Non solo calcio. Un Campionato tutto da decidere. Ma anche ‘ terrorismo e morte’, a Parigi.

Non solo calcio. Un Campionato tutto da decidere. Ma anche ‘ terrorismo e morte’,  a Parigi.
Terrorismo in Francia ( rep.) download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ tornato, dopo l’interminabile pausa festiva, il Campionato. Allora, come si dice, ‘ Evviva il campionato!”. Che di novità ne ha presentate, eccome, dal pari della Juve con l’Inter di Mancio da Jesi ( 1-1); la sconfitta del Milan targato Pippo; e anche quella della Samp guidata da Sinisa; naviga invece a vele spiegate la Lazio di Lotito e Tare. All’estero, invece, qualche sorpresa arriva dalla Liga, con i due Panda battuti; e dalla Premier, dove il Chelsea di Mou Mou  zoppica, e non poco.

IL NOSTRO CAMPIONATO. Qualcuno, molto sportivamente, crede lui, diceva, in uno dei soliti salottini per chiacchieroni a tempo pieno, che  un Almeria-Getafe o un Malaga-Levante della Liga sono più eccitanti d’un nostro Juve-Inter o Milan-Sassuolo o Lazio- Samp della nostra Serie. A parte che, pur restando valido il motto: de gustibus disputandum non est, ascoltare tante graziose amenità non ci tange ormai più di tanto,   noi ci teniamo il nostro calcio, soprattutto, e basta.
Di predicatori dell’Altrove ne abbiamo la riserva piena. Anche perchè non è poi sempre vero che facciamo tanto ribrezzo. Non a caso, alcuni dei nostri tecnici, guidano le panchine più prestigiose. Inoltre, non è che stiamo con le mani in mano. La Juve dei primi 25′, ad esempio, ha giocato, eccome; tanto che Mario Sconcerti, finalmente libero da angosce, ha posto i bianconeri sullo stesso livello di City o Chelsea.
Anche il Diavolo, nei primi 25′, contro l’italianissimo Sassuolo, ha cercato di accontentare Pippo; solo che, da quelle parti, la squadra precipita spesso nella pace dei sensi, un po’ come i suoi due antichi  mentori, Berlusca e Galliani, che sarebbe meglio ( a questo punto) passassero la mano in toto a Barbara. La quale, rispetto alle due vecchie volpi, conserva ancora il pelo.  O meglio, l’ambizione di non tradire un nome che solo pochi giorni fa, in Dubai, disputava ( vincendolo) il ‘ derby del Mondo’. 

Cala un poco la bella Samp di Sinisa, sale un poco la soldatesca di ventura di Mancio da Jesi. Il Podolski, questa volta, ha fatto effetto. Ora, nel computo complessivo, nulla è deciso al vertice ( visto che la Roma battendo l’Udinese dello Strama 0-1, ha accorciato il distacco); nulla è deciso per il posto Champions.
Il Napoli, infatti,  ha scarrozzato a Cesena ( 1-4), ma anche la Lazio non è stata da meno ( 3-0). Nella muta all’inseguimento, restano quindi Samp, Genoa ( pareggio 1-1 a Bergamo), Milan ( sconfitto 1-2, con rimonta), Viola ( deludente 1-0 a Parma) Udinese, Palermo ( 5 gol al povero Cagliari di Zola) e Inter.
Il thrilling non manca, dunque, manco da noi. Nella nostra bistrattata serie A. Anzi, se si volesse essere pignoli, ce n’è più che in Germania, ad esempio, dove per il Bayern dovrebbe organizzare un torneo a parte. Se qualcosa di simile ad un patema c’è, questa, eccezionalmente, si trova nella Liga, dove i due Panda sono stati sconfitti, e Atletico e Valencia sono in rimonta. Tra i due Panda, chi sta peggio è il Barca, dove qualche pirata deve fatto esplodere la Santabarbara.
Via Zubi e Pujol; e Messi, con la gastro,  nel mirino di  Abramovic ( disposto a pagare i 250 milioni di clausola), e  smagato di Luis Herique.  Roba da tregenda. Inattesa. Anche perchè gli iberici, da quel che ci risulta, non amano molto sciacquare i panni all’aria aperta.
Del resto, che la Spagna, a volte, non sia quel che vuol far credere, non è solo per il caso Fuentes ma anche per qualche residuo storico. Come quello che riguardò il nostro ( e non loro) Colombo, il quale,  dopo averli condotti alla scoperta ( nientemeno che) dell’America,  invece di essere nominato vicerè d’Oltremare, fu mandato in galera. Si tocchi, quindi, da qualche parte, se non altro prudenzialmente, il nostro Carletto.

 

CLASSIFICA 17a GIORNATA: Juventus 40 punti; Roma 39; Lazio e Napoli 30; Samp e Genoa 27; Milan e Palermo 25; Fiorentina 24; Sassuolo 23;  Inter 22.

UN SALUTO A PINO.  Quando scendevo in campo con la pioggerellina, confessa Cannavaro, cominciavo a cantare ‘ Schizzechea‘, la mia canzone preferita di Pino Daniele. Come il Fabio, tutti napoletani ( e non solo) conoscevano il repertorio del loro Pino, che per un attacco di cuore se n’è andato non ancora sessantenne. Un po’ com’è toccato al suo caro amico Troisi, colpito dalla stessa morte prematura.
Ma Pino, quanto il geniale comico e regista, resterà nel cuore della gente;  o anche, nella voce della gente, soprattutto ogni qual volta  qualcuno tornerà a cantare  un suo motivo. Come accade  per i  ‘grandi’ autori .

TERRORISMO E NON SOLO. Dalla cronaca: «Vendicheremo il profeta» «Allah è grande» così gridavano i due killer che stamane hanno compiuto una strage a Parigi nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. Due killer incappucciati e vestiti di nero sono entrati nel palazzo in boulevard Richard-Lenoir, sede del giornale noto per il suo stile ironico e provocatorio che prende in giro l’Islam ma anche il cristianesimo, la destra e la sinistra, e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov. La procura aggiorna il bilancio: i morti sono dodici, sarebbero 10 giornalisti e due agenti. Cinque i feriti gravi. I due killer sono scappati.
Fra i morti il direttore del giornale Stephan Charbonnier, detto Charb, ed altri tre colleghi vignettisti del settimanale satirico. Secondo Le Figaro si tratta di Cabu, Tignous e Wolinski. Jean Cabut, detto Cabu, è una delle figure storiche del giornale e già faceva parte della redazione di Hara-Kiri, da cui poi si svilupperà Charlie Hebdo.

 Durante la sparatoria alcuni giornalisti e dipendenti sono fuggiti sui tetti. Dopo la fuga dei killer, numerosi agenti di polizia sono arrivati sul posto: secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro sarebbero stati esplosi una trentina di colpi. Secondo le Figaro, è stato ferito anche un poliziotto giunto sul posto. Un quotidiano francese 20Minutes è riuscito a contattare per telefono un dipendente del quotidiano il quale gli ha detto che «è un vero massacro, ci sono dei morti». Poi la linea è caduta.
L’auto con cui i responsabili dell’attacco a Charlie Hebdo sono fuggiti è stata ritrovata per strada.Sulla copertina della versione cartacea di Charlie Hebdo,  si vede una foto dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo  uscito in questi giorni , ‘Sottomissione’, recensito martedì 6 anche dal nostro ‘Corriere‘, che racconta l’arrivo al potere in Francia di un presidente islamico.
A margine dei fatti di cronaca, il quotidiano Le Figaro ha deciso di bloccare tutti gli accessi alla sua sede, che si trova non lontano da quella di Charlie Hebdo. E comunque, il fatto, gravissimo, come pochi altri in precedenza, mostra come la Francia sia entrata nel mirino dell’Isis.  Lo Stato islamico di Abu Bakr al Baghdadi aveva fatto appello infatti, e di recente, ai ‘lupi solitari‘ transalpini a colpire la Francia, in risposta ai raid in Siria e Iraq, in un video pubblicato il 19 novembre. L’appello era diretto ai ‘musulmani francesi‘, invitati anche a espatriare per unirsi all’Isis. Altre minacce alla Francia sono arrivate da al Qaida, per l’offensiva in Mali.

Cos’è Charlie Hebdo . Con humour caustico e spirito irriverente, il settimanale satirico francese Charlie Hebdo non ha mai rinunciato all’ironia in punta di penna (e di matita) e alla difesa dei diritti e delle libertà individuali. A partire dal 1960, quando ancora si chiamava Hara-Kiri e si autodefiniva un ‘giornale stupido e cattivo‘, e’ stato protagonista di innumerevoli battaglie e polemiche.
Nel 1970, in occasione della morte di Charles De Gaulle, l’Hebdo scandalizzò  la Francia con una copertina dal titolo
‘Bal tragique a Colombey, un mort’, ballo tragico a Colombey ( la residenza del Generale), un morto. Un’iniziativa che il ministero dell’Interno censurò con il blocco delle pubblicazioni e l’interdizione dello staff, diretto da Francois Cavanna.

UN COMMENTO. Anche il mondo antico, sostiene  in buona sostanza Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo  ‘Sottomissione’, si era sentito gravemente minacciato da una religione orientale intollerante e fanatica. Eppure,  a questo punto,  non appare impossibile, per lo scrittore- profeta Houellebecq, che l’Islam più o meno a lungo termine vada a rappresentare non  il disastro ma l’avvenire dell’Europa

Tesi, questa, difficile da digerire, sotto qualsiasi versante, anche in una Europa che ha lasciato mano libera ad una èlite d’intellettuali che sembrano avere smarrito in toto, o in parte, e per ragioni che appare ora urgente rintracciare, l’anima e le radici che hanno dato vita e vigore all’Europa. I cortei dei ‘Pegida’, i patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente, che ogni lunedì sfilano per denunciare la presunta invasione della Germania da parte delle forze oscurantiste, non ci piacciono. Bene hanno fatto a Colonia, Dresda, Stoccarda e Berlino a protestare. Ma, tra l’uno che vuol chiudere e uno che vuol lasciare porte e finestre aperte e senza controllo alcuno, diciamo pure , e chiaramente, di  non parteggiare nè per l’uno nè per l’altro.
In  medio sta virtus, ancora un vecchio adagio latino, cioè, che di politica e convivenza umana mostra di saperla lunga, per spingere a soluzioni che non siano terra di nessuno ma terra, eventualmente, e se possibile, di tutti. Il mondo antico ha saputo integrarsi; lo faccia anche il mondo moderno, ma senza abbandonarsi alla colpevole ingenuità di rifiutarsi di capire, ‘ selezionare‘, separare ‘ il grano dalla gramigna’. Perchè con il primo si sfama la gente, con la seconda la si fa ( alla lunga) morire.

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