Non solo calcio. In Francia si stringe la morsa contro i terroristi. Ma sarà un caso isolato?

Non solo calcio. In Francia si stringe la morsa contro i terroristi. Ma sarà un caso isolato?
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LA CRONACA DAL DIVANO. Questa volta, nel nostro speciale ‘pastone’, a lasciare l’apertura è lo sport, o se volete,  il calcio.  Il dolore, il divertimento. O anche, la pace, la guerra. Due facce che, come celebrava nell’antica Roma il tempio di Giano bifronte, sembrano costanti umane senza tempo. C’è, insomma, sempre qualcuno, in qualche parte del pianeta, che odia la vita, che vuol far uso della violenza, d’ogni tipo, che non ama gli altri esseri del creato.
A volte costoro, per giustificarsi, tirano in ballo la religione. In realtà, sui testi sacri, si parla di pace; pace tra dio e gli uomini;  pace tra gli uomini di buona volontà. I redattori di Charlie Hebdo non ce l’avevano con dio, con la religione, ma con l’appropriazione indebita della stessa, da usarsi all’occorrenza quale strumento  per realizzare ‘ disegni di morte e di dolore‘ piuttosto che ‘ momenti duraturi di fratellanza e  di concordia’. Ma, questo, tutto questo, si sa, non appartiene a chi  ha un’unica, incrollabile, indiscutibile, visione della realtà.
Meglio allora eliminare il ‘ marcio‘, meglio allora togliere di mezzo l’avversario. Molti sostengono che è un problema di cultura. Sarà, ma per noi,  questo, molto più semplicemente, è soprattutto   un problema di natura umana, dove il bene dovrà sempre contrastare il male, ogni giorno, ogni ora, per far vincere possibilmente il meglio e non il peggio. O anche, la gioia e non il dolore. Sarà, insomma, oggi come domani, una lunga lotta di fondo  dagli esiti costantemente  incerti. E comunque sia, da condurre senza esitazioni, con inesauribile  coraggio. 

L’ASSALTO A CHARLIE HEBDO. La redazione del giornale satirico si trova a Parigi, al secondo piano dello stabile n 10 di rue Nicolas Appert, XI arrondissement, nei pressi di Place des Vosges e alla Bastiglia. Siamo nel cuore della ‘città dei lumi’.
Nello stesso  palazzo ha sede anche  una agenzia di stampa e i giornalisti che si sentono gridare ‘Allahu Akbar’ fanno parte delle due redazioni. I terroristi sono arrivati sul posto intorno alle 11,30, in tre, su due automobili.
All’ingresso del n. 10 hanno trovato due poliziotti di custodia, ne ammazzano uno, e si fanno aprire la porta dai giornalisti che si trovano lì per caso. Salgono al secondo piano e fanno irruzione nella sala riunioni, facendo fuoco con i kalashnikov. Ammazzano dieci giornalisti, tra questi il direttore Stephane Charbonnier, dello Charb, 47 anni e i disegnatori Cabu ( Jaen Cabut, 76 anni), Wolinski ( George Wolinski, 80 anni, madre italiana).

IDENTIFICAZIONI.  La polizia, da quel che si apprende, avrebbe già identificato il comando assassino. Si tratta tre franco-algerini: Said Kouachi, 34 anni, il fratello Cherif, 32, ed Amid Mourad, 18. I primi due sono reduci dalla Siria. E’ attualmente in corso ( mentre scriviamo) una operazione dei corpi speciali per catturare gli attentatori, a Reims, a nord della capitale.  Molti si chiedono cosa succederà una volta catturati. Probabilmente, sul piano della sicurezza, poco o nulla, perchè con la loro struttura molecolare, gli assassini non prendono da nessuno, agendo per conto proprio. Talvolta infatti si tratta di ‘cani sciolti’.
NON C’ENTRANO NULLA CON L’ISLAM. L’imam di Drancy ( Parigi) Chalghoumi ha gridato ‘ Le persone uccise sono dei martiri’. Nel mentre, lungo le strade della ‘città di lumi’, sono scese, spontaneamente, migliaia di persone d’ogni appartenenza. Con dei vistosi cartelli, con su scritto ‘Je suis Charlie’. Una affollata manifestazione di solidarietà si è svolta anche a Roma, in piazza Farnese, davanti all’ambasciata di Francia.

LO SPORT, IL CALCIO. E’ chiaro che in frangenti come questi parlare di sport, ovvero di momenti di spensieratezza, resta un esercizio difficile. Stridente perfino. Eppur se c’è un modo di placare la furia omicida del fanatismo religioso e non, quello è il sorriso. Che può far sgorgare la vita laddove qualcuno vorrebbe la morte.

Oggi, giornata decisiva per l’ingaggio da parte interista di Shaqiri dal Bayern. I nerazzurri lo sommano a Padolski, che ha già debuttato in maglia interista contro la Juve ( 1-1). Intanto sembra che lo sfogo dio Osvaldo contro l’imberbe Cerci gli sia costato un ammonimento pesante da parte di Mancini. La Juve, da par suo, resta su Sneijder, che il Gala non vuol cedere se non a titolo definitivo. Al Liverpool piace Pjanic. Grandi manovre emergono anche su Nainggolan, che potrebbe lasciare il giallorossi. 

Non c’è il Milan senza i gol di Menez. La dipendenza è un problema, che nè Pazzo, Sahaa e Cerci ( appena utilizzato) riescono, al momento, risolvere. Per il buon Pippo si tratta quindi d’un avvio 2015 davvero in salita. La bella prova in amichevole nel derby del Mondo non ha lasciato tracce in positivo nei timidi guerrieri . Tanto più che gli avversari del derby del Mondo stanno perdendo una partita dopo l’altra. Ma che succede a sto’ calcio: squadre e uomini non saranno mica programmati?
Zamparini, non pensa solo ad esonerare allenatori. Pensa ad uno stadio nuovo, possibile con un socio tycoon. Lo stadio, 35 posti, verrebbe a cosatre infatti 120 milioni, onde per cui urgono iniezioni di danaro. In un periodo di grande ferma, far uno stadio vorrebbe dire ( tra l’altro) lavoro e prospettive. 

ALTRA SCONFITTA DEL NOSTRO CALCIO. Cerci, attaccante giovane, è tornato a casa. Era appena partito, tre mesi fa, eppure Simeone non ha esitato a dargli il benservito. Tutto questo, per Beccantini, è una sconfitta. Che s’aggiunge ad altre sconfitte. Perchè puntare ai vari Snijder, Torres, Balotelli, Podolski etc etc, non conferma altro che l’Italia moderna del calcio ” è periferia dell’impero”.
” Da noi si va avanti solo con prestiti, vecchie glorie riciclate, stranieri, giocatori che costano zero … i giocatori forti se vogliono fare qualcosa d’importante devono scappare via. Saluti serie A, noi ce ne andiamo nel calcio che conta”. Gridava, in estate, Federica Ricciardi, la frettolosa fidanzata di Alessio Cerci.  Che vorremmo invitare a non crucciarsi più di tanto; perchè di inventori di sciocchezze, di questi tempi, nel Belpaese, ce ne sono talmente tanti che una sciocchezza più, una sciocchezza meno, manco si nota.
Pensi , lei, se la Juve buttasse fuori l’Atletico dall’andazzo altalenante; e se una qualche ‘sfigata’ italiana vincesse la Uefa delle comprimarie: saremmo ancora in periferia o al centro? Il centro, è ovvio, del calcio che  ( non) conta? 

 

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