San Marino – Montefeltro. Il Vescovo Monsignor Andrea Turazzi invia il suo messaggio pasquale.

San Marino – Montefeltro. Il Vescovo Monsignor Andrea Turazzi invia il suo messaggio pasquale.
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SAN MARINO – MONTEFELTRO. Messaggio Pasquale del Vescovo Mons. ANDREA TURAZZI:

‘È Pasqua! Il mio messaggio? Che altro se non questo: Gesù è vivo!

Lo proclamo nella mia qualifica: “Appartengo come vescovo, per successione, al gruppo degli apostoli che sono i testimoni di Gesù Risorto”. Io, Vescovo Andrea, faccio questo annuncio sulla scorta di precise, autorevoli e provate testimonianze storiche. Posso corredarle poi con le mille storie che raccolgo ogni giorno, storie di quanti sentono viva la presenza del Risorto; presenza che conquista, converte, slancia, dà forza, sospinge. Ultimamente sono particolarmente sensibile al coraggio dei tanti cristiani che affrontano il martirio. Mi sorprende chi fa della sua vita un dono vivendo la malattia o la disabilità con uno spirito non di rassegnazione ma di offerta. Mi commuove Silvio, mio fratello missionario in Congo e paraplegico, che inizia così la sua ultima lettera: “Sono un paralitico incontrato da Gesù. Nel Vangelo l’incontro di Gesù con loro è un evento di liberazione e di gioia. Così lo è stato per me. In lui ho visto il regno di Dio”. Non posso tacere i giovani che – a dispetto dei luoghi comuni – fanno scelte vocazionali sorprendenti e coraggiose e… sono tra noi.

Pasqua!

Parola antica e veneranda, vuol dire: passaggio. Gesù la interpretò e la visse come passaggio da morte a vita per amore dei fratelli. Allargo l’appello e dico a tutti: facciamo il passaggio, cioè facciamo Pasqua. Ognuno sa i passi che può e deve fare nel proprio cuore. Ma ci sono anche passi da compiere tutti insieme: riprendere fiducia, far credito a chi ci sta accanto, ridarci regole di pensiero e di azione. Senza fiducia non si vive più.

Persone sapienti e rigorosamente laiche convengono che stiamo pagando a caro prezzo le derive del soggettivismo (si assolutizza il proprio interesse e il proprio punto di vista), del relativismo (tutto è possibile e il contrario di tutto), dei desideri impazziti e subito tradotti in diritti.

La crisi, prima che economica, è una crisi di pensiero e poi una crisi morale. Facciamo il passaggio. Insieme. È un invito a tutti. Ed è l’offerta di una collaborazione a chi è già in cammino su progetti di liberazione e di ragionevolezza e, senza saperlo, fa Pasqua’.

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