Non solo calcio. Carolina, ‘ non abbandona’. La ‘ rossa’ che risorge. Il Campionato, che torna.

Non solo calcio. Carolina, ‘ non abbandona’. La ‘ rossa’ che risorge. Il Campionato, che torna.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Carolina, condannata ma ‘ non abbandona’. La ‘ rossa‘ che va a riorganizzarsi, dopo che anche all’Honda è stato concesso di lavorare sulle misteriose Power Unit durante l’anno. Lo sci, che strappa successi ( l’ultimo quello di Gross, secondo a Wengen dopo il primo ad Adelboden) . Volley e basket di nuovo pimpanti sul parterre ( bella la vittoria di Milano a Malaga). E il campionato, il nostro bistrattato campionato di serie A, che ha disputato l’ultima di andata, coronando campione d’Inverno la sempre viva e vegeta Signora.
Tanti motivi, insomma, per parlare di sport ( e non solo) su uno sfondo agitato dalle ombre cupe del terrorismo, della interminabile crisi economica che affligge il Vecchio Continente ( in deflazione) e ( manco a dirlo) il Belpaese, lo storico exploit di papa Francesco in Asia ( 7 milioni di fedeli attorno a lui, solo a Manila), la battaglia per il Quirinale ( dopo l’abbandono di Napolitano) e altro ancora che, se ci sarà l’occasione, cercheremo di commentare.

Come sempre, da ‘ uomini della strada, o se volete, del divano‘.

CAROLINA NON ABBANDONA. Carolina, lo splendido cigno che ci ha rappresentato come poche altre e per anni sulle piste del ghiaccio, è stata condannata a sedici mesi per complicità con l’ex fidanzato Schwazer, olimpionico di marcia. Intendiamoci, una giovane che vede il fidanzato maneggiare ‘ strane cose’ per vincere delle gare, se non altro avrebbe dovuto essere messo con le spalle al muro. I ‘bari‘, poveri e ricchi che siano,  non dovrebbero mai trovare ospitalità tra la gente dello sport.
Forse Carolina, oggi 27 anni, ma allora poco più d’una adolescente, avrebbe dovuto ‘ dire qualcosa di più’. All’improvvido  fidanzatino. E anche, se del caso,  avvisare qualcuno. Qualcuno, già, ma chi? Al Coni, alla Federazione, alla squadra di marcia, ai giornali, ai genitori del ragazzo? Insomma, a chi?

Carolina, questo è certo, per librare i suoi leggiadri voli sul ghiaccio non ha mai avuto bisogno di nulla se non della misteriosa energia ed eleganza che gli ha donato Madre natura. Carolina, come dice lei, con il doping non c’entra  nulla. E probabilmente non c’entrava  nulla anche quando lo sciagurato ragazzo andava e veniva dai suoi incontri in ‘separata sede con personaggi equivoci’ o dai suoi ‘viaggi ad Antalia’ per procurarsi quello che, secondo lui, e non solo secondo lui, era indispensabile per ‘ contrastare marciatori ( a dir poco sospettati e spesso recidivi) imbottiti di trattamenti fin sopra il collo‘.
Eppoi, c’è un’altra cosa di cui staremo a controllare: non vorremmo, cioè, vedere marciare a Rio il reprobo e, per contro, incontrare il ‘cigno ‘sconsolato e abbandonato su un banale divano, a ripensare all’onore infangato e ai voli interrotti . Esageratamente, rispettando ( ancora una volta)  la forma più che la sostanza. O anche, se si vuole, per non imbrattare nel ‘ paese della bellezza‘ colei che la ‘ bellezza’ sapeva rappresentare al meglio,  con le sue leggiadre traiettorie su un parquet di ghiaccio.

LA ‘ROSSA’ IN RIMONTA? Esteban Guitierrez, nuova riserva Ferrari, l’antifona l’ha capita ” Essere qui – ha detto senza esitazione alcuna- è un onore, perchè qui si fa la storia. Adesso dovrò solo adattarmi in fretta”. Sì, spesso, la retorica deforma la realtà; qualche volta, invece, come nel caso della ‘rossa’, la lustra a dovere come certe storie meritano per la loro eccezionalità ed eccellenza.
Bernie, o Todt, assegnato alla fine della stagione un titolo, anzi due, al pilota e alla casa costruttrice. Che finiscono, entrambi, sugli album statistici, ma non sempre nel cuore  degli appassionati ( e non solo) di F1, che sono  ( secondo l’antica regola della democrazia) i veri, unici, deputati ad assegnare titoli.
Chi ha corso ( o corre)  sulla
‘ rossa’, anche per il sol fatto d’averla guidata ( o di guidarla), è già insignito di titolo, quello più prestigioso e senza tempo che solo i miti son autorizzati ad assegnare. Speriamo, piuttosto, che da quest’anno, tornino in pista ‘ duelli’ degni di questo nome. Tipo: la ‘rossa’ contro le ‘ frecce d’argento’, Marchionne e Toto Wolf, con qualche ‘rompipalle’ anglo-franco-giapponese  lesto a mischiare le carte. 

IL NOSTRO CAMPIONATO. Ci sono ‘ addetti’ in quelle tivù che sarebbero da mettere alla gogna ad ogni piè sospinto. Partoriscono ‘fregnacce‘ in quantità industriale’. ‘ Fregnacce’, ‘inesattezze’ e pure ‘ cattiverie‘. A complicare le cose si sono messi i social network. In buona sostanza quando la pletora di ‘ commentatori del Mondo’ si mette al lavoro, tra le prime cose che sottolinea, c’è quella del nostro campionato ridotto ormai un relitto abbandonato in mare aperto.

Il Raiola, ad esempio, che dei commentatori è naturale supporto, quando gli bisbigliano qualche nome grosso non rinuncia a sbottare frasi come queste ” No, questo proprio no, certe cifre il calcio italiano non se le può più permettere”. Lo dice, se non travisiamo, con la spocchia di chi ti guarda dall’alto al basso. O anche dalle cime dell’Everest alla piana del Gange.
Sì, perchè è ormai assodato che ( secondo lui e quelli come lui ) l’Italia è entrata ( anche nel calcio, lei che è paese del calcio) nel terzo mondo del pallone. Infatti, il Raiola, non vede l’ora di spostare il giovane Paul   dalla Signora ( che sa scrivere di storia del calcio) a qualche ‘ ciofeca spendacciona’ che ( di calcio mastica meno) avendo (però ) pronti nel cassetto 80 ( e più)  milioni d’euro. Poi, che il ragazzo francese  finisca come l’altro ragazzo italiano, il Balo, a lui, il Raiola, poco importa. Tanto, che ragione c’è di far maturare ( o conservare) tanto talento in un calcio piombato ( per insipienza sua) nell’indigenza?
E comunque, fosse per noi, a tutti quelli che chiedono d’andare, prepareremmo un prestampato con volo diretto agevolato per la località e per la ( eventuale) ‘ciofeca’ prescelta. Saremo pure decaduti, ma che volete farci, a noi,   un Lazio-Roma, un Inter-Milan, un Fiorentina-Juve e un Napoli-Genoa attizzano più che un Psg-Evian o un Lens-Lione; o un Burnley-Crystal Palace o un Qpr- United; oppure un Elche-Real o un Deportivo – Getafe. 

 

ABBIAMO UN SOGNO. La gente, si sa, vive di sogni.  La gente, tutta quanta,e soprattutto quella più povera. Come siamo ormai noi, del calcio del Belpaese. Noi, trascurati da sceicchi ( compresi quelli  chiacchierati per i loro cospicui finanziamenti a coloro che l’Europa vorrebbero solo decapitarla), oligarchi russi ( petroliferi e non) , squali ( come quelli che navigano in certe squadre della Premier) e spendaccioni vari.  Noi, che però non rinunciamo a sognare.

Tipo: perchè non invitiamo qualche squadra ( o squadrone) barbaro ( straniero)  a venire a giocare nel nostro campionato? Qualcuno potrebbe ribattere, che i confronti tra noi e gli altri ci sono già, in Champions e in Uefa. Sì, d’accordo, ma quelli sono solo uno o due o tre confronti all’anno, roba sempre più rara o selezionata, quando invece sarebbe molto più stimolante vederle  sbattere tacchi e testa per 38 partite di fila tra una ‘tana’ e l’altra. Dalle radici calcistiche ben conficcate a terra.
Al mitico San Siro, ad esempio, oltre che al nobile Juventus Stadium; ma anche a Marassi o all’Olimpico, per non parlare del San Paolo; e perfino in quei campetti dall’apparenza innocua, come quelli della Viola, del Sassuolo, dell’Empoli, dell’Udinese etc. Chissà che combinerebbe la squadra ( o lo squadrone ) barbaro ( straniero) ? Chissà?  Noi, che dai barbari ( stranieri) siamo stati invasi per secoli. Noi, che  su questo un’ idea ce l’abbiamo, pazza magari, ma del resto chi può proibirci di sognare? 

CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A

Juve, campione d’inverno. Roma sempre più lontana. Napoli ancora in scia. Gruppetto del terzo posto ancora compatto.  Mentre si dimostra una volta di più  che  da noi     non c’è risultato scontato anche con le squadre apparentemente più innocue come Sassuolo, Empoli, Atalanta. A proposito dei bergamaschi, da segnalare c’è l’impresa di avere espugnato San Siro. Dove è parcheggiato il simulacro d’una grande squadra, capace di evaporare  dopo appena dieci minuti dall’entrata sul campo.

Forse, Pippo, avrebbe dovuto avere più pazienza. Diventare comandanti d’una corazzata del calcio, pur in lento insipiente disarmo, non è roba da tutti i giorni. Clarence, che inesperto era ma stupido no, ne sa qualcosa. L’arrivo ( ventilato) di Arrigo, poi, potrà cambiare qualcosa? Personalmente, ne dubitiamo. Anche se, a dirla tutta, gli uomini della rosa del Diavolo non sono ( sulla carta) certo inferiori a quelle di alcune delle squadre che attualmente lo precedono.

RISULTATI XIX GIORNATA. ( sabato 17) Empoli-Inter 0-0, Palermo-Roma 1-1; ( domenica 18) Lazio-Napoli 1-2, Cesena -Torino 2-3, Chievo-Fiorentina 1-2, Genoa-Sassuolo 3-3, Milan-Atalanta 0-1, Parma- Sampdoria 0-2, Udinese-Cagliari 2-2, Juventus-Verona 4-0.

CLASSIFICA. Juventus punti 46 ( Campione d’inverno); Roma 41, Napoli e Samp 33, Lazio 31,Fiorentina 30, Genoa 28, Milan e Inter 26, Palermo 28, Sassuolo 25, Udinese 24, Torino 22, Verona 21, Atalanta 20, Empoli 19, Chievo 18, Cagliari 16, Parma (-1)  e Cesena 9.
PROSSIMO TURNO XX GIORNATA. ( sabato 24) Cagliari-Sassuolo ( ore 18), Lazio-Milan ( ore 20,45); ( domenica 25) Inter-Torino, Juventus-Chievo, Parma-Cesena, Samp-Palermo, Verona-Atalanta, Fiorentina-Roma; ( lunedì 26) Empoli-Udinese ( ore 19), Napoli-Genoa ( ore 20,45). 

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