Cesenatico, sempre più città della musica. Lo swing in Italia fra America e ‘inique sanzioni’.

Cesenatico, sempre più città della musica. Lo swing in Italia  fra America e ‘inique sanzioni’.
Trio Lescano

CESENATICO. Possiamo immaginare che quando un uomo preistorico, percuotendo un tronco cavo ne trasse il primo suono, la sua tribù cominciò ritmicamente a muoversi. Era nato il primo rito aggregante che sarebbe sfociato un giorno nel ballo, un divertimento sociale che lungo i secoli ha fatto passi da gigante. Dalle danze tribali alle danze di corte, alla febbre per il ballo ritmato che esplose in America, patria del gusto moderno e di una libera accettazione delle novità.

In un crescendo, da Josephine Baker a Glenn Miller passando per George Gershwin, dal Charleston allo Swing che arrivò in Italia proprio mentre si affermava il regime fascista. Da noi all’inizio, le canzoni swing rappresentarono una bonaria satira, prendendo in giro i gerarchi (ad esempio Bombolo composta da Marf, un forlivese purosangue), diventando poi un mezzo di aperta protesta osteggiata dall’occhiuto Minculpop, il Ministero per la Cultura popolare.

In Italia le canzoni swing accompagnarono le mode, le tendenze, le Manifestazioni politiche come la campagna ‘Oro alla Patria‘ in cui gli italiani donarono al Regime le loro fedi nuziali. Furono anche testimoni degli sforzi italiani per produrre autarchicamente i prodotti industriali, viste le ‘inique sanzioni’ che la Società delle Nazioni ci aveva comminato dopo l’invasione dell’Etiopia. Grandi cantanti vennero alla ribalta durante il ventennio che va dal 1925 al 45: fra gli altri Alberto Rabagliati, Natalino Otto e Silvana Fioresi, ma fra tutti emerse il Trio Lescano colla loro celebre Tulipan. La conferenza si avvale di ascolti originali delle canzoni dell’epoca. 

 

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