Cesena. Appello del sindaco Lucchi a enti, vertici sistema bancario e ordine degli avvocati per partecipare alle spese per il ripristino del Giudice di pace.

CESENA. Potrebbero riaprirsi i giochi per riportare a Cesena il Giudice di Pace. Un emendamento al decreto Milleproroghe, infatti, prevede che entro l’inizio dell’estate gli enti locali interessati possano chiedere al Ministero il ripristino degli uffici di Giudice di Pace soppressi a fronte della loro disponibilità a farsi carico di tutte le spese relative. Di fronte a questa prospettiva, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha inviato una comunicazione a tutti i Sindaci del comprensorio cesenate, al Presidente della Provincia, al Presidente Ordine Forense di  Forlì-Cesena, al Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, al Presidente della BCC Cesena, ai Commissari Straordinari BCC Romagna Cooperativa e al Direttore d’Area della Banca Popolare Emilia-Romagna per prospettare questa possibilità, che per altro era già stata esaminata nel 2012. All’epoca, di fronte a una quantificazione di spesa complessiva di circa 400mila euro, il Comune di Cesena, aveva dichiarato la propria disponibilità a concorrere alla copertura delle spese con una quota di 106mila euro, mentre il Comune di Bagno aveva indicato un apporto di 15mila euro e la Provincia si era detta pronta a mettere a disposizione i locali.

Con la comunicazione odierna, il sindaco Lucchi ribadisce la disponibilità segnalata allora dal Comune di Cesena e chiede se anche  Provincia e Comune la confermano. Ma soprattutto  sollecita gli altri Comuni, al sistema bancario e all’Ordine degli Avvocati di esprimersi su questa ipotesi e di indicare se hanno la volontà di partecipare con proprie disponibilità a fornire le risorse necessarie alla copertura dei costi residui.

LA LETTERA DEL SINDACO LUCCHI: 

L’on. Enzo Lattuca ci ha comunicato i contenuti di un emendamento al Decreto Legge 192/2014 (cosiddetto “decreto Milleproroghe”), per i quali vengono riaperti fino al 30 luglio 2015 i termini della procedura che consente agli enti locali, anche consorziati, e alle Unioni dei Comuni di richiedere al Ministero della Giustizia il ripristino dell’ufficio del giudice di pace posto sul loro territorio e del quale è prevista la soppressione, sostenendone tutti i costi.

In caso di approvazione del decreto, si riapre quindi la possibilità per il territorio di riottenere l’Ufficio del Giudice di Pace di Cesena e di Bagno di Romagna. Le condizioni risulterebbero le stesse sulle quali ci siamo confrontati nell’ottobre del 2012, ossia la totale sostenibilità economica in capo agli enti locali. In attesa del completamento del percorso parlamentare del decreto, ritengo opportuno ripartire dall’analisi fatta nel 2012 per valutare se, in questa occasione possano esserci le condizioni per ottenere la presenza del Giudice di Pace nel territorio cesenate.

In quell’occasione si accertò che il costo per il funzionamento dei locali del Giudice di pace, già a carico del Comune di Cesena, ammontavano a 106.000 euro, mentre i costi relativi al personale amministrativo, quantificati dal Presidente del Tribunale nel corso della riunione del 14 settembre 2014, assommavano a circa 300.000 euro, per dieci unità di personale.

La Provincia si dichiarò disponibile a farsi carico dei locali, mettendo a disposizione la propria sede di Cesena, mentre il Comune di Cesena confermò la propria disponibilità per l’impegno dei 106.000 euro annui per la spesa del personale. Il Comune di Bagno di Romagna si dichiarò pronto a contribuire con 15.000 euro a fronte di una giornata di udienze da svolgersi a Bagno di Romagna.

Per attivare dunque la procedura che porterebbe alla riapertura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Cesena e Bagno di Romagna, sono a richiedere a Provincia e Comune di Bagno di Romagna la conferma delle disponibilità avanzate nel 2012 (confermando nel contempo la disponibilità già manifestata dal Comune di Cesena), nonché al sistema dei Comuni, all’Ordine degli Avvocati ed al sistema economico del territorio di esprimersi in merito alla volontà di partecipare con proprie disponibilità a fornire le risorse necessarie alla copertura dei costi residui (sulla base dell’analisi dei costi effettuati nell’ottobre 2012, si tratterebbe di circa 179.000 euro).

Naturalmente, qualora emergano le disponibilità necessarie a coprire le esigenze economiche, sarà necessario aggiornare l’analisi dei costi per avere il quadro esatto e definitivo dell’impatto economico.

Nel caso auspicabile in cui si raggiunga il risultato, nell’interesse dei cittadini e delle imprese dell’intero territorio che, anche alla luce della chiusura della sezione distaccata del Tribunale; tornerebbero così a poter fare affidamento su un importante servizio, sarà necessario elaborare una specifica convenzione tra tutti i soggetti che avranno scelto di concorrere al mantenimento dell’ufficio del giudice di pace.

Vi chiedo infine di dare rapido riscontro alla presente, comunque non oltre il prossimo 6 marzo.

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

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