Notizie( non solo)di calcio. Milano non più Milano? La Signora allunga. E solo la neve ci rallegra.

Notizie( non solo)di calcio. Milano non più  Milano? La Signora allunga. E solo la neve ci rallegra.
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LA CRONACA DAL DIVANO. A rallegrarci c’è rimasta la neve. Con Paris ( e compagni), snowboard ( Matteotti e Fischnaller) e lo sprint del fondo  ( Pellegrino). Delusioni arrivano invece dal tennis ( fuori Seppi, dopo l’impresa contro re Federer) e dalla solita Milano del basket, che stenta a diventare adulta. Naviga, invece, come da copione, il nostro Campionato. Bistrattato a piacimento, ma capace anche di belle impennate. Con la Signora in testa, la Roma a sette lunghezze, e gli aspiranti al terzo posto che si stanno via via riducendo. Lazio, Napoli ( aspettiamo l’incontro con il Genoa) , Samp ( in frenata), Fiorentina etc. Scompaiono dall’orizzonte le due milanesi: Inter, battuta in extremis a San Siro, dal Toro; Milan, prima in vantaggio, poi evaporato come al solito, e infine travolto dalla Lazio agguerrita di Lotito e Tare.

LE DUE MILANESI. Se si pensa che San Siro ha visto levarsi al cielo ben 10 Coppe dei Campioni ( oggi Champions) di cui sette al Diavolo e tre al Biscione ( più  5 finali: 4 per il Milan e una per l’Inter) sale il groppo alla gola nel vedere le due milanesi arrancare penosamente in fondo al gruppetto che aspira, quest’anno, al  terzo posto Champions o, in subordine, alla Uefa.
Il Mancio da Jesi, nonostante gli inserimenti di gennaio, non ha ancora preso in mano il bandolo d’una matassa che s’è pericolosamente aggrovigliata; il Pippo, invece, continua a navigare senza timone in mare aperto con una corazzata che, probabilmente, aveva bisogno di qualche suo anno di gavetta in più per essergli affidata.
Berlusca ( e Galliani) evidentemente cominciano a vedere ‘ la pace dei sensi‘; e delle antiche, felici, intuizioni non hanno manco più l’ombra. Oltre che i danari. E’ infatti il Milan, capace  di evaporare da un attimo all’altro, senza resistenza alcuna e  senza idee, a dare maggiori preoccupazioni.
Conta 26 punti, ma non riesce a vincere manco più con quelle del fondo classifica, mentre la pagina di destra si avvicina ad ogni incontro di più. Non è che, il Diavolo, il mitico Diavolo, andando avanti come i gamberi, possa ritrovarsi a breve tra i candidati a scendere piuttosto che a salire?  I tifosi sono preoccupati. Anzi rassegnati, tant’è che manco si avvicinano più di tanto allo stadio. Mentre hanno anche perso la voglia di parlare, scioccati da tanta inattesa, incomprensibile e dolorosa povertà.

 

 

CAMPIONATO XX GIORNATA. ( sabato 24) Cagliari-Sassuolo 2-1, Lazio-Milan ( 3-1); ( domenica 25) Inter-Torino 0-1, Juventus-Chievo 2-0, Parma-Cesena 1-2, Sampdoria -Palermo 1-1, Verona-Atalanta 1-0, Fiorentina-Roma 1-1; ( lunedì 26) Empoli-Udinese( ore 18), Napoli-Genoa ( ore 20,45).
CLASSIFICA ( provvisoria) Juventus punti 49, Roma 42, Lazio e Sampdoria 34, Napoli 33, Fiorentina 31, Genoa 28, Palermo 27, Inter e Milan 26, Sassuolo e Torino 25,  Verona e Udinese 24, Atalanta 20, Empoli e Cagliari 19, Chievo 18, Cesena 12, Parma 9 ( -1).

LA COPPA ITALIA. Fino a qualche anno fa snobbata, è ora l’obiettivo di tutti. Anche perchè, oltre a regalare qualche spicciolo, può consentire l’accesso Uefa. Finora, ad essersi qualificate sono state:  Milan-Lazio, Roma-Fiorentina, Juventus-Parma, Inter- Napoli .

IL CALCIOMERCATOOsvaldo, punta ad un divorzio all’italiana dall’Inter: lo corteggia la Juve, ma potrebbe andare al Milan o all’Estero. Balo, invece, è sempre più solo. Per consolarsi potrebbe chiamare il suo Mino, che per la fretta di incassare s’è dimenticato ancora una volta … di capire quale passo era giusto o meno per l’assistito. Eto’0  è  riuscito a salire sull’aereo per Genova.
Il ‘cambio‘ di Higuain, Duvan Zapata, 23 anni, è richiesto in Italia e all’Estero. Strama, invece, pensa al San Paolo, per il dopo Benitez. E Di Natale, stanco del Friuli, consulta sulla cartina le località di Dubai, New York, Firenze e perfino Empoli. Garcia, felice d’essersi italianizzato, cerca di tenere il passo della Signora.  Ohibò: lo sapete dove si potrà vedere la Champions nel triennio 2015/2018? Solo, ed esclusivamente, sui canali Mediaset. Povera Sky!

All’Estero, in Francia, sta per scoppiare la bomba Psg, dove ormai tutti son contro tutti. Lo dicevamo, ai nostri entusiasti esterofili, di non farsi prendere dalla frenesia. Eupalla, il dio del calcio, ama il sangue blu  e non i parvenues, pur se spendaccioni. I quali  si devono accomodare comunque a far l’anticamera. Si è preso intanto un brodino caldo il Barca nell’andata dei quarti di Coppa del Re contro l’Atletico ( 1-0) e in Liga; mentre in Coppa d’Africa, la Guinea padrona di casa approda ai quarti.

LA NOSTRA BARBARA. Che sta accadendo al Milan non lo sa ( come si diceva poco sopra)  manco più il Berlusca, che continua a scendere dal cielo ( guasti meccanici all’elicottero permettendo) ma senza costrutto. L’azzardo Inzaghi non dà i risultati sperati, e l’addio dal frettoloso ( ma non del tutto colpevole) ex bomber sembra sempre più vicino. Ma se sul campo la situazione comincia a scottare, fuori, c’è fortunatamente qualcuno ( o qualcuna) che sta cercando ( almeno) di far quadrare i conti delle smunte e disperate casse rossonere.
Questa qualcuno è Barbara, amabilmente ribattezzata LadyB, impegnata a scuotere il vecchio Diavolo come nessun altro. Dopo il successo di Casa Milan ( con due i milioni finora incassati grazie a Cucina Milanello, Store e Museo) e l’arrivo sui conti correnti  di cento milioni  concessi da Emirates, Lady B , punta decisamente a realizzare un nuovo ed avvenieristico  impianto sportivo in zona Portello.Chiaro che, tra un Berlusca ed un Galliani ormai spenti, e un Pippo più stralunato che altro, la tifoseria rossonera stia sempre più guardando alla  giovane erede del Berlusca con grandi speranze e simpatie.
Sarà lei a prendere in mano la corazzata? L’unico appunto che le si muove è ( al momento ) sulla capienza dello stadio, tra i 40 e i 45 mila posti, forse un po’ pochi per una metropoli con circa quattro milioni di abitanti. Dove la scommessa sul calcio, se ben articolata, non ha mai dato buca. Qualcuno, subdolamente, con velenosa malizia, ha cominciato infatti a chiamarlo lo ‘ stadiolo’;  sì, certo, lo ‘stadiolo’ del Milan.

LA BENEDIZIONE OLIMPICA. E chiudiamo con un argomento  succoso, almeno per noi. E che riguarda  Roma olimpica, dopo che la nostra candidatura low cost è stata presentata al Cio. In queste ore, ci sono stati incontri a Davos tra una delegazione del Coni guidata dal presidente Malagò e i vertici del Cio. I risultati, almeno da quel che trapela, sono stati fruttuosi ed incoraggianti. Caput mundi, nonostante una gran parte di chi la abita, resta tuttora una città unica e senza pari.
Indicare i suoi pregi è un esercizio scontato. Roma è Roma. Semmai, a preoccupare, sono i difetti. L’obiettivo infatti è ora quello di spostare ‘consenso verso la candidatura e persuadere  gli Italiani che vale la pena provarci’. Mai come in questo caso – riporta Valerio Piccioni sulla ‘rosea‘- per vincere bisogna convincere. I nostri conterranei, purtroppo,  prima ancora che i paludati membri del Cio. Che a Roma verrebbero di volata, se non altro per (re)immergersi nelle radici ( non solo ) d’Occidente.

Questo, manco a dirlo, è uno strano paese. Rinasce quando sembra morto, dalle sue ceneri, come l’Araba Fenice . Ruba, mangia, demolisce non appena può, anche perchè Stato e Legge spesso ( colpevolmente) latitano. Eppure, se posto con le spalle al muro, se si riesce a fargli attingere alle sue energie riposte, sa fare cose che nessun altro sa fare. Siamo solo 60 milioni, eppure non c’è angolo di terra dove non fiorisca qualcosa di italiano.
Siamo, volendolo, il Paese della bellezza, dove nascono geni immortali capaci di opere immortali. Roma, in questo caso, ne è lo scrigno più ricolmo e noto . Eppure, questa volta, come dice il presidente del Coni  Malagò, più che a battere Boston o Parigi  ( per riaccendere il fuoco d’Olimpia)  dovremo ‘ battere’ gli Italiani. Soprattutto – aggiungiamo noi – quei ‘ rompiballe’ di mestiere  che pur di non far fare qualcosa d’importante all’altro preferiscono ‘ pestarsi  i coglioni loro’. 

IL NUOVO STADIO DI ROMA?  E ‘ rompiballe‘, con tutto rispetto per i rompiballe, sono spuntati fuori per impedire la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tordivalle. Solita manciata di contestatori, con l’ inevitabile portavoce e i soliti cartelli di contrasto. Lamentano, tutti costoro, manco a dirlo, la ‘solita‘ colata di cemento in una zona che ( a dir loro) ha qualche problema. La Regione che a breve deve valutare  l’impatto strategico del progetto, al momento, tace.

Speriamo che, al posto del cemento, non chieda di costruire l’opera in grado di dare nuova linfa alla Roma ( e a Roma) con pandispagna, cioccolata Nutella e crema.

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