Notizie non solo di calcio. Frenati, i leoni di Sua Maestà! Vero pathos, tra ‘rossa’ e ‘frecce d’argento’.

Notizie non solo di calcio. Frenati, i leoni di Sua Maestà! Vero pathos, tra ‘rossa’ e ‘frecce d’argento’.
Ferrari e Merceds images

LA CRONACA DAL DIVANO. L’avviso, chiaro, eloquente, giunge dalla bocca di Jacques Raynaud, capo sport e pubblicità di Sky, il quale s’è stropicciato gli occhi domenica scorsa davanti ai dati registrati dalla piattaforma: qualcosa, infatti, come 2,5 milioni di telespettatori unici. Il Gp del  Qatar ha coinvolto 1.060.908  spettatori medi (4,48%) e il Gp di Malesia 762.072 ( 9,83%) alle ore 9.

Segni, questi, che la gente si sta orientando anche su altri sport, che non sia il solito, deludente, calcio ( non solo ) nostrano. La Nazionale, con tutti i suoi retroscena ( più o meno ) personali, tra l’ex Conte sempre ombroso e i rampolli Agnelli che non ce la fanno proprio  a vestire gli abiti  super partes d’una straordinaria Signora del pallone, tra il Tavecchio ad orecchie basse e  giocatori presuntuosi che quando vestono l’Azzurro non sanno leggere   nemmeno quante stelle portano cucite sul petto;
ma anche, più in generale, un calcio senza guida attenta e  lungimirante, stadi che cascano a pezzi senza essere svincolarsi dalla comoda stupidità della burocrazia, problemi alla parmigiana etc  etc ,  hanno rotto. Rotto davvero. Rotto, tutto quello che potevano rompere, sigillati come stanno dentro i loro bolidi dai vetri affumicati.
Onde per cui stiamo  finalmente scoprendo altri modi di fare sport. E, se vogliamo, altri modi di fare sport dove ancora un briciolo di italianità ci fa sentire partecipi ed orgogliosi. Che ce ne frega più d’un manipolo di imbelli che manco sanno tenere la schiena dritta davanti a squadre che più modeste di così non potrebbero.  Allo Juventus Stadium, che se i seriosi rampolli Agnelli non riusciranno nell’impresa di affossarlo, è piovuta la vecchia Inghilterra.
Che del prestigio antico  ha scolorito pure  il logo dei tre leoni, da decenni, ormai, pallidi e  spelacchiati, come e peggio di quella loro  Premier che su sedici squadre di finale in Champion ed Europa League, quest’anno, non ne ha piazzata manco una.
E che solo la capacità  marketing di qualche formidabile studio londinese ha premiato con qualcosa pari a 7 miliardi in tre anni di soli diritti televisivi Sky,  gentilmente forniti, guarda un po’, da colui che sta diventando il pollo dei polli tra gli spendaccioni mediatici, un certo Murdoch.

Li abbiamo comunque (ri) frenati ( 1-1), ai leoni d’Inghilterra. Graziandoli pure, almeno due o tre volte facili. ma che alcuni pasqualotti Rai, anche in sede di presentazione del match, hanno continuato a celebrare come il nuovo spauracchio del calcio europeo. La motivazione sono le sette vittorie post mondiale,  con riferimento in particolare al girone di qualificazione europeo. Terribile quanto un girone dantesco.
E pieno zeppo, per i datati saccenti Rai,  del fior fiore pedatorio del Vecchio Continente. Andatelo a controllare.Restando invece a noi, ovvero coi piedi a terra, non dimentichiamoci che con il misero pareggio in Bulgaria siamo ‘solo ‘ secondi nel girone guidato da una Croazia che dovremmo andare ad affrontare a breve nel sua tana. Con quali, più o meno fondate speranze, ancora una volta,  non è dato a sapere.

VALENTINO VESTITO DI NUOVO. ” Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini!”: chissà qual verso cambierebbe il Pascoli alla sua celebre lirica dedicata ad un bimbo in un lontano  mese di marzo?
Forse la parte finale, perchè quel bimbo è rimasto tale, sempre sveglio e pimpante,  quasi che il tempo per lui  non passasse mai.  Che sa adattarsi al nuovo con sorprendente qualità. Ora, il decimo titolo mondiale, è diventato possibile. I fenomeni spagnoli lo hanno capito. E anche quelli della rinata Ducati. Quando lo sport, grazie a certi interpreti, diventa puro e leale confronto è un momento davvero speciale. Unico. da godere come poche altre cose al mondo. S, certo, ” Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini!”.

LA ROSSA E LE FRECCE. Toto Wolff ci piace di più quando mantiene la sua ironia dal tratto signorile. Se s’intristisce, ci  perde. Lui, noi. Come ci perdono le sue ‘frecce d’argento’ le quali, comunque, prima o poi, dovevano aspettarsi di vedere sbucar fuori da una curva una macchinina dal colore vivace.  Quelle quattro ruote, infatti, sono lì per scrivere storie straordinarie, e che cosa c’è oggi di più straordinario del vedere un Davide battere un Golia, quale appunto è la casa di Stoccarda?

Che, giusto giusto, stava riassaporando i trionfi antichi ( ndr, si veda proseguo scheda), e proprio davanti a quel colore rosso che, negli anni Trenta, distingueva le nazioni. Toto Wolff, promette battaglia. Toto è un team principal di grande valore. Per cui  speriamo, crediamo, che sarà così.
Anche perchè se così fosse ne beneficerebbe, e per davvero,  l’intero mondo automobilistico. Capace ancora, e lo abbiamo scoperto nella mattinata di domenica scorsa, di accendere passioni e valori che  quei tristi maneggioni di Bernie e Jean ci avevano fatto dimenticare. E non solo a noi.

LE CLASSIFICHE E ALTRO. Dopo la Malesia arriva la Cina. Intanto questa è la classifica dopo due gare: nei piloti, Hamilton 43 punti, Vettel 40  e Rosberg 33; nei costruttori, Mercedes 56 e Ferrari 52.  Con questa vittoria Vettel tocca quota 40, ad un successo  da Senna, e si porta al terzo posto tra i vincitori di sempre. Dietro, infatti, a Prost ( 51) e a Schumi, il suo idolo, giunto a 91. Prossimo appuntamento: Gp di Cina ( 12 aprile).

UN DUELLO ANTICO. Frecce d’argento (in tedesco Silberpfeil) è la denominazione popolare attribuita alle automobili da corsa delle case automobilistiche tedesche Mercedes-Benz e Auto Union contraddistinte dalla carrozzeria di colore argenteo, che dominarono il Campionato europeo di automobilismo tra il 1934 e il 1939, il termine è poi stato ripreso anche nel Dopoguerra per indicare le vetture Mercedes-Benz di Formula Uno e di categoria sport dei primi anni cinquanta, negli ultimi tempi è stato usato anche per le McLaren di F1 spinte da motore Mercedes e per le Mercedes GP oltre che per le Audi Le Mans Prototype. Agli albori dell’automobilismo, quando non esistevano ancora le sponsorizzazioni generiche, le automobili da corsa venivano colorate in base allo Stato di origine del costruttore, le vetture italiane come le Alfa Romeo e le Maserati erano rosse, la livrea verde per le auto inglesi, il blu per le francesi e il bianco per le tedesche, quest’ultime passarono nel corso degli anni trenta alla tinta argento.

Origine del nome. ( da Wikipedia)  L’origine della definizione è controversa, due sono le tesi. La prima nasce quando nel 1932 presso il veloce circuito dell’AVUS viene disputata la seconda edizione dell’Avusrennen, gara della allora Formula Grand Prix con regolamento tecnico privo di limiti di peso per le vetture, la Mercedes-Benz è presente con 2 SSKL di 7,1 litri di cilindrata, l’esemplare affidato al pilotaManfred von Brauchitsch dispone di una carrozzeria diversa, più aerodinamica, specifica per il circuito ed è colorata d’argento anziché del tradizionale bianco. Nel corso della gara, questa macchina è protagonista di un avvincente testa a testa contro l’Alfa Romeo P3 ‘Monza’ 2,3 litri di Rudolf Caracciola, la più potente Mercedes argentea è veloce in rettilineo ma nelle curve la ben più leggera l’Alfa riesce a starle davanti, al termine von Brauchitsch vince con uno scarto di soli 3,6 secondi, festeggiato dal pubblico e lo speaker della corsa nei commenti via radio la definisce una ‘freccia d’argento’.
La seconda origine sarebbe dovuta all’espediente escogitato nel 1934 da Alfred Neubauer, all’epoca direttore sportivo della Mercedes-Benz, il quale nel suo libro ‘Männer, Frauen und Motoren’ pubblicato nel 1958, racconta che in occasione della ADAC Eifelrennen disputatasi il 3 giugno 1934 sul circuito del Nurburgring, le Mercedes-Benz W25 accusavano un peso superiore di 1 kg rispetto al limite massimo fissato a 750 kg, allora durante la notte antecedente la corsa fece raschiare la vernice bianca delle proprie monoposto, allo scopo di rientrare nel limite di peso imposto dal regolamento di gara. In questo modo venne lasciata a vista la carrozzeria in alluminio lucidato, di colore argenteo, che subito ispirò la fantasia dei giornalisti e del pubblico.
Tuttavia, tale racconto non trova conferme ufficiali nelle cronache sportive del tempo, in secondo luogo la gara nella quale sarebbe avvenuto l’episodio era valevole come Formula libera senza limiti di peso, nonostante nel 1934 fosse entrata in vigore la nuova Formula con 750 kg di limite massimo di peso, nella gara del Nurburgring non venne applicata tale regola per l’esiguo numero di nuove auto conformi, perciò non vi erano limiti di peso. Inoltre nelle stesse gare del 1934, le Auto Union Type A già correvano con la livrea argentata.Ad ogni modo, questo secondo aneddoto sarebbe il più accreditato, essendo stato trattato anche sul mensile ‘Mercedes-Benz Magazine’.

In seguito, la definizione ‘frecce d’argento’ venne utilizzata dalla stampa per indicare anche le Auto Union da competizione degli anni 30, progettate da Ferdinand Porsche. Nel corso degli anni fino ai giorni nostri, la colorazione argento è stata ripresa anche dalla Porsche e dall’Audi (erede dell’Auto Union), mentre la BMW è invece rimasta fedele al colore bianco.

Anni 30. In questo periodo le 2 case tedesche investono ingenti capitali nella progettazione dei bolidi da corsa, ricevendo anche sovvenzioni dal Terzo Reich, raggiungono una forte supremazia tecnica, dal 1935 al 1939 vincono ininterrottamente il titolo europeo. Di seguito le vetture da competizione Auto Union e Mercedes-Benz degli anni trenta che dominarono le corse Grand Prix in Europa: Auto Union Type AAuto Union Type BAuto Union Type CAuto Union Type DMercedes-Benz SSKMercedes-Benz W25Mercedes-Benz W125Mercedes-Benz W15Mercedes-Benz W165
Nel Dopoguerra. Nel periodo 1952-1955 la Mercedes ha contribuito a rilanciare il nome delle frecce d’argento con alcune vetture sport e monoposto di F1. La ‘300 SL’, dominatrice nel 1952 della Carrera Panamericana e della 24 Ore di Le Mans. La Mercedes-Benz W196 ha invece gareggiato con successo in F1 nel biennio 1954-1955 vincendo 2 titoli piloti con Juan Manuel Fangio. Nel 1955 Stirling Moss vinse la Mille Miglia con la 300 SLR, tuttavia la stessa macchina con alla guida Pierre Levegh causò un gravissimo incidente a Le Mans che coinvolse numerosi spettatori, perciò al termine di quella stagione la casa tedesca si ritirò dalle competizioni.
Anni 80-90.A metà degli anni Ottanta, la Mercedes, in collaborazione con la Sauber, ritorna gradualmente ad alti livelli nell’automobilismo su pista, partecipando al Campionato mondiale sportprototipi, nel 1988 i prototipi C9 del costruttore svizzero assumono la colorazione argentata, il sodalizio diventa ancora più stretto nel 1990 quando la nuova vettura viene denominata direttamente Mercedes-Benz C11, tra il 1988 e il 1991 le rinate frecce d’argento vincono nettamente 2 mondiali (1989-1990) e la 24 Ore di Le Mans 1989. Sul finire degli anni Novanta, la Mercedes partecipa al Campionato FIA GT, massimo campionato a ruote coperte, con la CLK GTR vince il titolo nel 1997, l’anno successivo si riconferma con la CLK-LM, poi alla 24 Ore di Le Mans 1999 schiera 3 CLR, ma causa l’instabilità delle proprie auto che decollano in 3 occasioni, è costretta a ritirarsi.
I PILOTI. Tra i principali piloti delle frecce d’argento, si ricordano: Manfred von BrauchitscRudolf Caracciola, Luigi FagioliJuan Manuel FangioKarl KlingHermann LangStirling Moss, Tazio NuvolariBernd RosemeyerRichard Seaman e Achille Varzi.

CAMPIONATO SERIE A

XXVIII GIORNATA. ( sabato 21) Chievo-Palermo ( ore 18), Milan-Cagliari 3-1 ( ore 20,45); ( domenica 22) Empoli-Sassuolo 3-1 ( ore 12,30), Juve-Genoa 1-0 ( ore 15), Cesena-Roma 0-1 , Lazio-Verona, Napoli-Atalanta 2-2, Parma-Torino, Sampdoria-Inter 1-0, Udinese-Fiorentina.

LA CLASSIFICA. Juventus punti 67, Roma 53, Lazio 52, Samp 48, Napoli 47, Fiorentina 46, Torino 39, Milna 38, Genoa 37, Inter 37, Palermo 35, Udinese 33, Empoli 33, Sassuolo 32, Chievo 32, Verona 32, Atalanta 26, Cagliari 21, Cesena 21, Parma ( -3) 9.

PROSSIMO TURNO XXIX GIORNATA. ( sabato 4 aprile) Roma-Napoli ( ore 12,30); Atalanta-Torno ( ore 15), Cagliari-Lazio, Genoa-Udinese, Inter-Parma, Palermo-Milan, Sassuolo-Chievo, Verona-Cesena, Fiorentina-Samp ( ore 18,30), Juve-Napoli ( ore 21).

CHAMPIONS OTTAVI DI FINALE. Qualificate: Real Madrid, Porto, Paris SG, Bayern,  Atletico M, Monaco,  Barca e Juventus ( 2-1). Abbinamenti ai quarti: Real-Atletico M; Barca-Psg; Bayern-Porto; Juve-Monaco.

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