Notizie non solo di calcio. Leggende azzurre sul Mondo. La ‘rossa’ domina le ‘frecce’; Vale torna in cattedra.

Notizie non solo di calcio. Leggende azzurre sul Mondo. La ‘rossa’ domina le ‘frecce’; Vale torna in cattedra.
Vettel con Eva la 'rossa' download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. Giornata tricolore trionfale per moto e auto . Vergogna invece per la misera prestazione della Nazionale di calcio in Bulgaria. Con il solito calcio in faccia dallo sport più amato, seguito, pagato. La gente abbandona eppure, loro, i super tutelati benestanti,  manco se ne accorgono. La pochezza messa in campo contro l’umile Bulgaria resterà quale pietra di paragone per questo ed altri sport.  Routine, invece, o giù di lì,  sugli altri campi in cui è sceso lo sport ( non solo) nostrano. Unica vera eccezione il Paolini che, a 38 anni, ha staccato tutti alla Gand-Wevelgem.

VALE IN CATTEDRA. Molti lo sognavano, pochi ci credevano. Eppure anche qui, la negletta Italia, patria sbandierata di corrotti e corruttori, non si scorda mai quello che l’ha resa unica e straordinaria agli occhi del mondo: la creatività, che s’esprime spesso in gesti, soluzioni, opere sovente eccezionali. Perchè null’altro che eccezionale è vedere il vecchio maestro di Tavullia bacchettare i suoi giovani allievi, tornando di nuovo in cattedra.
Ora, se voglio impedirgli di conquistare il Decimo titolo, che lo metterebbe definitivamente nell’Olimpo dei grandi driver, dovranno fare i conti ( soprattutto) con lui. Anche se le ‘rosse’ Ducati, di Borgo Panicale, vorranno dire la loro. Dovi e Iannone non sono figure di secondo piano, ma Italoi dal carattere fiero e combattivo. Come quelli d’una volta, insomma, anzi con qualcosa di positivamente nuovo. Per i ragazzi d’Ispagna, insomma, quest’anno, sarà davvero dura.

IL RITORNO DELLA ROSSA. Mai abbiamo nutrito il dubbio circa il ritorno della ‘rossa’. Anzi, già dai giorni di vigilia, s’avvertiva l’alito affamato della belva pronta ad addentare, nuovamente, la sua preda. Il destino della ‘rossa‘ è scrivere leggende. Di quelle uniche. Esclusive. Che infiammano l’immaginazione della  gente, da un capo all’altro del Pianeta. Per questo uno che ‘ monta’ una ‘rossa‘ resta per sempre. Non tanto sugli almanacchi, ma nell’immaginario più profondo dell’appassionato d’auto e di sport.
Le grida festose d’adolescente che realizza un sogno, quelle del  Vettel già quadricampeon do Mundo, spiegano tutto. Oltre ogni cianceria.
Oltre ogni altro più o meno controllato commento. Oltre ogni saccente distinguo. E se fino ad oggi Seba s’era iscritto di diritto con quattro titoli mondiali tra i supervincitori della F1, oggi, è entrato, per la prima volta, nell’immaginifica porta del mito.
Per comporre un’altra storia. Per sfidare un altro destino. Un po’ c0m’è capitato al Nivola;  ai Fangio o agli Ascari; ma anche ai Giles, Prost, Lauda e al grande Schumi; e perfino, paradossalmente, all’immenso Senna, ferrarista  in pectore solo perchè il fato non gli ha concesso  il tempo umano  di fasciarsi dell’ambita livrea. E comunque quel che conta è il richiamo della ‘rossa‘, che dove si posa, anche per un sol attimo,  alimenta storie e personaggi ( abitualmente, incredibilmente) immortali.

 MA E’ SOLO L’INIZIO. Sia chiaro, questo, nell’umida  Malesia, è stato solo il primo ‘avviso‘ d’una lotta che sarà lunga e dura. Le ‘frecce‘, si sa, anche loro parte della leggenda, non mollano facilmente, mentre la ‘rossa’  molto probabilmente deve ancora  recuperare parte d’un ritardo che qualcuno, in Federazione, aveva scavato in maniera eccessiva, furbesca  e irresponsabile. Inutile, infatti, andare a setacciare ogni angolo di Mondo dove l’auto da corsa è in prevalenza  immaginata, conosciuta per sentito dire o appena contattata. Basta restare dove l’auto ha depositato, fin dagli albori, le sue uova. E dar vita a duelli che, da soli, parlano.Agitano, avvincono, commuovono.
Quello delle ‘frecce d’argento‘, ad esempio, con le ‘rosse‘, non abbisogna di promozione alcuna. Se, poi, a todeschi ed italoi, si aggiungono i formidabili piloti anglosassoni ( e,  in generale, anglofoni), la mistura risulta eccezionalmente esplosiva.
Hamilton ha mal digerito l’entusiasmo del collega tedesco. Probabilmente anche a lui hanno raccontato la storia della ‘rossa’, e magari, qualche anno avanti, vorrà venire a verificarla di persona. Anche se, i piloti d’Albione, generalmente, da buoni isolani, non vedendo oltre il loro mare, non sono naturalmente propensi ad allontanarsi troppo dalla tempestosa  Manica. Diverso atteggiamento ha mostrato il suo co-equipier Rosberg, che della ‘rossa’ e dell’Italia’, è ampiamente edotto.Proprio alla vigilia della Malesia aveva orgogliosamente e giustamente sottolineato:  ” In fondo, anch’io guido un’auto da leggenda”. Sì, certo, anche se bisognerà vedere, se trattasi di leggenda minor o major.

QUALCHE DICHIARAZIONE.  Signorile, aperto, credibile come sempre,  Toto Wolf, il team principal  della Mercedes, ha commentato ” Niente panico. La ‘rossa’ in Malesia ha vinto con merito, nulla da eccepire, ma non è affatto finita un’era. Abbiamo le risorse per tornare avanti”. E se questo  lo dice Toto, senz’altro sarà così. In fondo, la ‘rossa‘ col carattere che si ritrova, vuol solo questo e null’altro. Per scrivere leggende, infatti, le  occorrono inchiostri molto speciali.

LE CLASSIFICHE E ALTRO. La classifica dopo due gare: nei piloti, Hamilton 43 punti, Vettel 40  e Rosberg 33; nei costruttori, Mercedes /6 e Ferrari 52.  Con questa vittoria Vettel tocca quota 40, ad una vittoria da Senna, e si porta al terzo posto tra i vincitori di sempre. Dietro, infatti, a Prost ( 51) e Schumi, il suo idolo, a 91. Prossimo appuntamento al Gp di Cina ( 12 aprile).

UN DUELLO ANTICO. Frecce d’argento (in tedesco Silberpfeil) è la denominazione popolare attribuita alle automobili da corsa delle case automobilistiche tedesche Mercedes-Benz e Auto Union contraddistinte dalla carrozzeria di colore argenteo, che dominarono il Campionato europeo di automobilismo tra il 1934 e il 1939, il termine è poi stato ripreso anche nel Dopoguerra per indicare le vetture Mercedes-Benz di Formula Uno e di categoria sport dei primi anni cinquanta, negli ultimi tempi è stato usato anche per le McLaren di F1 spinte da motore Mercedes e per le Mercedes GP oltre che per le Audi Le Mans Prototype. Agli albori dell’automobilismo, quando non esistevano ancora le sponsorizzazioni generiche, le automobili da corsa venivano colorate in base allo Stato di origine del costruttore, le vetture italiane come le Alfa Romeo e le Maserati erano rosse, la livrea verde per le auto inglesi, il blu per le francesi e il bianco per le tedesche, quest’ultime passarono nel corso degli anni trenta alla tinta argento.

 

Origine del nome. ( da Wikipedia)  L’origine della definizione è controversa, due sono le tesi. La prima nasce quando nel 1932 presso il veloce circuito dell’AVUS viene disputata la seconda edizione dell’Avusrennen, gara della allora Formula Grand Prix con regolamento tecnico privo di limiti di peso per le vetture, la Mercedes-Benz è presente con 2 SSKL di 7,1 litri di cilindrata, l’esemplare affidato al pilotaManfred von Brauchitsch dispone di una carrozzeria diversa, più aerodinamica, specifica per il circuito ed è colorata d’argento anziché del tradizionale bianco. Nel corso della gara, questa macchina è protagonista di un avvincente testa a testa contro l’Alfa Romeo P3 ‘Monza’ 2,3 litri di Rudolf Caracciola, la più potente Mercedes argentea è veloce in rettilineo ma nelle curve la ben più leggera l’Alfa riesce a starle davanti, al termine von Brauchitsch vince con uno scarto di soli 3,6 secondi, festeggiato dal pubblico e lo speaker della corsa nei commenti via radio la definisce una ‘freccia d’argento’.
La seconda origine sarebbe dovuta all’espediente escogitato nel 1934 da Alfred Neubauer, all’epoca direttore sportivo della Mercedes-Benz, il quale nel suo libro ‘Männer, Frauen und Motoren’ pubblicato nel 1958, racconta che in occasione della ADAC Eifelrennen disputatasi il 3 giugno 1934 sul circuito del Nurburgring, le Mercedes-Benz W25 accusavano un peso superiore di 1 kg rispetto al limite massimo fissato a 750 kg, allora durante la notte antecedente la corsa fece raschiare la vernice bianca delle proprie monoposto, allo scopo di rientrare nel limite di peso imposto dal regolamento di gara. In questo modo venne lasciata a vista la carrozzeria in alluminio lucidato, di colore argenteo, che subito ispirò la fantasia dei giornalisti e del pubblico.
Tuttavia, tale racconto non trova conferme ufficiali nelle cronache sportive del tempo, in secondo luogo la gara nella quale sarebbe avvenuto l’episodio era valevole come Formula libera senza limiti di peso, nonostante nel 1934 fosse entrata in vigore la nuova Formula con 750 kg di limite massimo di peso, nella gara del Nurburgring non venne applicata tale regola per l’esiguo numero di nuove auto conformi, perciò non vi erano limiti di peso. Inoltre nelle stesse gare del 1934, le Auto Union Type A già correvano con la livrea argentata.Ad ogni modo, questo secondo aneddoto sarebbe il più accreditato, essendo stato trattato anche sul mensile ‘Mercedes-Benz Magazine’.

In seguito, la definizione ‘frecce d’argento’ venne utilizzata dalla stampa per indicare anche le Auto Union da competizione degli anni 30, progettate da Ferdinand Porsche. Nel corso degli anni fino ai giorni nostri, la colorazione argento è stata ripresa anche dalla Porsche e dall’Audi (erede dell’Auto Union), mentre la BMW è invece rimasta fedele al colore bianco.

Anni 30. In questo periodo le 2 case tedesche investono ingenti capitali nella progettazione dei bolidi da corsa, ricevendo anche sovvenzioni dal Terzo Reich, raggiungono una forte supremazia tecnica, dal 1935 al 1939 vincono ininterrottamente il titolo europeo. Di seguito le vetture da competizione Auto Union e Mercedes-Benz degli anni trenta che dominarono le corse Grand Prix in Europa: Auto Union Type AAuto Union Type BAuto Union Type CAuto Union Type DMercedes-Benz SSKMercedes-Benz W25Mercedes-Benz W125Mercedes-Benz W15Mercedes-Benz W165
Nel Dopoguerra. Nel periodo 1952-1955 la Mercedes ha contribuito a rilanciare il nome delle frecce d’argento con alcune vetture sport e monoposto di F1. La ‘300 SL’, dominatrice nel 1952 della Carrera Panamericana e della 24 Ore di Le Mans. La Mercedes-Benz W196 ha invece gareggiato con successo in F1 nel biennio 1954-1955 vincendo 2 titoli piloti con Juan Manuel Fangio. Nel 1955 Stirling Moss vinse la Mille Miglia con la 300 SLR, tuttavia la stessa macchina con alla guida Pierre Levegh causò un gravissimo incidente a Le Mans che coinvolse numerosi spettatori, perciò al termine di quella stagione la casa tedesca si ritirò dalle competizioni.
Anni 80-90.A metà degli anni Ottanta, la Mercedes, in collaborazione con la Sauber, ritorna gradualmente ad alti livelli nell’automobilismo su pista, partecipando al Campionato mondiale sportprototipi, nel 1988 i prototipi C9 del costruttore svizzero assumono la colorazione argentata, il sodalizio diventa ancora più stretto nel 1990 quando la nuova vettura viene denominata direttamente Mercedes-Benz C11, tra il 1988 e il 1991 le rinate frecce d’argento vincono nettamente 2 mondiali (1989-1990) e la 24 Ore di Le Mans 1989. Sul finire degli anni Novanta, la Mercedes partecipa al Campionato FIA GT, massimo campionato a ruote coperte, con la CLK GTR vince il titolo nel 1997, l’anno successivo si riconferma con la CLK-LM, poi alla 24 Ore di Le Mans 1999 schiera 3 CLR, ma causa l’instabilità delle proprie auto che decollano in 3 occasioni, è costretta a ritirarsi.
I PILOTI. Tra i principali piloti delle frecce d’argento, si ricordano: Manfred von BrauchitscRudolf Caracciola, Luigi FagioliJuan Manuel FangioKarl KlingHermann LangStirling Moss, Tazio NuvolariBernd RosemeyerRichard Seaman e Achille Varzi.

CAMPIONATO SERIE A

XXVIII GIORNATA. ( sabato 21) Chievo-Palermo ( ore 18), Milan-Cagliari 3-1 ( ore 20,45); ( domenica 22) Empoli-Sassuolo 3-1 ( ore 12,30), Juve-Genoa 1-0 ( ore 15), Cesena-Roma 0-1 , Lazio-Verona, Napoli-Atalanta 2-2, Parma-Torino, Sampdoria-Inter 1-0, Udinese-Fiorentina.

LA CLASSIFICA. Juventus punti 67, Roma 53, Lazio 52, Samp 48, Napoli 47, Fiorentina 46, Torino 39, Milna 38, Genoa 37, Inter 37, Palermo 35, Udinese 33, Empoli 33, Sassuolo 32, Chievo 32, Verona 32, Atalanta 26, Cagliari 21, Cesena 21, Parma ( -3) 9.

PROSSIMO TURNO XXIX GIORNATA. ( sabato 4 aprile) Roma-Napoli ( ore 12,30); Atalanta-Torno ( ore 15), Cagliari-Lazio, Genoa-Udinese, Inter-Parma, Palermo-Milan, Sassuolo-Chievo, Verona-Cesena, Fiorentina-Samp ( ore 18,30), Juve-Napoli ( ore 21).

CHAMPIONS OTTAVI DI FINALE. Qualificate: Real Madrid, Porto, Paris SG, Bayern,  Atletico M, Monaco,  Barca e Juventus ( 2-1). Abbinamenti ai quarti: Real-Atletico M; Barca-Psg; Bayern-Porto; Juve-Monaco.

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