Cesena:Rifiuti elettronici: arriva anche al Lungo Savio il progetto europeo per il loro recupero.

Cesena:Rifiuti elettronici: arriva anche al Lungo Savio il progetto europeo per il loro recupero.
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CESENA. Si chiama ‘Identis Weee’ e Hera ne è capofila. Per raccogliere questi rifiuti, nell’ambito del progetto, vengono utilizzati contenitori intelligenti (RAEE Shop), che funzionano con la tessera sanitaria: il primo a Cesena è al Centro Commerciale Lungo Savio. Nel territorio di Forlì-Cesena servito da Hera, solo nel 2013, sono state raccolte 1.591 tonnellate di RAEE. Offrire ai cittadini un servizio comodo e innovativo, recuperare materiali preziosi per le filiere produttive dell’elettronica e prevenire la dispersione nell’ambiente di rifiuti potenzialmente pericolosi.

Sono questi gli obiettivi del progetto europeo Identis Weee per il recupero dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che in un anno di attività ha permesso di raccogliere complessivamente oltre 29.000 Kg di RAEE, che aggiunge Cesena ai territori in cui è già avviata una sperimentazione unica in Europa. In questi giorni infatti Hera, capofila del progetto, ha posizionato al centro Commerciale Lungo Savio di via Jemolo 10 un RAEE-shop, un cassonetto ‘smart’ (intelligente) in cui è possibile conferire vari tipi di RAEE.

Il nuovo modello di RAEE Shop, recentemente rinnovato dal Consorzio Ecolight in collaborazione con Hera, funziona con la tessera sanitaria e dispone di una bocchetta in più, per permettere anche il conferimento differenziato delle lampade a risparmio energetico. L’ampliamento dei punti di raccolta e il rinnovo dei contenitori sono fra gli obiettivi del progetto che mira all’utilizzo e alla diffusione di un sistema che renda completamente tracciabili i RAEE. Si utilizzano strumenti per la raccolta tecnologicamente all’avanguardia utili a monitorare il percorso dei RAEE fin dal loro diretto conferimento. I nuovi contenitori contribuiranno a far crescere anche il dato di raccolta RAEE a Forlì-Cesena, che lo scorso anno, nel territorio servito da Hera, ha raggiunto le 1.591 tonnellate.

Per supportare ogni fase di Identis Weee, che coinvolge vari attori (cittadini, grande distribuzione, gestori servizio raccolta), Hera ha ideato alcuni tipi di contenitori intelligenti, voluti come oggetti semplici da utilizzare, per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini. In realtà si tratta di congegni complessi, pensati per garantire la piena tracciabilità del rifiuto, da chi lo butta fino alla destinazione finale. I contenitori sono dotati di sistema di riconoscimento dell’utente e di sensori che indicano il livello di riempimento, così da programmarne con precisione gli svuotamenti; possono avere sistemi di controllo e allarme per contrastare atti vandalici e aperture improprie.

I contenitori utilizzati nella prima fase della sperimentazione, per la raccolta dei piccoli RAEE (detti R4), fanno parte dei quattro tipi realizzati da Hera nell’ambito del progetto Identis Weee e sono tuttora collocati presso punti vendita della grande distribuzione organizzata. Nei nuovi RAEE Shop posizionati in questi giorni si possono conferire, oltre ai piccoli RAEE (R4), anche lampade a basso consumo, che rientrano nella categoria di RAEE detta R5. Per utilizzare i nuovi contenitori, appena posizionati, basta portare la propria tessera sanitaria e seguire attentamente le istruzioni. Il corretto utilizzo del cassonetto smart ne garantisce anche il buon funzionamento e permette di effettuare facilmente i conferimenti.

Le apparecchiature elettriche ed elettroniche sono sempre più presenti nel nostro quotidiano, ma non tutte, a fine vita, seguono un iter corretto di conferimento e smaltimento. Secondo una recente stima operata da REMEDIA, uno dei principali sistemi collettivi italiani per la gestione dei RAEE, potenziare il recupero di materie prime e seconde potrebbe portare, in Europa, fino a 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro. La creazione di nuova occupazione sarebbe unita al recupero di materie prime che, nel caso dei rifiuti elettronici, rappresentano un vero e proprio tesoro: l’ultimo report delle Nazioni Unite sui RAEE mostra che annualmente nel mondo si producono fino a 50 milioni di tonnellate di rifiuti di questo tipo, dai quali si potrebbero ricavare, ad esempio, 320 tonnellate di oro e 7.200 di argento, ma solo il 15% di questo tesoro viene recuperato.

Il progetto europeo Identis Weee è nato per contribuire alla corretta raccolta di questi rifiuti, con un’attenzione particolare agli R4: i piccoli RAEE che spesso sfuggono ai circuiti di recupero e non vengono differenziati. Proprio perché sono di dimensioni ridotte, questi oggetti di uso quotidiano (come telefoni cellulari, calcolatrici, giochi elettronici) rischiano infatti di essere buttati nell’indifferenziato. Con la realizzazione di Identis Weee e degli strumenti a supporto è stata di fatto anticipata la Direttiva UE del 2012 sui RAEE, che è entrata in vigore in Italia nell’autunno scorso. La nuova normativa prevede importanti novità, come l’obbligo imposto ai grandi distributori di garantire il ritiro gratuito dei RAEE, pure di piccolissime dimensioni, anche senza il contestuale acquisto di nuovi apparecchi (il cosiddetto: ‘uno contro zero’). Proprio perché ideato per condurre i RAEE a corretto conferimento e recupero, il progetto Identis Weee, che ha raggiunto ora la fase di piena sperimentazione, sarà probabilmente adottato come buona pratica dall’Unione Europea e sta suscitando l’interesse di consorzi internazionali che operano nel nord Europa.

 

 

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