Non solo di calcio. Il Berlusca ‘mena’ sul Pippo. Ma non sarebbe meglio che ‘pensasse per sè’ ?

Non solo di calcio. Il Berlusca ‘mena’ sul Pippo. Ma non sarebbe meglio che ‘pensasse per sè’ ?
Berlusconi a Milanello (rep) download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. Ci sono punti di vista che, a volte, nonostante la pletora di mezzi mediatici a disposizione, non emergono. Eppure, potrebbero essere utili, se non risolutivi, perchè è laddove sta la franchezza non condizionata da  gioco alcuno che, spesso, arriva la soluzione. I mediocri, e i condizionati, possono cambiare il mondo, ma in peggio. Perchè allora non dare a voci

NO, ANCHE LA ROSEA NO! Le verità, a volte, sono impietose. Eppure meglio è non sottacerle, come sembrano fare ( nonostante la nomea ufficiale acquisita) alcuni paesi del Nord Europa  i quali, davanti allo sporco, preferiscono spazzarlo sotto i tappeti evitando di eliminarlo con la dovuta e trasparente lungimiranza. Il groppo di quel ‘ dottor Fuentes‘, ad esempio, pur con tutta la  buona volontà, non riusciamo proprio   a mandarlo giù.

Che ‘svela’ oggi di tanto impietoso l’amata ‘rosèa‘? Svela che il nostro calcio, quello più o meno sbeffeggiato dai tanti santoni mediatici, non è più di casa nel Belpaese. Le cause della disaffezione – sottolinea la nostra ‘rosèa‘, sono note e affondano le radici nel tempo: stadi vecchi e scomodi, difficoltà nell’accesso agli impianti, violenza, prezzi non concorrenziali ad altre forme di  intrattenimento ( si pensi al cinema), a maggior ragione in un periodo di prolungata crisi economica.
Secondo alcuni osservatori non basterà neppure ridurre il format da 20 a 18 squadre. I campioni, ce li scordiamo; mentre lo svuotamento degli stadi è un processo lento, progressivo e irrefrenabile: dal picco dei 34 mila spettatori a partita del 1991/1992, in piena sbornia da Italia 90, le presenze della Serie A si sono erose anno dopo anno, finendo per oscillare tra quota 22 mila e quota 24 mila ( eccetto la stagione 2006/2007, scesa a 18 mila data l’assenza della Juve in Campionato).
E se questo è vero, come sembra vero, è chiaro che tutti possono dire tutto di tutto. Possono andare a ruota libera  i tanti testimonials che, fatta la gavetta qui, sono poi velocemente passati a governare realtà calcistiche ( non solo) europee ( molto) importanti, dimenticando, sovente, padre e madre loro. Dire, ad esempio, che il nostro non è più un campionato allenante potrà anche essere (in parte ) vero. Certo è che non solo non ci aiuta a risalire, ma che ci sprofonda ancora più dabbasso. Infatti che appeal può avere un torneo ‘ di transizione‘, come dicono Agnelli e Marotta, o in ‘ costante abbandono‘, come ci rivela, oggi, l’amata ‘rosèa’

Intendiamoci, noi, possiamo anche farne anche a meno, del pallone. Ci siamo ( e ci stanno) privando di tante cose, che anche senza la sfera di cuoio  non finisce il mondo. Certo però è che se ‘ crolla‘ lo sport principe, quale fortuna potranno trovare gli sport meno praticati della Penisola?
Sappiamo, altro esempio, che il basket fatica a ritrovare un livello ( almeno) europeo; così l’atletica (  squassata dal caso Schwazer) e perfino la pallavolo o la pallanuoto, dove anche  fino a qualche mese fa eravamo ai vertici mondiali, non vanno per il meglio. Si regge la magica scherma, ma quella si sa che va oltre il tempo; mostrano il fiatone il ciclismo e la boxe. E così via. Tanto per restare a quegli sport che più ci hanno dato soddisfazione, anche a livello olimpico.
Davanti a questo impietoso contesto è chiaro che ci non possiamo evitatare domanda: ma chi è che ci governa, lassù, nell’Olimpo nazionale dello sport? Gli sciagurati che bisbocciano da anni senza costrutto nel calcio li conosciamo; ma quegli altri, quelli di tanti amatissimi sport che da sempre danno più di quel che hanno, dove stanno? Che fanno? Scendono in gara zitti zitti, e basta?
Avevamo ( fino a qualche giorno fa) un Cigno meraviglioso che danzava sul ghiaccio e che, per una questione ( soprattutto) di principio, abbiamo cercato di trasformare  in quattro e quattr’otto in un Calimero piccolo e nero. Pensate: il Paese della bellezza che ha deturpato un’altra sua bellezza, incredibile!
Dando così ragione a quei ( non pochi)  todeschi i quali pensano che ‘ nel Belpaese si sia  ormai  datia appuntamento tanta di quell’ ignoranza da non meritare più l’enorme patrimonio di bellezza   avuto in eredità”. Questo dobbiamo sentirci dire? A questo ci siam ridotti? E per il futuro? 

UNA PROPOSTA. Dopo avere accettato questo ( ed altro) non possiamo però restare con le mani in mano. Una proposta, per cambiare, ci sarebbe. Insolita, forse perfettibile, un po’ stravagante, sennò che proposta sarebbe? Insomma perchè,  da adesso in poi, non ci dedichiamo ‘ sputtanare‘ tutti quegli ‘stronzi ‘ i quali, piccoli o grandi che siano, stanandoli dai loro anfratti dove non fanno altro che accampare alibi per avversare tutto quanto che serve a rivedere la luce in fondo al tunnel ?
C’è uno stadio da fare( o da rifare)? Beh, chi e perchè, blocca le procedure? Ci sono impianti da sistemare, beh chi e perchè non si va avanti ? E così via. Sì, in pratica, dobbiamo pazientemente riproporci di  sciogliere quei nodi piccoli e grandi che anni d’insipienza, incapacità, scarsa lungimiranza e  mancanza di affezione verso il Paese, hanno finito col stringere. Rendendoci un po’ quanto Gulliver nelle  mani dei Lillipuziani, che con i loro lacci o lacciuoli erano riusciti ad inchiodarlo a terra.

ABBIAMO UN SOGNO. La gente, lo sappiamo, vive di sogni.  La gente, sì, tutta quanta, da un capo all’altro del Pianeta, e soprattutto quella più povera. Povera come noi, del calcio del Belpaese. Noi, trascurati da sceicchi ( compresi quelli  chiacchierati per i loro cospicui finanziamenti a coloro che l’Europa vorrebbero solo decapitarla), oligarchi russi ( petroliferi e non) , squali ( come quelli che navigano in certe squadre della Premier) e spendaccioni vari.
Noi,  però che non rinunciamo a sognare.Tipo: perchè non invitiamo qualche squadra ( o squadrone) barbaro ( straniero)  a venire a giocare nel nostro campionato? Così, per valutare quotidianamente qual è l’oceano che ci separa dalle top dell’Europa.
Qualcuno potrebbe ribattere, che i confronti tra noi e gli altri ci sono già, in Champions e in Uefa. Sì, d’accordo, ma quelli sono solo uno o due o tre confronti all’anno, roba sempre più rara o selezionata, quando invece sarebbe molto più stimolante vederle  sbattere tacchi e testa per 38 partite di fila tra una 
‘tana’ e l’altra. Dalle radici calcistiche ben conficcate a terra.
Al mitico San Siro, ad esempio, o  al nobile Juventus Stadium; ma anche al caldo Marassi o all’ affollato Olimpico, per non parlare dell’appassionato San Paolo; e perfino in quei campetti dall’apparenza innocua, ma in realtà  mefistofelici, come quelli  della Viola, del Sassuolo, dell’Empoli, dell’Udinese etc. Chissà che combinerebbe la squadra ( o lo squadrone ) barbaro ( o straniero) ? Chissà?  Da noi, poveri diavoli, che dai barbari ( o stranieri) siamo stati invasi per secoli. Da noi, che  sulla proposta un’ idea ce l’abbiamo, pazza magari, di certo non in linea con quella delle nostre amabili Cassandre:  ma, qui, con ‘sti chiari di luna, chi può proibirci di sognare?

CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A

Juve, campione d’inverno. Roma sempre più lontana dalla vetta ( -5 punti).  Napoli ancora in scia ( ma  a -8 dalla Roma).  Gruppetto per il terzo posto compatto.  Ma con l’Inter del Mancio da Jesi che registra una battuta d’arresto. Milàn, l’era un gran Milàn. Mentre si dimostra una volta di più  che,  da noi,  sui nostri campi desolati,    non c’è risultato scontato anche con le squadre apparentemente più innocue ( o  da comparsa) come Sassuolo, Empoli, Atalanta.
A proposito dei bergamaschi, da segnalare,  c’è l’impresa di avere espugnato San Siro. Dove  resta parcheggiato il bel simulacro d’una (ex ) grande squadra, capace (oggi ) di evaporare  dopo appena dieci minuti dall’entrata sul campo.
Forse, il Pippo, avrebbe dovuto avere più pazienza d’arrivare al timone. Diventare senza studi particolari comandanti d’una corazzata del calcio, pur in lento ed insipiente disarmo, non è roba da tutti i giorni. Clarence, che inesperto era ma stupido no, ha suo malgrado dovuto imparare  qualcosa. L’arrivo ( al momento solo ventilato) di Arrigo, poi, potrà cambiare qualcosa? Personalmente, ne dubitiamo. Anche se, a dirla tutta, pur con questi uomini il Diavolo è  ( sulla carta) non certo inferiore a ( quasi tutte le)   squadre che attualmente lo precedono. Si va completando nel frattempo il tabellone di Coppa Italia: qualificato al momento è il Milan ( che affronterà la Lazio).

RISULTATI XIX GIORNATA. ( sabato 17) Empoli-Inter 0-0, Palermo-Roma 1-1; ( domenica 18) Lazio-Napoli 1-2, Cesena -Torino 2-3, Chievo-Fiorentina 1-2, Genoa-Sassuolo 3-3, Milan-Atalanta 0-1, Parma- Sampdoria 0-2, Udinese-Cagliari 2-2, Juventus-Verona 4-0.

CLASSIFICA. Juventus punti 46 ( Campione d’inverno); Roma 41, Napoli e Samp 33, Lazio 31,Fiorentina 30, Genoa 28, Milan e Inter 26, Palermo 28, Sassuolo 25, Udinese 24, Torino 22, Verona 21, Atalanta 20, Empoli 19, Chievo 18, Cagliari 16, Parma (-1)  e Cesena 9.
MARCATORI. 13 reti, Tevez ( 2,Juventus), 10 Icardi (2 Inter), Higuain (1 Napoli), Dybala( 2,Palermo); 9 Menez ( 5 Milan), Callejon ( Napoli).

PROSSIMO TURNO XX GIORNATA. ( sabato 24) Cagliari-Sassuolo ( ore 18), Lazio-Milan ( ore 20,45); ( domenica 25) Inter-Torino, Juventus-Chievo, Parma-Cesena, Samp-Palermo, Verona-Atalanta, Fiorentina-Roma; ( lunedì 26) Empoli-Udinese ( ore 19), Napoli-Genoa ( ore 20,45).

 

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