Notizie non solo di calcio. Tre italiane e tre spagnole in semifinale? Prima fila Bahrein: Hamilton-Vettel.

Notizie non solo di calcio. Tre italiane e tre spagnole in semifinale? Prima fila Bahrein: Hamilton-Vettel.
Napoli - Roma ( repertorio)

LA CRONACA DAL DIVANO. Lo avrete capito?  Dopo la Premier, che su 16 squadre agli ottavi non ne ha qualificata manco una, c’è ora  la possibilità concreta che anche le todesche diano l’addio ai quarti.
Pensate: la prima e la terza lega al Mondo, celebrate dai nostri esterofili più delle conquiste di Cesare in Gallia , resterebbero senza uno straccio di rappresentanza, mentre la nostra lega, dileggiata fin all’oltraggio, rischia addirittura di portarne tre, di squadre, tra Champions ( Juve) e Uefa ( Napoli e Viola).

Usiamo, ovviamente, il condizionale, anche perchè i giochi vanno ancora chiusi. E tuttavia,  non ce la facciamo ad esentarci dal chiederci  se quanti emettono rumori dentro quegli spazi mediatici siano capitati colà per caso o per beffa. Tutti noi, e non da oggi, con il ludibrio che ci passa quotidianamente sotto gli occhi da anni, sappiamo quali sarebbero i rimedi del ‘ male oscuro’ che attanaglia lo sport, e soprattutto il calcio, italiano.
Vorremo dirigenti all’altezza, come il compianto Franchi, ad esempio; vorremmo stadi comodi e non vetusti, come lo Juventus Stadium; vorremmo che le squadre mantenessero un ‘nerbo’ italiano che, tra l’altro, come ha detto Boban, giorni addietro, su Sky, resta un ‘valore assoluto‘ per ogni calciatore al Mondo.
Inoltre, che non siamo i derelitti  del mondo pallonaro se n’è accorta anche Barbara, figlia del Berlusca, la quale di fans rossoneri ne ha scoperti a milioni, qua e là, tra  un Continente e l’altro.
La nostra, in fondo, dovrebbe essere una battaglia tra chi delira ( o esagera in eccesso) e chi s’autolesiona ( abitualmente, ad ogni piè sospinto). Perchè, come insegnavano i padri, ‘ in medio stat  virtus‘.

Eccitante turno di Campionato. Con Juve – Lazio e Inter-Milan. Dei primi parliamo spesso. Dei secondi meno. Ma perchè non si dimentichi:  in quel desolato  San Siro che aspetta d’essere restaurato se non altro per la finale Champions del prossimo anno, Milan ( 7) e Inter (3) hanno conferito  al cielo 10 coppe dalle Grandi orecchie ( +6 finali) e tre coppe Uefa.
Alzi dunque la mano, se c’è in giro uno stadio che ha avuto in sorte   gloria maggiore. Perchè vorremmo incensarlo.
Come  si rendeva omaggio  nei sacri delubri degli antichi.

ADESSO VIENE IL BELLO. E adesso occorre non perdersi per strada. La Signora, che ha fatto già molto, nella prima con i francesi, non può fermarsi sul più bello. E così il Ciuccio, che ha spaventato il Wolsburg, secondo in Bundesliga. Non dovrà smarrirsi manco la Viola, dopo il buon pari a Kiev,  perchè una finale tutta italiana come ai vecchi tempi  sarebbe davvero auspicabile,  se non altro per la buona salute degli esterofili ( e anglofili) che qualche medicina dovranno pure prendere per guarire dal loro ‘ mal sottile‘.

C’ E’ SOLO IL MONACO? Sull’almanacco,  il Monaco andò in finale nel 2003/2004, perdendo poi dal Porto di Mou Mou. Per la controparte  , la Juve vinse due Coppe e andò in finale 7 volte, di cui due le vinse e cinque le perse.
Chiaro è, dunque, che se valessero gli almanacchi, tra la Signora, di vetusta e non occasionale nobiltà, e la squadra del Principe, di sporadica apparizione in Europa, non ci sarebbe partita. Ma il Calcio, pur non ignorando gli almanacchi, non è fatto di soli almanacchi.
Il calcio è una formula dagli  ingredienti segreti. Regno dell’ ineffabile Eupalla.  Ad esempio, se la Signora supera lo scoglio Monaco, dopo il  bene augurante 1-0, potrebbe ritrovarsi non il Bayern ma il Porto (  3-1 ai tedeschi) . Il quale, partito in sordina, è già diventato uno spauracchio per le big del Continente.
Deciderà il sorteggio: e se da una parte finissero le spagnole ( ?) dall’altra si potrebbe presentare uno Juve-Porto difficile da decifrare. La road per Berlino resterebbe dunque irta di insidie, perchè le portoghesi da che mondo e mondo sono ostiche da masticare. E soprattutto da eliminare.

Un accenno, sia pur ( ingiustamente) veloce sull’atteggiamento del patron della Roma. Americano o no, lucratore o meno ( come accusano i Genni della curva), la ragione è dalla parte sua: ” Ora, solo tolleranza zero verso i razzisti, e su chi tira merda sui giocatori e  crea situazioni violente che pagano poi non loro ma  tutti gli altri”.
Parole sante. Non lasciamo però solo, come ammonisce la ‘rosea‘, il patron della Lupa. Anche perchè rivedere trionfare l’intelligenza nel ‘Paese della bellezza‘, e del calcio che mai muore, nonostante  i Genni e gli altri,  francamente, ci risolleverebbe il morale. E di non poco.

Un mini bilancio Champions? E’ già fatta per il Barca dei tre tenori; sfida dura invece per il Real, che comunque potrebbe passare in extremis; improbo il ritorno per i re di Baviera, mai così incerti negli ultimi anni; insidie francesi per la Signora, che, però, nonostante i trascorsi pistolotti del Conte Dracula, finalmente, come sua nobiltà obblige, ha ritrovato quella  personalità europea che inspiegabilmente latitava. Ma ci voleva tanto a tirala fuori? Podga o non Podgba? Raiola o non Raiola?
Inoltre, se alla Juve si unissero, in Uefa,  il Napoli ( strepitoso contro il Wolsburg) e la Viola ( esemplare contro la Dinamo) potremmo addirittura (re)intravvedere il terzo posto nel ranking Uefa. Ai danni dei todeschi. E, questo, alla faccia dei tanti imbelli ‘svenditori della patria loro’ !

RISULTATI QUARTI UEFA. ANDATA . Siviglia – Zenit 2-1; Bruges – Dnipro 0-0; Wolsburg – Napoli 1-4; Dinamo Kiev-Fiorentina 1-1.

CLASSIFICA CAMPIONATO CALCIO. XXX GIORNATA. Juve punti 70, Lazio 58, Roma 57, Napoli 50, Fiorentina 49, Milan 42, Inter 41, Cesena 22, Cagliari 21, Parma ( -1)  16.
PROSSIMO TURNO. ( sabato 18 aprile) Sampdoria-Cesena( ore 18), Juve-Lazio( ore 20,45); ( domenica 19) Sassuolo – Toro ( ore 12,30), Chievo-Udinese, Empoli-Parma, Palermo-Genoa, Roma-Atalanta, Cagliari-Napoli ( ore 18), Inter – Milan ( ore 20,45); ( lunedì 20, ore 20,45) Fiorentina-Verona. MARCATORI. Tevez 17 reti ( 2,Juve), Icardi ( 3,Inter), Menez (8,Milan) 16 reti.

TORNA IL DUELLO ‘FRECCE’ E ‘ROSSE’. Tornano, nel week end, anche le ‘rosse’. Impegnate in una lotta da giganti con le resuscitate ‘ frecce d’argento’. Roba, anche questa, d’altri tempi.
Toto Wolff, aplomb da aristocratico  ufficiale della  corte asburgica, team principal  della casa di Stoccarda, come s’ è visto addosso le ‘rosse’ ha perso un poco della sua amabile, mediterranea,  ironia. Si rifarà. Intanto, però, col ruggito della ‘rossa’ nelle orecchie, fatica a distendersi. A tornare sereno.
Come s’atteggia invece quel  ( poco amato ) del Niki, artefice ( dicono) di quel nefasto ( e irresponsabile) regolamento che ha tirato fuori dalla notte dei tempi  le Mercedes da corsa,  con un motore tutto da vedere, ma solo per per impedire ad una ‘ eccellenza’  dell’al di qua dell’Alpi di sopravanzarne  un’altra  dell’al di là dell’Alpi.
Ancora una volta emerge tra di noi il difetto d’origine, insomma,  d’una Europa ‘crucca’ e ‘ testona’ che stenta a voler capire. A volere fare le cose giuste. Quelle che uniscono e non dividono.
Avessimo ancora, tra le nostre file, un Cavour o un Metternich, un De Gasperi o un Adenauer, forse, eviteremmo di gettare al vento tanto tempo  per conferire (al più presto ) un futuro  alla leggiadra Europa .

IL PILOTA TEUTONICO. Anche se Vettel, il giovane e capace Vettel, almeno in questa fase, ha poco o nulla del teutonico, bisognerà ammettere che ‘ guida’ todesca e ‘ mutor‘ italiano potrebbero rappresentare davvero  l’attesa metafora d’un continente, al momento, scioccamente diviso.
Eppure gli esempi trascorsi non mancano. Le città della Grecia classica, ad esempio, arrivarono con Alessandro  il Grande ai confini del Mondo, per poi finire sotto le calighe dei piccoli, rudi,  ma agguerriti legionari piovuti  dai colli del Lazio. Le guerre interne, o intestine, più o meno evidenti, fanno solo  del male all’intero organismo. Lo si sa.
E comunque sia: pace all’anima nostra.
Guardiamo innanzi. Guardiamo all’ultima gara, sulla pista ‘gelata’ di Cina, che ha frenato la ‘rossa’, ancora convalescente. Kimmi se l’è cavata, mentre Seba ha ruggito finchè gli è stato concesso.
E tuttavia non è finito tanto lontano dal luccichio delle ‘frecce’. Che se le cose vanno avanti così: o spremono ulteriormente  la loro misteriosa ‘pozione magica‘ o devono cominciare ad adattarsi all’ Uber Alles ( per Vettel) e all’ inno di Mameli ( per la Ferrari).

Dal  Bahrein, ad esempio, arrivano segnali molto positivi per la ‘rossa’;  dietro nel giro secco, ma più veloce sul passo gara. Tutto, dunque,  in sospeso. Ma che stia per arrivare un’altra scampanata a distesa in quel di Maranello?

Ricordiamo. Al momento, il punteggio piloti, vede Hamilton a 68 e Vettel a 55; ma  per i dettagli si consulti lo schema in fondo pagina. Intanto godiamo queste qualifiche in Baharain: Hamilton davanti a Vettel; Rosberg davanti a  Raikkonen. Come volevasi dimostrare. Chissà,  se questi inquietanti presagi basteranno a smorzare, a Niki, l’ingrato, perfido, interminabile, sorrisetto di prima durante e dopo la gara?

 

L’ILLUSIONE DI VALENTINO. I maestri, si sa, portano sulle spalle il peso degli anni. Un allievo più giovane di oltre un decennio, nel mondo dello sport , e della moto, appartiene ad un’altra era. Magister Vale non può lottare più di tanto contro il discipulus Marc.
Dev’essere, semmai, quest’ultimo, ad accusare una non si sa quale defaillance, per consentire al primo una innaturale resurrezione. Che, a dire il vero, prodigi a parte, con quella faccia che il magister di Tavullia ancora si ritrova, non dovrebbe essere poi tanto remota.
Al momento, in graduatoria, il vecchio sopravanza il giovane, di qualche punticino, sia pure significativo. Potrà mantenere le distanze? Difficile a dirlo quando perfino la ‘rosea‘ si sbilancia in questo modo: ”  In 5.513 metri  si è capito cosa può fare Marc, senza filtri, senza freni. Taglia ogni curva come se fosse l’ultima della sua vita. Mostrando un campionario infinito di rischi da ultima spiaggia,  che lo hanno sparato dentro una pole stratosferica …”.

Da non dimenticare il terzo incomodo. Che reca marchio italiano. Visto che la Ducati di Borgo è riuscita a mettere tra le mani del miglior Dovi di sempre e di un rigenerato Iannone  una bella macchina.
Con qualche difetto, dicono, in frenata, ma certamente in crescita. E se tra i due litiganti a godere fosse, alla fin della tenzone, il buon Dovi di Frampulla? Mai dire mai, direbbero i filosofi del pallone.

 APPUNTAMENTO ARGENTINO. E adesso godiamoci il turno argentino di uno dei  campionati più appassionanti degli ultimi decenni. Che vede nella classifica piloti: Vale a 41, Dovi a 40 e Marquez 36. La pole ha rimesso sul trono Marquez;  ma Vale, che è solo ottavo,  aspetta d’ingaggiare il combattimento. Lui,  che –  e questo l’attento  discipulus Marc lo sa – tra i combattenti non ha eguali.

 

 

FORMULA 1 CLASSIFICA PILOTI 2015

Pos. Pilota Aus Mal Cin Bah Spa Mon Can Aut GB Ung Bel Ita Sin Gia Rus Usa Mex Bra Uae Totale
1 Lewis Hamilton() 25 18 25 68
2 Sebastian Vettel() 15 25 15 55
3 Nico Rosberg() 18 15 18 51
4 Felipe Massa() 12 8 10 30
5 Kimi Räikkönen() 0 12 12 24
6 Valtteri Bottas() 0 10 8 18
7 Felipe Nasr() 10 0 4 14
8 Daniel Ricciardo() 8 1 2 11
9 Max Verstappen(Toro Rosso) 0 6 0 6
10 Nico Hülkenberg() 6 0 0 6
11 Romain Grosjean() 0 0 6 6
12 Carlos Sainz Jr(Toro Rosso) 2 4 0 6
13 Marcus Ericsson() 4 0 1 5
14 Daniil Kvyat() 0 2 0 2
15 Sergio Pérez() 1 0 0 1
16 Pastor Maldonado() 0 0 0 0
17 Kevin Magnussen() 0 0 0 0
18 Will Stevens() 0 0 0 0
19 Fernando Alonso() 0 0 0 0
20 Jenson Button() 0 0 0 0
21 Roberto Merhi() 0 0 0

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