Ravenna. La città celebra il Giorno della memoria con diversi appuntamenti, alla Classense una conferenza di Chapoutot.

Ravenna. La città celebra il Giorno della memoria con diversi appuntamenti, alla Classense una conferenza di Chapoutot.
Giorno della Memoria. Immagine di repertorio

RAVENNA. ‘GIORNO DELLA MEMORIA’, gli appuntamenti del 26 e 27 gennaio. Conferenza su ‘L’ideologia nazista va presa sul serio?’, con un docente della Sorbona; Consulta dei ragazzi e delle ragazze; omaggio alla lapide in memoria degli ebrei deportati ad Auschwitz passando da Ravenna

CONFERENZA ALLA CLASSENSE. ‘L’ideologia nazista va presa sul serio? Il caso del nazismo e della Shoah’ è il titolo della conferenza organizzata per lunedì 26 gennaio alle 17 alla sala Muratori della biblioteca Classense, in via Baccarini 3, in occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio, anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, nel 1945). Relatore è il professor Johann Chapoutot, storico e docente all’Università Paris III Sorbonne. E’ garantita la traduzione simultanea per 100 spettatori. L’appuntamento sarà aperto dal saluto del sindaco Fabrizio Matteucci e dalla presentazione di Alessandro Luparini, direttore della Fondazione Casa di Oriani, e di Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia. L’iniziativa è promossa da Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia, Fondazione Casa di Oriani e Memorial de la Shoah di Parigi, in collaborazione con Comune, Istituzione Biblioteca Classense e Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di ForlìCesena.

IL PROGRAMMA. Martedì 27 gennaio alle 9.45 nella sala del consiglio comunale in municipio è prevista una seduta della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dedicata a ‘Parole ed immagini per non dimenticare’. Dopo i saluti del sindaco Fabrizio Matteucci e dell’assessora all’Istruzione Ouidad Bakkali, sarà proiettato il video del regista Fabrizio Varesco ‘Roberto Bachi, uno stato di perfetta innocenza’. Seguiranno letture a cura delle bibliotecarie della Classense.

Alle 10.30 nell’atrio della stazione ferroviaria sarà reso omaggio alla lapide in memoria degli ebrei transitati per la stazione di Ravenna con destinazione Auschwitz. Saranno presenti tra gli altri il sindaco Fabrizio Matteucci e la presidente del consiglio comunale Livia Molducci.

Queste iniziative si uniscono ai due spettacoli teatrali proposti nelle scuole medie del territorio comunale dall’assessorato al Decentramento in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza.

ALLA BIBLIOTECA CLASSENSE. Inoltre in questi giorni le biblioteche dell’Istituzione Classense ricordano il Giorno della Memoria con percorsi bibliografici a tema. La scuola elementare Mordani allestisce poi nella settimana del Giorno della Memoria, a partire dal 27 gennaio, piccole mostre con disegni sul tema della Shoah in vari luoghi della città: biblioteche, librerie, teatri. E i quattro tigli storici del cortile interno della scuola saranno ‘scaldati’ e ricoperti da teli con impronte colorate delle mani di tutti i bambini. All’ingresso della Mordani sarà esposto il numero 27 – costruito in polistirolo – che verrà ricoperto da pensieri, citazioni, disegni, parole inerenti il tema della Shoah.

LA SCHEDA SULLA CONFERENZA DEL 26 GENNAIO, A CURA DEL MEMORIAL DE LA SHOAH DI PARIGI. Formulare l’ipotesi che dei criminali, nella fattispecie dei criminali di massa e criminali contro l’umanità, abbiano coltivato delle motivazioni e delle ragioni per il loro operato rappresenta un pensiero quasi indecente. Il crimine, soprattutto il crimine ultimo che rappresenta la Shoah sotto le sue diverse forme (nei ghetti, nell’Est europeo, nei centri di messa a morte….) deve rimanere ineffabile, senza ragione, misterioso. In fondo, permane l’idea che se lo storico, il ricercatore o lo specialista, si avvicinasse troppo a indagare le motivazioni del crimine, se si sporgesse troppo oltre l’abisso dell’orrore, potrebbe rimanerne folgorato, bruciato, in altre parole contaminato da quel male che ha tentato di comprendere, il che ci indurrebbe a ritenere che sarebbe quanto meno opportuno non correre questo rischio. Ebbene, l’unico modo per fare la storia dei crimini nazisti è proprio quella di prendere in considerazione e di analizzare in quale contesto culturale e normativo proprio quegli atti assunsero un senso e una giustificazione, non soltanto per fare il lavoro dello storico, ma anche, forse, per distruggere l’ultimo argomento dei negazionisti che pretendono che nulla di quanto oggi crediamo sia accaduto accadde veramente, perché degli esseri umani sarebbero incapaci di perpetrare un tale orrore. Assumere la “visione del mondo” nazista come una realtà degna di essere presa sul serio con una sua razionalità ci permette proprio di contrastare questo argomento negazionista e di arrivare a dimostrare il contrario.

JOHANN CHAPOUTOT. Allievo dell’École Normale Supérieure, è attualmente docente all’Université Paris III Sorbonne nouvelle e membro dell’Institut Universitaire de France (IUF). Specialista di storia politica e culturale, Johann Chapoutot è un germanista che ha dedicato diversi lavori alla Germania contemporanea e al nazismo. Ultimamente si è dedicato ad analizzare l’ambizione della politica nazista di creare una nuova morale e un nuovo stato di diritto sotto il Terzo Reich, tema originale della storiografia di questo fenomeno e che è oggetto del suo ultimo saggio, normativa nazista, ‘La loi du sang. Penser et agir en nazi’, Gallimard, Bibliothèques des Histoires, 2014.

Tra le sue numerose pubblicazioni: ‘Fascisme, nazisme et régimes autoritaires en Europe, 1918-1945′, Paris, PUF, 2008, ripubblicato da Quadrige, 2013, in uscita nel 2015 per Einaudi col titolo ‘Controllare e distruggere. Fascismo, nazismo e regimi autoritari in Europa (1918- 1945)’, ‘Le National-socialisme et l’Antiquité’, PUF, 2008, (ultima ristampa 2012), ‘Le meurtre de Weimar’ (PUF, 2008), ‘Le nazisme: une idéologie en actes’, La documentation française, 2012. Ha inoltre pubblicato una Storia della Germania (‘Histoire de l’Allemagne de 1806 à nos jours’, 2014) e dirige dal 2009 una monumentale Storia della Francia contemporanea (‘Histoire de la France contemporaine’) in 10 volumi per l’editore Le Seuil (i primi tre sono stati pubblicati a fine 2012). Ha insegnato in una decina di università e grandes écoles, in Francia come all’estero.

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