Libri. L’apprendista di Babbo Natale, una toccante favola firmata da Bonifacio Vincenzi.

Libri. L’apprendista di Babbo Natale, una toccante favola firmata da Bonifacio Vincenzi.
copertina Babbo Natale

LIBRI.L’APPRENDISTA BABBO NATALEBabbo Natale è alla ricerca del suo successore, un bambino buono e gentile di nome Nicolaus che un giorno, quando lui sarà troppo vecchio, potrà prendere il suo posto. Dopo mesi e mesi di ricerche, finalmente lo trova. Ed è davvero speciale il piccolo Nicolaus perché è un bambino Down. Non resta che comunicarglielo attraverso l’intercessione del suo angelo custode: il combina-guai Strauss! Dapprima Nicolaus rifiuta, non si sente all’altezza del compito.
Ma le parole dolci e sincere di Babbo Natale, alla fine, lo rendono fiero e orgoglioso di sé. La notte di Natale, il povero Babbo non può portare i regali, a causa di una caduta dalla slitta. Così sarà compito di Nicolaus e del suo angelo custode maldestro e scansafatiche consegnare i regali ai bambini di tutto il mondo, regalando a noi tutti belle sorprese!
Bonifacio Vincenzi, nome già noto ai lettori di Kymaera Edizioni, racconta così la scelta di un protagonista speciale come il piccolo Nicolaus: “Agli occhi di Babbo Natale è un bambino sensibile, affettuoso, gioioso e che riesce a voler bene a tutti. Queste sono delle buone motivazioni per giustificare una sua scelta piuttosto importante. Ho scritto questa storia per i bambini” – continua Vincenzi – “cioè per delle creature che hanno una sensibilità incontaminata. Se a loro la storia piace diranno che sono bravo. Se invece non piace diranno che non sono bravo. Una valutazione elementare ma piuttosto efficace e veritiera”. L’apprendista Babbo Natale è una favola per bambini e per adulti, che fa sorridere e apprezzare ancora di più il significato del Natale, affrontando in modo semplice e coraggioso un argomento delicato come la Sindrome di Down.

 

Per informazioni visitate Kymaera Edizioni all’indirizzo www.kymaeraedizioni.it/i- nostri-ebook/i-nostri-autori/.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA TRAMA. Il momento tanto atteso era finalmente arrivato. Ancora pochi minuti e Babbo Natale avrebbe comunicato, alla Commissione composta dai folletti più anziani, il nome del suo giovane successore. Per due anni Babbo Natale aveva seguito, da una grossa e magica sfera di cristallo, tutti i bambini del mondo che si chiamavano Nicolaus. Questa sua occupazione l’aveva divertito molto. Tutti i bambini erano fantastici e riuscivano ad essere così felici quando, spensierati, giocavano tra di loro. Babbo Natale li osservava attentamente ma non riusciva a decidersi sulla scelta da fare. Tutti erano bravi. Tutti meritavano di prendere un giorno, quando lui sarebbe diventato troppo vecchio, il suo posto.
Passavano i giorni, le settimane, i mesi e Babbo Natale proprio non riusciva a prendere una decisione. Più bambini guardava più si convinceva che la sua scelta sarebbe stata davvero difficile. Poi, una domenica pomeriggio, dalla sua sfera di cristallo era apparso lui, il Nicolaus che stava cercando.

«Eccolo!», esclamò Babbo Natale. «È lui, è lui! Finalmente l’ho trovato!». Per fortuna quel giorno si trovava solo in casa altrimenti sarebbe stato davvero imbarazzante per chiunque guardare quell’uomo di sessantacinque anni, alto e robusto, con i capelli ondulati ma ormai bianchi da tempo e la barba folta e bianchissima, saltellare felice proprio come un bambino. L’aveva trovato finalmente! Babbo Natale non riusciva a contenere la sua gioia. Quel bambino un giorno, quando sarebbe stato abbastanza grande e preparato per farlo, avrebbe preso il suo posto e avrebbe, nel periodo di Natale, esaudito tutti i desideri dei bambini del mondo.

Ma cosa aveva di particolare questo bambino, per renderlo così felice? Francamente, non lo sapeva. Aveva guardato migliaia di bambini ma nessuno era riuscito a colpirlo così tanto. Questo bambino era davvero speciale. Rideva felice in continuazione, buttava fuori la lingua, abbracciava tutti affettuosamente. E probabilmente, pensò Babbo Natale, non amava molto le scarpe visto che le aveva appoggiate sopra ad una panchina del parco e continuava a giocare camminando e correndo a piedi nudi. Ma un altro aspetto lo colpì particolarmente: quel bambino portava dei bellissimi occhiali che lo rendevano ancora più affascinante e simpatico.

Per giorni Babbo Natale, sgranando gli occhi per la sorpresa, aveva continuato ad osservare quel bambino dalla sua magica sfera di cristallo. Spesso vedeva sua madre che gli correva dietro per cercare di fargli mettere le scarpe. Ma non c’era verso: Nicolaus e le scarpe non sarebbero mai diventati amici!

Come tutti ben sanno i folletti sono gli aiutanti più fidati di Babbo Natale. I folletti sono delle piccole e simpatiche creature. Hanno lunghe orecchie appuntite, si vestono di rosso o di verde, e la maggior parte di loro lavorano attivamente nel Laboratorio di Babbo Natale, dove costruiscono i giocattoli richiesti dai bambini. Ma forse non tutti sanno che i sette folletti più anziani fanno parte della Commissione dei Saggi e che il loro compito è quello di consigliare Babbo Natale quando deve prendere delle decisioni importanti. Quella sera i sette anziani folletti morivano dalla voglia di guardare, dalla magica sfera di cristallo, il volto di Nicolaus, il bambino che tanto aveva affascinato Babbo Natale.

Prima di entrare nella grande sala delle riunioni, Babbo Natale diede ancora un’occhiata alla sua magica sfera di cristallo. Nicolaus era seduto nella sua cameretta e stava ascoltando estasiato un brano musicale. Il bambino amava molto la musica e questo inorgogliva ancora di più Babbo Natale che condivideva da anni la stessa passione.

Due leggeri colpi di nocche sulla grande e massiccia porta color noce e lui entrò. Gli anziani folletti lo accolsero con una meravigliosa aria di festa. Erano tutti curiosi e visibilmente eccitati, e quando Babbo Natale appoggiò la sua sfera di cristallo sul tavolo i sette folletti si dimenticarono della loro compostezza abituale e si ammassarono intorno alla sfera in attesa dell’apparizione del volto del piccolo Nicolaus. Finalmente era venuto il momento: il momento di conoscere i tratti di quel bambino che un giorno sarebbe diventato Babbo Natale, il momento di porre fine a quell’attesa che per gli anziani folletti era ormai diventata insopportabile. Erano tutti felici, immensamente felici. Poi, inaspettatamente, appena il volto di Nicolaus apparve nella magica sfera di cristallo, un pesante e imbarazzante silenzio piombò nella sala. Era come se tutti, all’improvviso, avessero avuto paura di parlare. Eppure le parole in quel momento erano più che mai necessarie e qualcuno dei sette folletti doveva prendersi la responsabilità di dire qualcosa per giustificare quel silenzio che avrebbe sicuramente infastidito Babbo Natale.

«Ma è un bambino down…». Furono queste le uniche parole che si sentirono nella sala e a pronunciarle era stato Joffo, il più anziano dei sette folletti. Per un momento Babbo Natale rimase stupito. Di sicuro non si aspettava da Joffo, che era considerato il più saggio dei folletti anziani, un’osservazione del genere. Dopo un po’ rispose: «Sì, è un bambino down. Che cos’ha che non va?». «Niente, però…»
«Però, cosa?», incalzò ancora Babbo Natale visibilmente infastidito. Joffo esitò un attimo prima di rispondere. Poi, farfugliando, disse: «Non gli crescerà neppure la barba quando diventerà adulto”. «Questo non sarà di certo un problema. Comunque io non ho dubbi: sarà questo bambino che prenderà un giorno il mio posto.»
«Perché proprio lui?», chiese ancora Joffo. «L’ho osservato molto bene e a lungo. È un bambino sensibile, affettuoso, gioioso e che riesce a voler bene a tutti. E anche perché non esistono bambini down. I bambini, agli occhi di Dio, sono tutti uguali.» E con queste parole Babbo Natale chiuse la discussione. Dopo una breve pausa, i folletti si guardarono e sorridendo, in coro, urlarono: «Evviva il piccolo Nicolaus! Evviva Babbo Natale

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