Non solo cronaca. Tensione al G20. Il diluvio sul Belpaese. Il Papa: sì all’obiezione su eutanasia e aborto.

Non solo cronaca. Tensione al G20. Il diluvio sul Belpaese. Il Papa: sì all’obiezione su eutanasia e aborto.
Maltempo

LA CRONACA. La lista dei corsi d’acqua straripati è lunga. Come non mai. Segnalati un po’ dovunque nel Nord Italia, quelle regioni cioè che un tempo erano vanto di grande efficienza ( non soltanto)  ambientale. Dicono che questo sia, per il nostro Paese, l’anno più piovoso dalla sua  storia.
Dicono, forse per trovare un alibi a quelle migliaia di amministratori che si sono succeduti alla guida di quei territori da una cinquantina d’anni a questa parte. Certo è che , a livello meteo generale,  qualcosa di importante  sta cambiando. Gli esperti dell’ Onu denunciano infatti un livello di gas serra ai massimi da 800 mila anni. Un altro segno, se confermato, di qualcosa rivoluzionando la vita del Pianeta. Profondamente.

ANCHE I PICCOLI CORSI D’ACQUA. A preoccupare, comunque, non sono soltanto i grandi corsi d’acqua ( l’Adda, il Ticino e soprattutto il Po, tenuti sotto osservazione 24 ore su 24); ma anche i piccoli fiumi o fiumiciattoli che, per ragioni improvvise, si trasformano in implacabili castigamatti di popolazioni che non hanno saputo convivere  fruttuosamente con i propri territori. C’è stato infatti qualcosa ( in questi ultimi decenni ) che ha spezzato quel sottile filo tra uomo e ambiente, un tempo gelosamente accudito, e oggi relegato all’improvvisazione delle  amministrazioni ( non solo) locali  e ad  una fragilità congenita  di cui gli avi avevano sempre tenuto conto.

E così il Belpaese geme  sotto ferite ogni volta più letali. Ci sono territori, ormai, dove l’alluvione di turno va messa in conto. Al pari d’una tassa da pagare. E da un momento all’altro. Ad ogni stagione. Con vittime, danni e costi inauditi.

Volete un aggiornamento? Eccolo: dà preoccupazione l’Adda nel Pavese, mentre i Tanaro ( con il Po) è monitorato con particolare attenzione a valle della confluenza tra Orba e Bormida.  C’è ansia anche per l’innalzamento progressivo dei laghi Maggiore e Orta, che si spera raggiungano il massimo domenica pomeriggio.
E ancora, a tenere desta l’attenzione e l’allerta della Protezione civile, sono : il Riasso, il Bisagno, il Fereggiano, il Torre, il Sant’Antonino, il Ca’De Rissi, il Fegino, il Ruscolo, il Torbella, il Cerusa, la Stura, il Bormida, il Seveso, il Lambro, il canale Depretis, i torrenti Dandoglio, stafora, Versa, Curone, Scuropasso, il rio Lovassina, il Grue, il Lemmme e … senza mancar di attenzione per alcuno, chiudiamola qui.

TENSIONE AL G20. A Brisbane, in Australia, nel corso del G20, s’è temuto il colpo di scena. Alcune voci davano infatti il premier russo Putin pronto ad abbandonare il vertice. Cosa non verificatasi. La questione Ucraina, per la quale la Russia si trova ( sostanzialmente) isolata, sta pesando e non poco nei rapporti tra i grandi della Terra. Qualcuno aveva definito l’aggressione russa ” una minaccia per il Mondo”. Putin non l’aveva presa tanto bene, convinto com’è di stare dalla parte della storia.

Poi, invece, si è proceduto. E si è avuto così il modo di parlare anche d’altro, oltre alla questione Ucraina che comunque resta sul tappeto soprattutto tra russi e americani. Si è parlato inoltre di sviluppo mondiale ( da incrementare portandolo intorno al 2%) , di Europa ( ” L’ Ue cambi passo” ha ammonito il nostro premier), e perfino dei due Marò.
In proposito Renzi ha visto il premier indiano Modi, con scambio di opinioni, senza però sortire gli effetti positivi sperati. Renzi ha così potuto ribadire il soluto deprimente auspicio ” Faremo di tutto per far tornare a casa i nostri due militari”. Accusati, i nostri, e lo si tenga ben in mente, di un reato per il quale stavano combattendo. Anche questo è un segnale significativo per un Italia ancora debole. A livello interno ed esterno. Sì, troppo debole.

IL PAPA FAVOREVOLE ALL’OBIEZIONE.  Quando la Chiesa fa la Chiesa c’è poco da eccepire. Coloro che non la condividono possono ovviamente dissentire, non possono invece dirle quel che deve o non deve fare. Alla Chiesa fa capo infatti un ‘progetto complessivo di vita’ che non potrà mai acconsentire cedimenti su temi come l’aborto o l’eutanasia.

” Il pensiero dominante – ha indicato papa Francesco – propone una falsa compassione: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica produrre un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono … Per restare fedeli al Vangelo della vita e al rispetto di essa, è necessario invece fare quelle scelte coraggiose e controcorrente le quali, in particolari circostanze, possono evitarci l’oblazione della coscienza”.
Giusto così, quindi. Tra mille verità,  che almeno una che risulti chiara. Esauriente. Non improvvisata. Slegata da lacci e lacciuoli. E forte.

 

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