Non solo calcio. Temi: un calcio bistrattato e svenduto? Con una grande storia, verso il nulla?

Non solo calcio. Temi: un calcio bistrattato e svenduto? Con una grande storia, verso il nulla?
Marotta e Agnelli ( rep.) 2 download (3)

 

LA CRONACA DAL DIVANO.  Riprendono i turni di Coppa Italia. Nell’attesa della prima di ritorno del Campionato. E della settimana agonistica. Con tanti temi sulla graticola, però, da quello di Carolina, colpita ma non affondata; a quello della ‘rossa‘, con il rebus Power Unit; per concludere con qualche puntatina polemica contro coloro che, qui ,vivono e mangiano col nostro calcio, sputando ( potendo ) nel( suo) piatto. Quasi fosse un orgoglio nazionale sminuire la fatica nostra.
In vario modo, e spesso  senza farlo sembrare. Con i guanti bianchi. Eppure,  con risultati  devastanti, al punto che già circola la rassegnazione diffusa di essere stati relegati alla periferia di uno sport che da quando esiste abbiamo vissuto sempre  da protagonista,  come pochi altri al Mondo.

HALL OF FAME. Marotta, come Ancelotti, è entrato nella Hall of Fame del calcio italiano. Marotta è il manager principale d’una squadra, la Juventus, che in quest’ultimo quinquennio, oltre a lasciarsi alle spalle l’inferno, s’è ricostituita, ricapitalizzata ( Stadio nuovo e non solo) e riproposta quale protagonista del pallone d’Europa. Ha vinto tre scudetti, si appresta a vincere il quarto. Balbetta ancora in Europa, ma c’è qualche fondata speranza che quest’anno migliorerà.
Il bilancio della Juventus, attualmente, arriva a 315 milioni di euro circa, ( quasi) la metà ( in meno ) di Real, Bayern, Barca, United ma non vertiginosamente lontano dalla qatariote ( Psg o City, sempre indecifrabili) o da altre nuove aspiranti alle alte vette. Ad esempio fattura più del Borussia e dell’Atletico. Considerando il trend, in vertiginosa crescita ( basti pensare ai ricavi da stadio passati in qualche anno da 14 milioni circa a 5o circa),  si potrebbe pensare che con qualche ‘corsetta’ in più in Champions e una più articolata e intelligente capacità di marketing a livello planetario, la Signora possa ( credibilmente) crescere ancora, andando ad  attestarsi tra le top five.
La Premier vende sul Pianeta circa 800 milioni di diritti televisivi, noi appena 117.La Premier non esprime più da anni una nazionale degna del suo passato, la Premier non è manco più ai vertici agonistici del football europeo, al momento in mano a  Real, Bayern o Barca. Eppure, come si diceva, vende,  eccome! Noi, per contro, poco o pochino. Probabilmente perchè a  noi, la torta dei diritti televisivi all’estero, manco ci tange. Visto che continuiamo a muoverci  sul tema a fatica, imperterriti, coi passi del gambero, e guidati da  una Federazione e da una Lega, incerte, litigiose e  non sempre disposte a remare nella stessa direzione.

I NOSTRI TESTIMONIAL. E per il cui incremento dobbiamo ringraziare l’opera di convincimento e promozione di  testimonials per certi versi sconcertanti. Il nostro amato Carletto, ad esempio, qualche giorno fa aveva detto detto che ” il nostro Campionato non è più allenante”, dimenticando di chiedersi che se questo fosse  vero come avrebbe potuto entrare, lui,  che del nostro Campionato è il tecnico (forse) meglio riuscito, nella leggenda del Real.
Marotta, altro esempio, come del resto il suo giovane presidente, Agnelli, non manca ogni volta di sottolineare che siamo ‘ ormai un Campionato di transizione’. Marotta, come il giovane Agnelli, aspira di certo ad incrementare il budget societario. Dimenticando, però,  anche lui e il presidente, di chiedersi come potranno farlo, soprattutto all’estero, visto che quando parlano propongono un prodotto di seconda fascia, ‘ di transizione’ appunto.
Forse punteranno sui bassi costi del prodotto, scarso ma alla mano, un po’come fanno i cinesi o gli indocinesi. Mistero. Fitto. Certo è che meno s’incassa, più si arretra. Una legge dura, e con qualche rara eccezione come quella offerta dal vecchio Milan, che pur fatturando  cinque volte più dell’Atalanta, perde.
Come dire che, qui, con sta magnifica classe dirigente che ci tocca, dobbiamo solo rassegnarci a quel che passa l’antico e decaduto  convento. Bistrattato a piacimento, e sempre più povero. Con un tesoro da spendere senza saperlo spendere. Juventus, il nostro esempio migliore, compresa. E anche con una folla di gente dove i pochi prendono tutto quello che possono prendere e i molti si devono accontentare di mettere l’entusiasmo tra le gambe. Ma forse, è solo per questo,  che a certi addetti ai lavori  ( o testimonial )  vien amabilmente aperta la porta della  … hall of fame del calcio nostrano (  fame, sì, ma in italico, ovvero: subordinazione e miseria). 

CAROLINA COLPITA MA NON AFFONDATACarolina, lo splendido cigno che ci ha rappresentato come pochi altri e per anni sulle piste del ghiaccio, è stata condannata a sedici mesi per complicità con l’ex fidanzato Schwazer, olimpionico di marcia. Intendiamoci, una giovane che vede il fidanzato maneggiare ‘ strane cose’ per vincere delle gare, se non altro avrebbe dovuto metterlo con le spalle al muro.
Perchè i  ‘bari‘, poveri e ricchi che siano,  non dovrebbero mai trovare ospitalità tra la gente dello sport.Forse Carolina, oggi 27 anni, ma allora poco più d’una adolescente, avrebbe dovuto ‘ dire qualcosa di più’. All’improvvido  fidanzatino. E anche, se del caso,  avvisare qualcuno. Qualcuno, già, ma chi? Al Coni, alla Federazione, alla squadra di marcia, ai giornali, ai genitori del ragazzo? Insomma, a chi?

Carolina, questo è certo, per librarsi nei suoi leggiadri voli sul ghiaccio pensiamo non abbia mai avuto bisogno di nulla se non della misteriosa energia ed eleganza che gli ha donato il Creatore. Carolina, come dice lei, con il doping non c’entra  nulla. Ci crediamo, ad occhi  chiusi.
E probabilmente non c’entrava  nulla anche quando lo sciagurato ragazzo andava e veniva dai suoi incontri in‘separata sede con personaggi equivoci’ o dai suoi ‘viaggi ad Antalia’ per procurarsi quello che, secondo lui ( e non solo secondo lui)  era indispensabile per ‘ contrastare marciatori  concorrenti ( sospettati e spesso recidivi) imbottiti di trattamenti dopanti fin sopra il collo‘.
Eppoi, c’è un’altra cosa di cui staremo attentamente a controllare: non vorremmo, cioè, vedere marciare a Rio il reprobo e, per contro, incontrare il ‘cigno ’sconsolato e abbandonato su un banale divano, a ripensare all’onore infangato e ai voli interrotti . Grazie ad una sentenza puntigliosa, nel rispetto ( ancora una volta)  più della forma che della sostanza. E comunque capace d’ imbrattare nel ‘ paese della bellezza‘ quel prodigioso cigno  che la ‘ bellezza’ sapeva rappresentare al meglio,  con le sue leggiadre e inimitabili traiettorie su un parquet di ghiaccio.

LA ‘ROSSA’ IN RIMONTA? Esteban Guitierrez, nuova riserva Ferrari, l’antifona l’ha capita ” Essere qui – ha detto senza esitazione alcuna- è un onore, perchè qui si fa la storia. Adesso dovrò solo adattarmi in fretta”. Sì, spesso, la retorica deforma la realtà; qualche volta, invece, come nel caso della ‘rossa’, la lustra a dovere come certe storie meritano per la loro eccezionalità ed eccellenza.
Bernie, o Todt, assegnato alla fine della stagione un titolo, anzi due, al pilota e alla casa costruttrice. Che finiscono, entrambi, sugli album statistici, ma non sempre nel cuore  degli appassionati ( e non solo) di F1, che sono  ( secondo l’antica regola della democrazia) i veri, unici, deputati ad assegnare titoli.
Chi ha corso ( o corre)  sulla ‘ rossa’, anche per il sol fatto d’averla guidata ( o di guidarla), è già insignito di titolo, quello più prestigioso e senza tempo che solo i miti son autorizzati ad assegnare. Speriamo, piuttosto, che da quest’anno, tornino in pista ‘ duelli’ degni di questo nome. Tipo: la ‘rossa’ contro le ‘ frecce d’argento’, Marchionne contro Toto Wolf, con l’integrazione di qualche ‘rompipalle’ anglo-franco-giapponese  lesto a mischiare le carte.

IL NOSTRO CAMPIONATO. Ci sono tanti ‘ addetti’ in quelle tivù che dovrebbero essere messi  alla gogna ad ogni piè sospinto. Partoriscono infatti   ‘fregnacce‘ in quantità industriale’. ‘Fregnacce’‘inesattezze’ e pure ‘ cattiverie‘. A complicare le cose si sono messi i social network. In buona sostanza quando la pletora di ‘ commentatori del Mondo’ si mette al lavoro, tra le prime cose che sottolinea, c’è quella del nostro campionato ridotto ormai un relitto abbandonato in mare aperto.

Il Raiola, ad esempio, che dei commentatori è naturale supporto, quando gli bisbigliano qualche nome grosso non rinuncia a sbottare frasi come queste ” No, questo proprio no, certe cifre il calcio italiano non se le può più permettere”. Lo dice, se non travisiamo, con la spocchia di chi guarda uomini ed eventi dall’alto al basso. O anche dalle cime dell’Everest alla piana del Gange.
Sì, perchè è ormai assodato che ( secondo lui e quelli come lui ) l’Italia è entrata ( anche nel calcio, lei che è paese del calcio) nel terzo mondo del pallone. Infatti, il Raiola, non vede l’ora di spostare il giovane Paul   dalla Signora ( che sa scrivere di storia del calcio) a qualche ‘ ciofeca spendacciona’ che ( di calcio mastica meno) avendo (però ) pronti nel cassetto 80 ( e più)  milioni d’euro. Poi, che il ragazzo francese  finisca come l’altro ragazzo italiano, il Balo, a lui, il Raiola, poco importa. Tanto, che ragione c’è di far maturare ( o conservare) tanto talento in un calcio piombato ( per insipienza sua) nell’indigenza? E comunque, fosse per noi, a tutti quelli che chiedono d’andare, prepareremmo un prestampato con volo diretto agevolato per la località e per la ( eventuale) ‘ciofeca’prescelta. Saremo pure decaduti, ma che volete farci, a noi,   un Lazio-Roma, un Inter-Milan, un Fiorentina-Juve e un Napoli-Genoa attizzano più che ( citiamo a caso) un Psg-Evian o un Lens-Lione; o un Burnley-Crystal Palace o un Qpr- United; oppure un Elche-Real o un Deportivo – Getafe.

 

ABBIAMO UN SOGNO. La gente, si sa, vive di sogni.  La gente, tutta quanta,e soprattutto quella più povera. Come siamo ormai noi, del calcio del Belpaese. Noi, trascurati da sceicchi ( compresi quelli  chiacchierati per i loro cospicui finanziamenti a coloro che l’Europa vorrebbero solo decapitarla), oligarchi russi ( petroliferi e non) , squali ( come quelli che navigano in certe squadre della Premier) e spendaccioni vari.  Noi, che però non rinunciamo a sognare.

Tipo: perchè non invitiamo qualche squadra ( o squadrone) barbaro ( straniero)  a venire a giocare nel nostro campionato? Così, per valutare quotidianamente qual è l’oceano che ci separa dalle top dell’Europa. Qualcuno potrebbe ribattere, che i confronti tra noi e gli altri ci sono già, in Champions e in Uefa. Sì, d’accordo, ma quelli sono solo uno o due o tre confronti all’anno, roba sempre più rara o selezionata, quando invece sarebbe molto più stimolante vederle  sbattere tacchi e testa per 38 partite di fila tra una ‘tana’ e l’altra. Dalle radici calcistiche ben conficcate a terra.
Al mitico San Siro, ad esempio, oltre che al nobile Juventus Stadium; ma anche al caldo Marassi o all’ affollato Olimpico, per non parlare dell’appassionato San Paolo; e perfino in quei campetti dall’apparenza innocua, come quelli sempre mefistofelici della Viola, del Sassuolo, dell’Empoli, dell’Udinese etc. Chissà che combinerebbe la squadra ( o lo squadrone ) barbaro ( straniero) ? Chissà?  Da noi, poveri diavoli, che dai barbari ( stranieri) siamo stati invasi per secoli. Da noi, che  sullo scenario  un’ idea ce l’abbiamo, pazza magari, di certo non in linea con quella delle nostre amabili Cassandre:  ma del resto chi può proibirci di sognare?

CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A

Juve, campione d’inverno. Roma sempre più lontana. Napoli ancora in scia. Gruppetto del terzo posto ancora compatto.  Ma con l’Inter del Mancio da Jesi che compie una battuta d’arresto. Mentre si dimostra una volta di più  che,  da noi,  sui nostri campi desolati,    non c’è risultato scontato anche con le squadre apparentemente più innocue come Sassuolo, Empoli, Atalanta. A proposito dei bergamaschi, da segnalare c’è l’impresa di avere espugnato San Siro. Dove è parcheggiato il simulacro d’una grande squadra, capace di evaporare  dopo appena dieci minuti dall’entrata sul campo.

Forse, Pippo, avrebbe dovuto avere più pazienza. Diventare comandanti d’una corazzata del calcio, pur in lento insipiente disarmo, non è roba da tutti i giorni. Clarence, che inesperto era ma stupido no, ne sa qualcosa. L’arrivo ( ventilato) di Arrigo, poi, potrà cambiare qualcosa? Personalmente, ne dubitiamo. Anche se, a dirla tutta, gli uomini della rosa del Diavolo non sono ( sulla carta) certo inferiori a quelle di alcune delle squadre che attualmente lo precedono.

RISULTATI XIX GIORNATA. ( sabato 17) Empoli-Inter 0-0, Palermo-Roma 1-1; ( domenica 18) Lazio-Napoli 1-2, Cesena -Torino 2-3, Chievo-Fiorentina 1-2, Genoa-Sassuolo 3-3, Milan-Atalanta 0-1, Parma- Sampdoria 0-2, Udinese-Cagliari 2-2, Juventus-Verona 4-0.

CLASSIFICA. Juventus punti 46 ( Campione d’inverno); Roma 41, Napoli e Samp 33, Lazio 31,Fiorentina 30, Genoa 28, Milan e Inter 26, Palermo 28, Sassuolo 25, Udinese 24, Torino 22, Verona 21, Atalanta 20, Empoli 19, Chievo 18, Cagliari 16, Parma (-1)  e Cesena 9.
PROSSIMO TURNO XX GIORNATA. ( sabato 24) Cagliari-Sassuolo ( ore 18), Lazio-Milan ( ore 20,45); ( domenica 25) Inter-Torino, Juventus-Chievo, Parma-Cesena, Samp-Palermo, Verona-Atalanta, Fiorentina-Roma; ( lunedì 26) Empoli-Udinese ( ore 19), Napoli-Genoa ( ore 20,45).

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