Notizie ( non solo) di calcio. La Signora ce l’ha fatta. Ora tocca alla Lupa farsi rispettare dal City.

Notizie ( non solo) di calcio. La Signora ce l’ha fatta. Ora tocca alla Lupa farsi rispettare dal City.
Roma ( rep.) download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. La Champions infuria, con l’ultimo turno gironi. dalle partite di martedì sbucano Atletico e Juve ( gruppo A), Real e Basilea( gruppo B), Bayern L. e Monaco ( Gruppo C) e Borussia D. e Arsenal ( gruppo D); vanno in campo invece  mercoledì 10 gli altri gruppi, tra i quali quello della Roma ( gruppo E). 

Allora, tanto per sfatare i complessi d’inferiorità, questa volta la Signora ha scavalcato l’ostacolo. Avrebbe voluto farlo da prima del girone ( dato che i vantaggi non sono nè pochi nè ininfluenti), ma dopo ’75 ha mollato la presa. I ‘materazzai’ infatti si sono mostrati impenetrabili quanto una squadra di Nereo Rocco. Rischiare oltre misura sarebbe stato sciocco e la Signora ha  così iniziato un palleggio che, pensando a consumare tempo, è arrivato tranquillamente fino al fischio finale.
Cosa farà ora la Signora non è dato, ovviamente, a sapere. Certo che essersi liberata d’un inspiegabile groppo non è cosa da poco. Potrebbe darsi infatti che, come in tutti questi casi, riesca a raccogliere energie riposte e finora mai  impiegate. Sì, perchè è abbastanza strano che la Signora abbia rendimenti tanto diversi tra Campionato e Coppe. I soliti capiscioni sostengono che l’Europa è un’altra cosa, sminuendo il nostro calcio. Ma, tutti costoro, che se ne stanno comodamente rifocillati ( soprattutto) in quegli studi televisivi, vogliono una volta per tutte spiegarci in che realmente consista ‘ l’altra cosa’?
Per noi che siam profani, l’unica vera differenza è che in Europa corrono più che alle Olimpiadi o a qualche altro appuntamento mondiale. Ma siccome bene e spesso alle Olimpiadi ( e affini) qualcuno ( ogni tanto) deve spiegare le ragioni ( vere ) delle sue prestazione finendo nella rete dei controlli, non è che anche qui ci sia qualcosa da chiarire, andando finalmente al nocciolo della verità. Smanettando anche tra gli intoccabili. Tra tutti quei ragazzotti che corrono a perdifiato minimo per 90 minuti rimandano la memoria su certi sport spesso imbottiti d’energie prodigiose che non sono certo generate da una innocente dieta  a base di bresaola, verdura e frutta.

Auguri, in ogni caso, alla Lupa. Ce la facesse a mettere a tacere gli ‘spendaccioni’ del City sarebbe opera meritoria. Per il nostro calcio, per il calcio europeo che ( dopo avere messo la testa nel sacco) non può far passare anche l’dea che per vincere occorrono solo petrodollari qatarioti o russi o orientali.
Dopodichè,detto tutto questo, speriamo anche nelle quattro di Europa League, dove soprattutto il Toro rischia. Potrebbe qualificarsi con una vittoria, ovviamente, ma anche in caso di sconfitta, però solo se si verifica una mancata vittoria dell’Hik. Giovedì andrà in trasferta a Copenaghen. Con due italiane in Champions e quattro in Europa, nel caso di qualifica di massa, potrebbe verificarsi il caso inatteso d’un 2015 ‘ impostato‘ all’italiana.

QUALCOSA ANCORA SUL CAMPIONATO. In attesa della Champions, con Juve e Roma in corsa, per ritrovare almeno l’onore nell’Europa che conta, qualche parola ancora sull’ultimo turno di Campionato. Ebbene: Juve rallenta, ma che non perde posizioni e punti, Roma che non ne approfitta, genoane sugli scudi ( come non mai da qualche decennio a questa parte) e milanesi col morale sotto i tacchetti dopo gli ultimi disastri.
Che la Juve governi dal tempo dei pionieri questo Campionato è storia nota. Del resto le altre, come la Roma, ad esempio, non sanno quasi mai approfittarne, per cui, tra una ciancia e l’altra, tra una sparata e l’altra, tra una equazione e l’altra … il risultato non cambia. Morale: chi è autore dei propri limiti pianga solo se stesso.Sulle genoane, invece, influiscono due miracoli: Gasperini e, soprattutto, Mihajlovich. A chi altri, infatti, attribuire la miracolosa metamorfosi di due squadre che fino a qualche mese fa giocavano per la sopravvivenza e poc’altro? Milanesi, poi, disperate.

Ma per che cosa? Anche qui varrebbe ripetere: chi è causa del proprio mal pianga ( solo) se stesso. Sì, perchè, non è possibile vedere due glorie come queste piombare, da un giorno all’altro, nella miseria più nera. L’Inter affogata nei debiti ( che l’indonesiano vuol ripianare in un arco di tempo indefinito, manducando però sulle spalle del Biscione); e il Milan impotente, povero lui!, vittima dell’improvviso diktat Mediaset, abbandonato nelle mani di un Galliani non più in grado di celebrare nozze fastose con qualche cesto di fichi secchi, senza più un Berlusca che scende dal cielo e con una Barbara ambiziosa ( e pure brava a portare a casa 100 milioni dai qatarioti) ma senza effettivo potere all’interno d’un mondo che, se potesse far da sola, rivolterebbe come un calzino.

Inter e Milan, dunque, alle cui glorie tuttora il mondo s’inchina, viste sul campo, sembrano due giganti addormentati. Poco sta facendo Mancio da Jesi, pochissimo sta facendo Super Pippo per cambiare rotta. Ma che gli è saltato in testa, al Mancio, quando ha pensato di tentare questa avventura? E chi ha avuto la bella pensata di mettere al timone d’una corazzata un marinaio d’acqua dolce con l’esperienza d’un bagnino?
Come possono,ora, i loro padroni, dar da bere al Mondo che solo con quei due potranno tornare al vertice? Così, semmai, tornano indietro. Ed è questo il pericolo vero delle due milanesi decadute. L’Inter sta già nella parte sinistra della classifica, il Milan ( stante l’attuale trend) non aspetterà molto a raggiungerla. E così, il vecchio San Siro, deputato ad accogliere nel 2016 un’altra finale Champions, tra due anni, potrà solo piangere, in silenzio. Dai suoi spalti vuoti. Ma che t’hanno mai fatto, e dove t’hanno mai relegato, questi tuoi nuovi signori, o antica e terribile Mediolanum?

MILAN CHANNEL. Ci sono appuntamenti, all’interno del canale tematico del Diavolo, in cui albergano quattro o cinque ( soliti) commentatori. A dirimere tutte le questioni c’è, possibilmente, il direttore. In Stadio Milan, solitamente nella prima serata del lunedì, si vorrebbero trovare cure e rimedi ai mali del Diavolo. I commentatori, tra i quali un sempre vispo Basletta, l’ indimenticato angelo protettore del divino Rivera, cianciano a ruota libera.
Libera, sì, ma per modo di dire.Perchè l’impressione è che in quei commentari tutto ci sia tutto fuorchè la voglia di andare al nocciolo delle questioni. E dei soggetti trattati. E se il medico non è esplicito, o meglio convincente, sapete dire voi come si fa a capire di qual male l’ammalato soffre e di cui, se sfortuna vuole, può anche morire?

Sarebbe quindi molto meglio che i commentatori parlassero a ruota libera. Ad esempio, se Montolivo è un centrocampista al rientro, perchè non mettere subito in chiaro i suoi limiti? Non solo temporanei, ma anche di fondo? E a Montolivo perchè non si assommano gli altri quattro o cinque altri uomini di centrocampo che anche se ruotati non riescono comunque a cambiare il valore dell’equazione?
La difesa? Beh, qui si può solo vivere di ricordi. Sarebbe però meglio dirlo subito, senza tergiversare. Ipocritamente. Prospettando illusioni. E se due terzi della squadra non convincono, l’attacco non offre grandi speranze.

Al Saha infatti s’è perso sul passaggio del fiume che lo avrebbe condotto all’eternità, Torres è un costoso ingombro, Honda viaggia con prestazioni che avrebbero fatto inorridire gli antichi guerrieri, Menez continua a gigioneggiare per conto proprio sul campo mentre il Pazzo aspetta solo di togliere il disturbo. Il tifoso milanista che non porta più da decenni l’orecchino al naso ha capito che, in quel reparto, stante così le cose, poco o nulla ci sarà da fare. Dai suoi, presi per reparto o nell’insieme, il Diavolo, non ha garanzia di nulla. Può perdere contro chiunque. Può perfino trasformare in draghi quelli del Genoa e, in ispecie, Matri, che proprio dal Diavolo qualche tempo è stato spedito lontano da casa, se non erriamo, per scarso rendimento.
Il presidente Tavecchio ha rivelato che le milanesi, e il Milan in particolare, versano in condizioni ‘ disperate’. E come potrebbe essere altrimenti, ( anche solo dopo qualche anno) di politica sciagurata? Berlusca, sì lui, c’è o non c’è? Finge o fa sul serio? Perchè se finge vuol dire che ha (ri)trovato il gusto di giocare a rubabandiera con gli altri; se fa sul serio, invece, vuol dire che del suo glorioso Milan non ha manco più una pallida reminescenza.

LA ‘ROSSA‘ IN MANI GIUSTE? E’ giovane, Vettel, ma già forte e ardito per governare una ‘rossa’. La quale, si sa, non ama essere amata da ‘piloti’ di scarso acume ed energia. In sella, infatti, tiene solo quelli capaci di starci. Impietosamente. Giustamente. Per questo il titolo che dona la ‘rossa‘ vale più di quello di Bernie. Il titolo di quest’ultimo vale infatti per la statistica; il titolo della ‘rossa’ vale invece per l’eternità.
Bernie, piuttosto, pensi invece che a portare la F1 sull’Everest a come (ri)editare gli storici duelli che hanno reso popolare questo sport. Ad esempio, quelli datati ma tuttora memorabili tra le ‘rosse’ italiane e le ‘frecce d’argento’ germaniche. Oggidì, si sa, rappresentate da Ferrari e Mercedes. Con eventuale inserimento di qualche rompiballe proveniente dalla Gallia e/o da Albione. Qui, lo sappia Bernie, è nata la F1 e qui può (ri) tornare grande. Con un duello infinito.

BASKET: EUROPEO IN SALITA. Sorteggio per l’Europeo: girone B, Germania, Spagna, Serbia, Turchia, Italia e Islanda. Come dire: se state a casa, o italiani, fate più bella figura. Sapessimo a quale dio appellarci, lo faremmo. Perchè se è vero che i nostri non sono male, gli altri con le velocità di cui dispongono si rendono praticamente inafferabili. Salvo, ovviamente, i soliti, non peregrini, miracoli italici.

Intanto Malagò, presidente del Coni, fa sapere che il Cio ha votato una ‘spalmatura’ degli appuntamenti olimpici. Nel senso che se fosse Roma ad essere prescelta ( cosa non facile, soprattutto se scendono in campo Berlino o l’America) molte gare potrebbero essere dirottate su diverse città del Belpaese.
Malagò è  deciso: ” La nostra candidatura non sarebbe seconda a nessuna!”. D’accordo, certo, sempre però che i ladri e gli sciagurati dei poveri tempi nostri non riescano nell’impresa titanica di far obliare il ‘ Paese della bellezza’.

 

SERIE A XIV TURNO. CLASSIFICA. Juventus punti 35, Roma 32, Gnoa 26, Samp 25, Napoli 24, Lazio 23, Milan 21, Udinese 21, Fiorentia 20, Sassuolo 19, Palermo 18, Inter 17, Empoli 15, Atalanta 14, Verona 14, Chievo 13, Torino 13, Cagliari 11, Cesena 8, Parma 6.

I MARCATORI. 9 reti Tevez 8 (2, Juve), 8 reti Icardi ( 2, Inter), Callejon ( Napoli); 7 reti Menez ( 4 Milan), Higuain ( 1,Napoli), Dbala( 1,Palermo), Di Natale ( Udinese).

IL PROSSIMO TURNO. ( sabato 13 dicembre) Palermo-Sassuolo ( ore 18), Lazio-Atalanta ( ore 20,45); ( domenica 14) Juve-Samp ( ore 12,30), Genoa-Roma ( ore 15), Parma-Cagliari, Udines-Verona, Cesena-Fiorentina ( ore 18), Milna-Napoli ( ore 20,45); ( lunedì 15) Empoli-Torino ( ore 19), Chievo-Inter ( ore 20,45).

Ti potrebbe interessare anche...