Non solo cronaca. Scontro Renzi-Camusso. Stato-mafia e il ‘ritiro’ di Luciano Violante per la Consulta.

Non solo cronaca. Scontro Renzi-Camusso. Stato-mafia e il ‘ritiro’ di Luciano Violante per la Consulta.
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IL PASTONE. Riesumiamo il vetusto e glorioso  pastone; non per concentraci su un solo argomento, però, ma per dare occhiate ad alcuni argomenti diversi.  Il filo che accomuna e ricuce il tutto  è quello prodotto dalla preoccupazione di capire cosa sta succedendo nel Bel Paese, dalle questioni di Governo a quelle del lavoro, dal rapporto Stato-mafia, alla Consulta, l’ Europa e quant’altro.

SCONTRO RENZI-CAMUSSO. A chi le chiede se rinnoverà la tessera del Pd, Susanna Camusso, leader della Cgil, non risponde. S’addentra invece, e con una certa verve polemica, sui comportamenti del premier a suo dire ” obbligato ai poteri forti del Paese”. I recenti scambi anche verbali tra Renzi e Marchionne  stanno a testimoniare, a suo dire, che l’ex sindaco di Firenze sbeffeggia il sindacato per puntare ad un nuovo ordine del mondo del lavoro in Italia. Un ordine che porterà danari ( soprattutto) nelle tasche del ‘ padrone‘,  o meglio, dei ‘poteri forti‘, come dimostrerebbe  l’intervento sull’Irap che farà risparmiare tanti soldi alle grandi aziende.
C’è dunque anche un problema di rapporti. Ma Renzi, come ha più volte ribadito, non intende discutere la legge sul lavoro con le parti sociali. ” Quello è compito del Parlamento” dice, invitando i sindacalisti a farsi eleggere nel caso in cui vogliano entrare nel merito della formazione di una legge. Dimenticando, è ovvio, che pure lui non si è fatto eleggere. E tuttavia, tra un colpo alla botte e una al cerchio, la polemica infuria. Sulle piazze, ma anche sui media. 

Pina Picierno, eurodeputata campana del Pd, ha sbottato ” Sono rimasta molto turbata dalle parole della Camusso che dice oggi che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è stata eletta con tessere false e che la piazza di sabato scorso a Roma è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò”. La CGil ha replicato indignata ricordando le primarie del Pd in Campania per l’elezione del segretario regionale, con brogli segnalati da tutte le parti, elettori che superavano anche del 20% il numero degli iscritti. Queso, dunque, il clima. Che bisognerebbe spazzar via, perchè non s’è mai visto  avanzare il Paese tra accuse, insulti, veti e così via.

STATO E MAFIA. Il giorno dopo la storica testimonianza di Giorgio Napolitano sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, Grillo ha fatto sentire i suoi squilli di tromba. Accusando di fatto il capo dello Stato di ‘omerà’ perchè ‘ colpevole’. ” presidente della Repubblica- ha tuonato Beppe Grillo- che fa distruggere i nastri delle conversazioni con un indagato in un processo di mafia, Nicola Mancino, e poi si rifiuta di rispondere pubblicamente ai giudici non si è mai visto”.

Ma cosa teme Napolitano? In molti se lo sono chiesti. Non senza scambi d’opinione molto forti. ” Puro delirio” ha replicato il Pd a Grillo. Mentre una sorta di scudo bipartisan s’è levato in appoggio al Presidente. La testimonianza di Napolitano è stata infatti letta come un atto che ” dimostra un grande senso di responsabilità”.

VIOLANTE E LA CONSULTA. ” E’ necessario fermare una deriva che offende l’autorevolezza delle istituzioni e la dignità delle persone. Ritengo perciò – ha fatto sapere Luciano Violante, in una  lettera al Corriere della Sera  - che rientri nei miei doveri invitare il parlamento a scegliere altra personalità ritenuta più idonea a ottenere il consenso necessario”. Siè ritirato in questo modo Luciano Violante, dopo 20 fumate nere, dalla corsa per la Consulta.

 CARICHE DELLA POLIZIA AL CORTEO AST? Scontri e reciproche accuse. Il corteo degli operai delle acciaierie di Terni-Ast a Roma ha riesumato vecchie forme di lotta.  Con tanto di accuse e contro accuse. Che poco possono portare di positivo ad un problema serio e urgente.
I manifestanti dopo essere  andati davanti all’ambasciata tedesca a roma per chiedere che il governo di Berlino interceda presso la Thissen per bloccare i licenziamenti all’impianto ternano, si sono diretti al ministero dello Sviluppo economico. Ma all’altezza di piazza Indipendenza sono stati bloccati dagli agenti in assetto antisommossa.
I lavoratori hanno cercato di sfondare il cordone, ma sono stati respinti dalle forze dell’Ordine. Non senza qualche ferito da ambo le parti.
Il sotto segretario  Graziano del Rio ha precisato ” Il governo è impegnato nell’affrontare la crisi dell’Ast di Terni ed effettuerà una verifica per quanto è accaduto. La situazione dell’acciaieria rimane difficile. L’azienda ha avviato la procedura di mobilità per 550 persone”.

 

 

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