Ravenna. Si chiude con lo spettacolo ‘Antidoto’ la settima edizione del progetto ‘Liberi dalla mafie’.

Ravenna. Si chiude con lo spettacolo ‘Antidoto’ la settima edizione del progetto ‘Liberi dalla mafie’.
Mafia e sicurezza. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Si conclude così la settima edizione del progetto ‘Liberi dalle mafie’, che ha visto la partecipazione di oltre 1.700 studenti. 

A conclusione della settima edizione del progetto ‘Liberi dalle mafie’, che ha coinvolto oltre 1.700 studenti delle classi seconde e terze di quasi tutti gli istituti secondari di primo grado del territorio comunale (Don Minzoni, Montanari, Ricci Muratori, Novello, Damiano, Tavelli, Mattei, Valgimigli, Zignani, Gessi e Da Feltre) e quelli del centro di formazione professionale Pescarini, GIOVEDI’ 12 MARZO alle 20.30 all’Almagià si svolgerà l’evento pubblico a ingresso libero ‘Ravenna contro le mafie’.

Il programma della serata prevede la messa in scena del nuovo spettacolo della compagnia Tappeto di Iqbal, del quartiere Barra di Napoli, di cui fanno parte ragazzi giovanissimi strappati alla strada, dal titolo ‘Antidoto – una strategia oltre che un’idea’. Interverrà inoltre l’assessore alla Pubblica istruzione e infanzia Ouidad Bakkali.

‘ANTIDOTO’ è la storia di chi non per forza è un artista, ma sicuramente non è uno schiavo, di chi sta provando a vivere una vita ‘eccezionalmente’ normale, la storia di un gruppo di giovani che ‘ha una strategia oltre che un’idea’.

Il progetto ‘Liberi dalle mafie’, di sensibilizzazione contro tutte le forme di criminalità organizzata, è promosso e realizzato da Comune, Regione, Miur, associazioni Pereira e Libera, in collaborazione con Confesercenti Sos Impresa e Arci, con il contributo di Camst e Coop Adriatica e con l’adesione del Siulp provinciale.

Lo spettacolo e il progetto sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in municipio.

‘Questo progetto, che continua a realizzarsi grazie a una rete consolidata di soggetti che lo sostengono – ha dichiarato l’assessora all’Istruzione Ouidad Bakkali – è uno di quelli maggiormente voluti e attesi dalle scuole. Nella giornata del 12 lo apriremo anche alla cittadinanza, offrendo non solo uno spettacolo teatrale ma anche un’esperienza umana davvero significativa, quella di uno dei quartieri più difficili di Napoli, dove è nata una onlus che è riuscita a togliere tanti giovani dalla strada. Mi piace inoltre ricordare che recentemente il nostro Comune ha aderito ad Avviso Pubblico, una rete di enti locali impegnata a lavorare e a scambiarsi buone prassi nella diffusione della cultura della legalità’.

Per l’associazione Pereira, che conduce i percorsi formativi, rivolti agli studenti ma anche ai docenti, è intervenuto Matteo Pasi sottolineando ‘l’approccio multidisciplinare dell’attività con i ragazzi, che prevede lezioni frontali, proiezione di documentari, incontri con testimoni. I ragazzi si dimostrano molto ricettivi, condividono l’esperienza con le loro famiglie e spesso restano in contatto con noi anche al termine del progetto’.

Roberto Lucchi, di Confesercenti Sos Impresa, ha auspicato ‘che il progetto diventi permanente, perché il suo valore emerge ogni anno di più” e ha sottolineato che lo spettacolo che sarà rappresentato il 12 marzo “contribuisce a lanciare un ulteriore messaggio: che è possibile resistere alle intimidazioni e alle sopraffazioni e ripartire dall’esperienza di giovani che non hanno voluto restare soggiogati dalla criminalità’.

In rappresentanza del Miur e dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale è intervenuta la funzionaria Cinzia Tartagni, sottolineando ‘l’importanza del fatto che il progetto si rivolga a ragazzi tutto sommato ancora abbastanza piccoli, per far crescere fin da subito in loro la consapevolezza di un fenomeno così grave e la cultura della legalità, anche attraverso contatti diretti con chi ogni giorno combatte contro le mafie’.

Renzo Savini, di Coop Adriatica, ha ribadito ‘il sostegno a Libera, di cui condividiamo i valori’, e affermato che la battaglia della legalità dovrà andare avanti finché la mafia esisterà, in tutta l’Italia. Bisogna fare fronte comune contro la cultura mafiosa, che non si manifesta solo con metodi violenti e di sopraffazione, ma anche con modalità più subdole”.

Per Libera e Arci ha parlato Deborah Galassi, che ha sottolineato quanto sia importante il lavoro di rete fra tutti i soggetti coinvolti: ‘Quando le vittime di mafia e chi è impegnato nelle cooperative che gestiscono i patrimoni confiscati incontrano i ragazzi, le loro parole fanno subito breccia; ma questo avviene perché alla base c’è stato un attento lavoro di preparazione. E’ stato un piacere portare l’esperienza di Libera nelle scuole, perché i ragazzi ne hanno subito colto il valore di cooperazione e comunità’.

Infine Marcella Bondoni di Camst ha ricordato che ‘i bambini di oggi saranno gli artigiani e gli imprenditori di domani e per questo è importante che apprendano fin da piccoli la cultura della legalità, anche in territori che fino a poco tempo fa venivano creduti erroneamente immuni dalla mafia’.

I PERCORSI FORMATIVI per gli studenti, condotti dall’associazione Pereira con particolare attenzione ai contesti territoriali regionale e locale e alle diverse forme che la mafia progressivamente assume, sono partiti a novembre e si sono conclusi in questi giorni. Oltre che in attività di analisi e approfondimento in classe e in esperienze didattiche con giochi di ruolo e dinamiche di gruppo con e fra gli studenti, sono consistiti in incontri fra testimoni significativi e gli studenti stessi.

I ragazzi hanno incontrato: Antonio Anile, imprenditore vittima di usura; Ciro Corona, presidente di (R)esistenza Anticamorra, associazione di lotta alla illegalità e alla cultura camorristica che opera nel quartiere napoletano di Scampia e i rappresentanti delle cooperative associate a Libera: Alfio Curcio, della cooperativa Beppe Montana di Siracusa; Giovanni Lo Jacono della cooperativa Rosario Livatino di Naro (Agrigento), Roberto Fiorillo, della cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana di Casal di Principe (Campania), Sara Basigli della cooperativa La Pietra di Scarto di Cerignola.

Ai percorsi formativi hanno partecipato per il secondo anno gli studenti del Pescarini, alcuni dei quali l’anno scorso hanno fatto, grazie alla collaborazione con Arci, un’esperienza di volontariato in una delle cooperative che gestiscono terreni confiscati alla mafia. E si auspica di ripetere tale esperienza anche quest’anno.

Inoltre 22 docenti hanno partecipato a un percorso formativo condotto dalla stessa associazione Pereira, finalizzato a fornire loro strumenti utili per introdurre all’interno dei rispettivi piani didattici elementi di cultura e di conoscenza antimafia.

Un’ulteriore fase del progetto sarà costituita, nella settimana dal 16 al 20 marzo, dalla distribuzione nelle mense scolastiche di tutte le scuole del territorio – a partire dai nidi d’infanzia-  a cura dell’impresa di ristorazione Camst di Villanova di Castenaso (Bologna) dei prodotti, in particolare la pasta, delle cooperative di Libera Terra.

Tra l’altro quest’ultima fase del progetto si concluderà proprio alla vigilia del 21 marzo, giorno della memoria di tutte le vittime di mafia, la cui manifestazione nazionale si svolgerà quest’anno a Bologna.

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