Notizie(non solo) di calcio. L’agonia del Diavolo. Ma anche i danari ‘ che scottano’ dei qatarioti.

Notizie(non solo) di calcio. L’agonia del Diavolo. Ma anche i danari ‘ che scottano’ dei qatarioti.
MILAN, CRISI INFINITA E TORMENTONE BALOTELLI

LA CRONACA DAL DIVANO. Finalmente, in Francia, qualcuno s’è chiesto chi siano i qatarioti. Se è vero che sono tra i finanziatori di ci vuol tagliare la gola non vediamo perchè possano ammessi senza remora alcuna nel nostro calcio.  Di ‘doping’ , e non solo chimico, ne abbiamo abbastanza. Scema, piuttosto, l’entusiasmo attorno al Milan del mitico Pippo. Che qualcuno prova a difendere.
Ma è chiaro che, al di là di attitudine e competenza, chè queste sono qualità avrà modo di dimostrare in seguito, qui, a mancare in maniera evidente, è l’esperienza. Il bravo Pippo ha forse accelerato sciaguratamente i tempi d’approdo al comando d’una corazzata qual è il Milan. L’esperienza, questa sì manca, e nel suo caso conta e non poco. Ne sa qualcosa anche Seedorf, che scarso non è, nè come uomo nè come ‘ conoscitore del gioco della palla’.

Sugli spalti di San Siro, semivuoti, sono cominciate intanto ad apparire le prime sentenze. Il popolo rossonero, e non solo quello delle curve, vorrebbe restare a fianco del suo Pippo, ma si vede chiaramente che, lui, non è affatto  in grado di governare una cosa ( al momento) tanto, troppo, più grande. Il popolo rossonero non vede più Galliani, per rinnovare, così come chiede Barbara.
Gli acquisti a parametro zero, inoltre,  stanno dando i loro risultati. I boys vanno in campo senza anima, ed evaporano già dopo dieci minuti di gioco. Gli altri, tutti gli altri avversari, l’hanno capito e si fanno beffe anche dei momentanei, e spesso casuali, vantaggi rossoneri. A questo punto si capiscono i nervosismi di Mexes o di Muntari.
E anche la discesa nel limbo dei giovani  De Sciglio e El Sahaa.
Mentre non si capisce affatto come si articolino tra difesa e centrocampo, dove si mostrano  teneri come burro caldo, e con quei passaggi all’indietro che fanno scorrere brividi raggelanti lungo la schiena. Menez, ad esempio, segna, ma s’attarda col pallone e la squadra non scorre attorno a lui. Montolivo, dopo l’infortunio, pare uno messo lì per caso;  Abate e gli altri infine comincino a guardare altrove: perchè, questi, più che difensori, sono autentici  ’ cavalli di troia‘  per gli avversari. Incredibile. Peccato, anche perchè si stanno definendo i colpi Bocchetti ( già a Milano) e Destro ( in arrivo). Soldi gettati al vento?

Non se la passa meglio l’Inter del Mancio da Jesi . I nuovi acquisti tardano ad ingranare, mentre Champions e Uefa s’allontanano. Thohir dice che non fa nulla, e così l’ex Moratti, ma è chiaro che con il fair play finanziario i nerazzurri potrebbero trovare grosse grane. Tali da ridimensionare il loro futuro. Anche qui un vero peccato, perchè delle due squadre che hanno alzato dieci Coppe dalla Grandi orecchie il calcio, non solo italiano, ne avrebbe bisogno. Eccome.
E se la Juve trema al solo pensiero che Raiola possa strappargli Podgba, nell’attesa d’una Champions finalmente da grande qual è, s’affollano i pretendenti al secondo e terzo posto. La Roma infatti  ( salvo contrordine) pare avere mollato, il Napoli si mostra invece in risalita, mentre altre ( come la gagliarda Samp di Ferrero e Sinisa) si sono accodate al trenino per l’Europa , prospettando un girone di ritorno tutto da godere. Alla faccia degli amabili ( e sempre attivissimi ) esterofili nostrani.

CAMPIONATO XX GIORNATA. ( sabato 24) Cagliari-Sassuolo 2-1, Lazio-Milan ( 3-1); ( domenica 25) Inter-Torino 0-1, Juventus-Chievo 2-0, Parma-Cesena 1-2, Sampdoria -Palermo 1-1, Verona-Atalanta 1-0, Fiorentina-Roma 1-1; ( lunedì 26) Empoli-Udinese( ore 18), Napoli-Genoa ( ore 20,45).
CLASSIFICA ( provvisoria) Juventus punti 49, Roma 42, Lazio e Sampdoria 34, Napoli 33, Fiorentina 31, Genoa 28, Palermo 27, Inter e Milan 26, Sassuolo e Torino 25,  Verona e Udinese 24, Atalanta 20, Empoli e Cagliari 19, Chievo 18, Cesena 12, Parma 9 ( -1).

LA COPPA ITALIA. Fino a qualche anno fa snobbata, è ora l’obiettivo di tutti. Anche perchè, oltre a regalare qualche spicciolo, può consentire l’accesso Uefa. Finora, ad essersi qualificate sono state:  Milan-Lazio 0-1, Roma-Fiorentina, Juventus-Parma, Inter- Napoli .

MA DA DOVE ARRIVANO QUEI SOLDI? Il calcio, si sa, è un bussines mondiale. Il primo e incontrastato bussines sportivo mondiale. In questi ultimi anni le entrate, da quel che evince dalle comunicazioni in possesso, sono cresciute enormemente, tanto per la Fifa che per la Uefa, la qual ultima  proprio a partire da quest’anno ha ulteriormente incrementato  il ( già alto) montepremi  da destinare ai fortunati partecipanti alla  Champions.
E dove svolazzano danari, da che mondo e mondo, svolazzano gli ingordi. Regolari, registrati, sommersi e così via. Da qualche tempo qualcuno ha cominciato ad indagare sui nuovi ‘spendaccioni’ del calcio (in) Europa, troppo frettolosamente accolti come novelli conti di Montecristo, senza prima dare un’attenta occhiata  alla provenienza e alla legittimazione di tanta facile goduria. Perchè se è vero che, come diceva un antico, ‘ pucunia non olet‘, è altrettanto vero che proprio l’impero di Roma a forza di non annusare più da dove provenivano le sue entrate ha finito col dissolversi.

I QATARIOTI. Nell’ambito della lotta di potere che coinvolge l’ex presidente Sarkozy, grande tifoso del Psg e grande amico dell’emiro, il Qatar è un paese considerato in Francia  ormai apertamente  ’ un finanziatore dei terroristi e responsabile, indiretto, degli attentati di Parigi’.
Ironia della sorte – rileva la ‘rosea’ – lo scorso settembre, il settimanale satirico Charlie Hebdo via twitter l’aveva buttata sul ridere: ” Paura di un attentato a Parigi? Rifugiatevi dal Psg, il solo posto che non sarà attaccato dai jiadisti finanziati dal Qatar”. Mica roba da poco, questa, anche se solo parzialmente fondata, e respinta dall’esecutivo socialista che ritiene le ‘accuse’   infondate, mentre l’ex presidente ( più volte chiacchierato) interviene  accorato:  ” Il Qatar? E’ un paese amico”.

Il Psg, tra l’altro, secondo l’Equipe, proprio a giugno, si libererà delle catene del fair play finanziario, immettendo sul mercato  grosse cifre.  Quelle, per fare alcune fanta-ipotesi, che potrebbero interessare Paul Podgba o addirittura Leo Messi. Si sa che nell’ambito della politica, tanto nel Belpaese quanto nel resto d’Europa, tutto resta possibile. I contorni tra bene e male, qui,  senza distinzioni di razze e generi, sfumano da sempre.
Ma , ci chiediamo, è proprio indispensabile  trasferire la stessa torbida tristezza  anche nel mondo del calcio? E’ proprio inevitabile? Tanto più che sugli spalti dovrebbero trovare ( prevalentemente) posto giovani e giovanissimi, famiglie e appassionati, tanti, in ogni angolo del Mondo, e  senz’altra aspirazione che ammirare un evento entusiasmante e pulito? Non è forse meglio fare chiarezza? Per fare entrare chi è legittimato a farlo e lasciar fuori chi non lo è ?
Sì, perchè a parte la gravità dell’accusa, se ben si guarda, un calcio alla caccia spasmodica di danari è più proiettato a difendere gli interessi di un Raiola o di un Mendes ( e affini) piuttosto che quelli che suoi (ingenui)  fans. E poi, dove mettiamo tutti quei discorsi sulla decadenza di questo calcio piuttosto che dell’altro, quando il primo viene ‘dopato’ da entrate senza limiti e senza controllo e l’altro deve navigare ‘a forza di remi’ sperando tutt’al più  in qualche rara folata di vento ?

LOTTE AL VERTICE.  Monsieur Blatter, svissserotto, ultraottantenne, vuol ricandidarsi al vertice Fifa. Probabilmente, pensando di avere ottenuto contrariamente a Ghilamesh, l’immortalità, cercherà di varcare questo secolo e pure l’altro. Quando, certi amici annidiati in qualche bell’angolo delle Alpi, muovono critiche sulla gerontocrazia in voga presso i  confinanti del Belpaese, dovrebbero far mente locale se anche da loro chi è montato su una bella poltrona intende, poi, abbandonarla come fece il solo Cincinnato. Ci farebbero più figura loro, e ci sarebbe qualche inutile pregiudizio in meno a circolare per la ridente Europa.
Monsieur Blatter, che ama l’Italia alla follia, se vogliamo andare all’osso,  continua a fare danni in quantità. Sprofondato com’è nella pace dei sensi. Quali danni? Una timida lotta contro il  doping, ad esempio, ma anche contro il traffico dei minori, contro le milionarie e affollate movimentazioni di giocatori o presunti tali da un continente all’altro e contro il diffuso fenomeno delle calcioscommesse ( che non sono prerogativa solo di quegli sciagurati del Belpaese), senza scodare il ruolo sempre più rilevante ( ma non ancora adeguatamente chiarito) dei fondi d’investimento, che comperano indisturbati uomini e società.

Con un dirigente così, senza voler essere malvagi, e preconcetti, potremmo avere la sorpresa di trovarci ( in un prossimo futuro)  da ricconi a poveri diavoli,  senza più mutande,  da un momento all’altro. Infatti, a chi stiamo vendendo questa radicata, semplice, fascinosa passione? Ai soliti mercanti del tempio?  Come potrebbero essere i qatarioti ( e gli amici dei qatarioti) ? Forse, visto che perfino monsieur Platini s’è ritirato dal confronto con l’eterno svissserotto, ci converrà puntare su Raiola. Almeno, costui,  lo abbiamo inquadrato. Da cima a fondo. L’astigmatico. Che tra bianco e nero, giallo e blù, verde e oro, poco distingue.  Anche perchè cosa contano i colori, all’apparire del dolce tintinnio d’una caduta di lucenti monete?

 

 

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