Notizie non solo di sport. Tragedie nel sud del Continente. Vale, da leggenda. Signora, per l’Europa.

Notizie non solo di sport. Tragedie nel sud del Continente. Vale, da leggenda. Signora, per l’Europa.
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LA CRONACA DAL DIVANO.  Avremmo voluto iniziare con lo sport. Visto che, nell’ultimo week end, di spunti interessanti ne ha offerti, e di memorabili. Come la ‘ risalita’ di Kimmi sulla Mercedes , forte, ma ormai a portata di tiro; come la ‘rimonta’ del maestro Valentino sul discepolo Marquez, raggiunto e sorpassato con caduta del giovane fenomeno spagnolo, in un Gp dai connotati leggendari.
Ma, come si diceva, quanto sta accadendo alle porte sud d’Europa, con tanta gente innocente divorata  ogni giorno dall’egoismo umano, non può lasciarci indifferenti. Come mostrano, purtroppo, e incredibilmente, i riformati del nord d’Europa, che a malapena danno notizie d’un fenomeno il quale, prima o poi, miopia loro e fragilità nostra  a parte, non potrà che mettere in crisi  l’intero Continente. Una crisi dell’anima, o se volete della coscienza.
Quella che, troppo frettolosamente,  strappando le radici d’una fede antica, non sa più cosa essa sia. Quasi, che  la si sia ( volutamente)  obliare. O anche disperdere. Chissà dentro  quale meandro d’una ‘visione del mondo’  che ‘a forza di pensare al solo corpo’, alle sole questioni ‘ concrete’, o se vi pare, al solo interesse e danaro, stoltamente, non s’è accorta che propria quella coscienza che l’aveva elevata a punto di riferimento delle  coscienze del Pianeta, giorno dopo giorno, se ne stava volando via.
La nostra speranza, ovviamente, magari in extremis, è che l’Europa , l’Europa degli orticelli privati, corra ai ripari. L’Italia, infatti, da sola, non ce la farà mai e poi mai a risolvere il problema immigrazione ( e profughi)  dalla portata vasta e complessa. E di cui solo l’Europa, se finalmente Europa, può porre il  giusto argine.

IL VALE DA LEGGENDA. Nello sport si raccontano storie che  in un epoca orfana  di  Argonauti e guerre di Troia, abbastanza frequentemente diventano mitologia. Tra queste storie c’è quella,  ancor fresca di stampa, di quel vispo ragazzino di Tavullia che faceva impazzire i vigili del paese smanettando su un motorino senza rispetto alcuno per il Codice. Quel ragazzino, oggi,  più vicino ormai ai quaranta che ai trenta, non finisce di scrivere pagine  da album dei ricordi.
In Argentina, la terra dei numeri dieci, s’è bevuto l’indomito discepoli, prima fuggito via, poi, poco alla volta, rimontato fin al sorpasso. Che il giovane discepolo, superbo, ha cercato in un primo momento d’evitare. Finendo poi col sedere a terra, per una improvvida toccata alla ruota posteriore del maestro.
Marquez che, come lui stesso racconta, tiene in camera un poster di Rossi, questa volta è apparso scosso. Paradossalmente deluso. Forse perchè s’era ingenuamente convinto in cuor suo che il vecchio maestro gli avrebbe dato luogo, come di solito fanno i vecchi con i giovani. Soprattutto se questi sono particolarmente bravi. E comunque, adesso, Valentino guida il mondiale con 30 punti sul giovane asso d’Ispagna. Sarà una bella lotta, auspicata ma imprevista. Una lotta alla quale non bisognerà dimenticare di associare una variabile di marchio italiano, quello della Ducati; e soprattutto del Dovi, pilota talentuoso, onesto, combattivo, della   prolifica ‘ terra dei mùtor’.

SEBA, FA NIENTE. KIMMI, BENTORNATO. Le auto da battere sono, dalla notte dei tempi, salvo qualche rarissima eccezione, o todesche o italiche. I team inglesi che vantano spesso piloti formidabili (  Moss, Hill, Stewart … Hamilton) non producono che una parte dell’auto. Di solito pescano i motori fuori dall’isola. Fatto è che solo o todeschi o italici si fanno tutto di tutto in casa dei loro bolidi. Dal volante alle gomme. Dagli specchietti alle power unit.

La ‘ rossa’ e le ‘ frecce d’argento’ infatti sono l’emblema di questa gloriosa tradizione. E se quest’anno, caso fosse, tornasse a galla una sfida tra  i due galli dell’agonismo motoristico d’Europa sarebbe come andare a pescare alle fonti di questo sport.
Che in Italia, e più ancora in Emilia, vanta un radicamento pressochè unico. Vincere con la ‘rossa’ significa far battere un cuore immenso  ormai allargato ai cinque Continenti. Lo avevano capito Senna, il rimpianto;  Schumi, il campionissimo; Alonso, il guerriero; Vettel, l’erede del campionissimo.
Quattro mondiale con la Red Bull valgono per gli almanacchi, ma un mondiale con la ‘rossa’  va oltre gli almanacchi. Nel tempo e oltre il tempo. E comunque la lotta che s’è accesa quest’anno, in tempi di sacrifici, oltre a vibrare d’un sapore antico, ci farà capire qualcosa in più su come dovrà essere ‘ guidata’ in futuro questa Europa. Guida todesca e mùtor italiano? Mah, certo che quei ‘rompiballe‘ d’Albione con qualche transfuga d’altro colore che per strada si trova sempre, cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote!

Anche nell’algida Finland nascono grandi piloti. Da rally, ma anche da F1. Tra questi ultimi, il nostro Kimmi, che proprio domenica ha fatto vedere di che sangue è fatto. L’avessero fermato un paio di giri prima, probabilmente, avrebbe finito (almeno) col mordere  le caviglie di Hamilton; invece, il nostro, così com’è stato pilotato, s’è dovuto accontentare di ammirarlo là davanti, l’anglo, solo di un qualche centinaio di metri, ma ormai imprendibile.
Kimmi ha però dimostrato, nella giornata nera di Seba, che le ‘frecce‘ sono a portata di ‘rossa’; e questo, prima o poi, darà i suoi ( attesi) frutti. Anche per chiarire a chi ancora chiaro non ce l’ha ( tipo Lauda ),  cosa s’intende per  ‘ legenda maior’ e  ’legenda minor‘ di questo sport.

LA SIGNORA IN CHAMPIONS. E adesso, alla Signora, basta compiere l’ultimo passo. Al gran ballo del Principe. Poi,  da ex Cenerentola d’Europa, potrà aspirare a coronare il suo sogno di diventare Signora d’Europa.  Certo, bisognerà vedere che dice Eupalla al sorteggio. Mettesse le due ( probabili) spagnole una contro l’altra, alla Signora in semifinale resterebbero o il Bayern ( difficile rimonta) o il Porto ( duro da eliminare).

Vedremo. Così come vedremo che accadrà in Europa Ligue, dove Napoli e Viola potrebbero regalarci atmosfere e ( finali) d’altri tempi. E pensare che per il breviario Raiola eravamo dati tra i dispersi, o meglio, tra quelli ‘ del calcio che non conta’. Speriamo continui a vaticinare così, magari con una mano sulla coscienza. Visto che con i suoi ‘ fare e disfare‘ rischia di mandare al macero non pochi presunti campioni. Che portati nel posto sbagliato per eccessiva fame di danari, finiscono poi come pesci fuori d’acqua. Come potrebbe essere per Podgba; come lo è per il nostro Balo, sempre più insultato, sempre più triste e solo.

Del Campionato non aggiungiamo nulla. E’ della Juve già da Natale; interessante resta solo la lotta per secondo e terzo posto. Con quel Benitez che preferisce  le ( ricche)  brume di Liverpool o Manchester al ( povero) sole di Napoli. Le vere novità, da noi, giungono dalla Asia. Donde, Tahoir ha già fatto del suo con la Beneamata ; mentre o tailandesi o cinesi s’accingono a mettere le mani loro sul club ‘ più titolato al Mondo’.

 

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