della prossima realizzazione della sede di Torre del Moro, il Piano prevede la sede alternativa Scuola primaria di Torre del Moro in via F. Coppi. Una volta raggiunta la sede, vengono attivati i primi lavori del COC;

• Gli altri eventi calamitosi, quali aluvioni, frane, neve, ecc, basano il proprio piano di intervento sulla tempestiva convocazione del COC, così come sopra descritta.

In tutta questa articolazione, è fondamentale non confondere i termini in uso.
Allerta è l’avviso numerato che viene inviato al Comune e che può contenere un avviso di Attenzione, o Preallarme, o Allarme. L’attenzione può essere di Livello 1, ossia lieve, o di Livello 2, più seria (a titolo di esempio, il livello di attenzione del Nevone del 2012 era di livello 2, i temporali quotidiani sono di livello 1).

Preallarme sta a significare una situazione con criticità elevata come ad esempio un fiume la cui piena è pericolosamente alta. Infine, l’Allarme viene lanciato quando è in corso un grave evento, quale può essere un fiume straripato o un sisma appena avvenuto”.

 

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