Notizie ( non solo) di sport. Nazionale, un pari che non convince. Ritrovare la ‘ fiducia in noi’.

Notizie ( non solo) di sport. Nazionale, un pari che non convince. Ritrovare la ‘ fiducia in noi’.
Italia-Croazia ( rep) images

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Campionato fa schifo? La Nazionale pure? Nessuna paura: basterà chiamare in panca un certo Maurizio Pistocchi, opinionista Mediaset di ( ormai) lungo corso. Risparmiano tempo, denaro, dispiaceri. Sì, perchè non ci sarà più bisogno di pensare ad un governo del calcio all’altezza, a nuovi impianti, ai ( possibili) vivai nostrani, alle Coppe e al marchandising. Basterà lui, che di noi risalta sopratutto l’ombre piuttosto che la luce, con una perentorietà che lascia senza replica.

Ci ispira. Per una serie di considerazioni. Conte? Costa tanto e potrà fare quel che hanno fatto gli altri. I ragazzi in campo? Scialbi, compassati,  e con poca grazia. Il gioco? Scarso e ( al massimo) da play station. Gli impianti? Obsoleti o  da archeologia sportiva… Messa così, lo capiamo, non abbiamo speranze.
Quindi, per tagliare la testa al toro, senza complicarci ulteriormente le cose, chiamiamolo al buon Maurizio e come fecero i Romani con Cincinnato  affidiamogli i poteri del dictator sul tutto. Forse con lui, forse solo così, (ri)troveremo la luce in fondo al tunnel ; e quella che fu una  delle scuole di calcio  più decorate al Mondo potrà risalire la china del continuo degrado. E tornare a zampettare sui campi in erba come zampettano (non solo ) Germani, Angli e Ispanici, ma ( anche ) gli ultimi della Terra.

LA SCUOLA ITALIA. Del calcio nostrano se ne dicono di cotte e di crude. Stantii in campo, esportiamo però allenatori e giocatori a josa. A dire il vero, ogni tanto, qualcuno ce lo rispediscono a casa, però il nome della scuola italiana resta alto. Alto ovunque, fuorchè fra le mura domestiche.
Dove, visto che  non abbiamo più stadi,  talenti e neppure un gioco decente, gli allenatori in carica non tirano più fuori un ragno dal buco. La Juve, ad esempio, che ( mille ragioni) dovrebbe aspirare ad essere vista come uno dei pochi esempi di società credibili del Vecchio Continente, sul campo, latita, incerta come un putto alle prime sgambate.
La Roma, nonostante il suo centurione, è troppo disabituata alle alte quote, per cui, al primo azzardo rischia la bastonatura esemplare. Il Napoli saltella tra l’ispanico che ha nostalgia di Liverpool e il presidente che ha quella della California. Le Milanesi, poi, se la sono data a gambe levate. Una improvvisa povertà le ha colte e spente, in pochi anni, depredandole violentemente, visto che l’Inter anche solo quattro anni fa poteva gridare al Mondo d’essersi aggiudicata il tutto.

Al Milan non bastano più le messianiche discese dal cielo del suo vecchio ductator, più simile ad un Don Chisciotte che ad un console romano, e si veleggia ( nonostante la passio del Pippo) col vento di giornata. All’Inter, con un presidente che per farsi ascoltare in diretta deve volare ogni volta per diecimila chilometri ( o giù di lì), evidentemente, c’è qualcosa che non convince. E’arrivato però il Mancio da Jesi, e forse lui, potrà smentire il Pistocchi. Ma prevediamo che gli sarà dura. E comunque staremo a vedere. Speranzosi. In fondo, che altro potremmo fare? 

UN PAESE DA RICOSTRUIRE. Siamo dell’idea che se non avessimo fatto la seconda grande ( disastrosa) guerra non staremmo qui con il capello in mano davanti a frau Merkel  o ad un premier indiano che ci mette in sala d’attesa per ascoltare le ragioni sacrosante di due militari che hanno fatto solo  quanto ordinato. Ma tant’è, la guerra, sciagurata, è stata fatta, e noi ci ritroviamo qua, soli soletti,  in balia dei marosi. Senza nazione, senza animus pugnandi, senza fede.
Il giovane Renzi, compaesano del Macchiavelli e del Magnifico, ci sta incitando ” a riconquistar la speme persa in noi stessi’.  Dimenticando, forse, che solo con qualche segnale concreto in più  e qualche ciacola in meno ci renderebbe  tutto più agevole. Almeno lui, tra le tante giovanissime speranze gettate nell’agone politico in questi mesi. 

LA NAZIONALE. E veniamo allo sport, sport – sport, con un occhio alla Nazionale.  Dominata dai Croati che quando devono giocare contro l’Italia da ‘ biancorossi‘ diventano solo ‘ rossi‘, eppure ancora in corsa per la qualificazione all’Europeo 2016. Certo che, dovessimo andare a Parigi, con questa truppa, ci faremmo solo sbeffeggiare dagli amatissimi cuginetti d’Oltralpe.
Se poi per recuperare speranza dobbiamo ( tornare a) chiamare Balo, ci vien da pensare che più alla frutta di così non si potrebbe essere. Il Balo, che sarà pure un bravo ragazzo, non ha dato l’impressione d’essere il messia annunciato dai media. Anzi, metterlo in squadra pone non pochi problemi.
Chiedere al Milan, ma anche al Mancio. I pollastri del Liverpool se ne sono accorti e, infatti, cercano di sbolognarlo. Possibilmente ancora in Italia, dove il Raiola suo manager trova inesauribile ispirazione. Sulla scorta della collaudata esperienza ” che ad ogni soffio di vento meglio è cambiare, e far cambiare, aria”. Al suo, non nostro, Balo.

GRUPPO H: Croazia ( 4 partite ) punti 10 ( 10 gf e 1 subito); ITALIA ( 4) punti 10 ( 6 gf e 2 subiti); Norvegia (4) punti 9 ( 6 gf e 3 subiti); Bulgaria punti 4, Malta punti 1, Azerbaigian punti 0.
PROSSIMI INCONTRI. Croazia-Norvegia ( 20/03/2015), Bulgaria-Italia  ( 20/03/2015), Croazia -Italia ( 12/o6/15).

 

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